The Gardens Between Recensione

Un viaggio delicato e misterioso, in cui 3 bottoni soltanto ci faranno modificare Mondi.

Una notte piovosa nei bassifondi di una non meglio precisata metropoli, due amichetti trovano rifugio nel loro quartier generale, una casa sull’albero, mentre una sfera luminosa appare dal nulla e pare guidarli verso un mondo alternativo. Nessuna spiegazione vi verrà fornita in merito all’identità dei due giovani protagonisti (che sappiamo unicamente dai press material chiamarsi Arina e Frendt) ne in merito alla loro condizione. Niente premesse e niente fronzoli, saremo catapultati all’interno di isole misteriose (chiamate, appunto, Giardini) con percorsi a spirale che portano alla loro cima.
Scopo di The Gardens Between è portare una luce/stella sulla cima dell’isola e piazzarla su un altare di pietra. Questa “missione” che i due ragazzini compiono appare ben presto come una ricerca dei ricordi che li lega, eventi lieti o meno che li accomunano e li uniscono. Arina porterà con se una lanterna stilizzata capace di raccogliere le sfere di luce, mentre Frendt sarà in grado di azionare dei meccanismi sparsi nei giardini.
Appare evidente fin da subito che l’azione appare come registrata, già scritta: il giocatore infatti non controllerà nessuno dei movimenti dei protagonisti ma controllerà solo lo scorrere del tempo nei due sensi presenti, in avanti o indietro. Se non toccheremo il controller il tempo resterà sostanzialmente fermo (salvo qualche elemento che pare immune alle leggi del Tempo), mentre agendo sulla levetta sinistra o destra (o sui grilletti…a voi la scelta) muoveremo l’intero diorama. Il terzo tasto necessario è il tasto A, tasto che contente l’interazione con lo scenario, nei punti predefiniti.
Tutto qui, 3 bottoni.

Non fatevi ingannare però, le cose non sono COSI’ semplici: essendo un puzzle game non mancheranno i rompicapi legati alla manipolazione temporale, ovviamente, legati alle meccaniche che sfruttano/annullano la nostra fonte luminosa e altre meccaniche che si andranno ad aggiungere progredendo coi livelli.
La struttura di base resta la stessa nel corso dell’intero gioco: seguire il percorso predefinito, cercare di superare gli ostacoli e fare in modo di portare la lanterna accesa in cima. Modificando il tempo potremo muovere elementi del mondo di gioco (generalmente oggetti che franano o modificano a loro volta lo scenario) o attivare alcuni cubi che forniscono alternativamente la preziosa sfera luminosa o un buco nero che la annulla. Disponendo sapientemente queste risorse non sarà difficile completare i livelli e questa è forse la pecca maggiore.
Si, ci sono un paio di sezioni ostiche che vi vedranno riavvolgere più e più volte la stessa sezione per capire il da farsi, ma in generale la longevità dell’intero gioco è davvero risicata (un paio d’ore al massimo)…
Nei livelli sono nascosti anche dei piccoli segreti utili a millare il titolo (io l’ho millato nel corso delle 2-3 ore di cui sopra), senza dimenticare che ogni ricordo recuperato (inteso come gruppo di livelli, o isole) mostrerà una breve sequenza nella quale si nasconde un collezionabile. Il gioco non ce lo dice, ma sappiate che riavvolgendo lentamente la scena noterete degli elementi vibrare: restare fissi su di essi qualche secondo per scoprire l’intruso della scena.

Grafica 3D e ambientazioni ispirate agli anni ’80 sono curate, pastellose e molto delicate, si sposano molto bene coi ricordi d’infanzia dei due ragazzini e sicuramente sono un bel vedere. Gli enigmi ambientali sono sempre ben chiari e visibili grazie ad highlights ben posizionati e inquadrature quasi sempre opportune (salvo in un paio di casi in cui, credo volutamente, un elemento necessario si nasconde alla vista e bisogna intuire dove sia finito nel corso del Tempo).
Direi che per uno studio indipendente i Voxel Agents hanno fatto centro sfruttando il motore Unity per bene, ma forse mi permetto di consigliarvi di giocarlo tramite Game Pass (trial gratuito, mese a un’euro o un buon abbonamento, validissimo!) poiché la longevità potrebbe farvi considerare i quasi 20€ spesi come troppi.

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Conclusioni.

The Gardens Between è un viaggio delicato, intimo e dolce, come le memorie dei due piccoli protagonisti. E’ divertente farli avanzare o retrocedere nel tempo e scoprire i piccoli segreti di questi giardini immaginari. Forse il prezzo in relazione alla longevità non sarà d’aiuto alle vendite, ma il prodotto è carino e originale e vi invito a giocarvelo, magari tramite Game Pass.

Pregi

  • Simpatico e leggero
  • Grafica carina e ottima scelta di colori

Difetti

  • Decisamente corto e non troppo impegnativo
8

Ottimo

Classe '82, appassionato da sempre di videogames, è caporedattore di GC.it dal 2010. E' collezionista attento di tutto ciò che è nerd e ricercato, non solo in campo videoludico! Amante di boardgames, tecnologia, fotografia, viaggi e cultura nipponica...è una persona decisamente impegnata!

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