Hades Recensione

Un roguelike che ha saputo aggirare il limite della propria ripetitività con una narrazione astuta e divertente.

Il genere roguelike è tornato alla ribalta negli ultimi anni su un pò tutti i sistemi da gaming e i gamer paiono aver riscoperto una passione per questo tipo di gameplay.
Dead Cells ha fatto sbocciare questo ritorno grazie alla rigogliosa scena indie e il successo travolgente che ha ricevuto ha ispirato Supergiant Games a salire su questo carro per dare un’ulteriore svolta in questo gradito ritorno di un genere molto amato.
Hades sublima un pò quella riptetitività tipica del genere arricchendo il gameplay con una trama che si dipana unicamente grazie alle continue iterazioni e coi dialoghi sempre differenti che i vari personaggi in gioco rivolgeranno al protagonista.

In Hades saremo chiamati ad impersonare il principe degli inferi, Zagreus, figlio del Sommo Ade, Re degli Inferi; il motivo delle nostre gesta sarà quello di evadere dalla casa del padre per raggiungere la madre che, a quanto si scopre, risiede in superficie. Inizia così un’inifnità di tentativi di fuga in cui il giovane parte sempre dalla sala delle udienze del padre e incontra più o meno sempre le stesse figue: il cane Cerbero, Hypnos, Achille che lo ha addestrato alla fuga, la matrigna Nys, la timida Dusa alias Medusa…e molti altri.
Parlando con loro inizieremo anche a capire di più sulle nostre parentele, sulle vicende dei capricciosi dei ellenici e delle motivazioni dietro alle loro gesta, così intenti a plasmare il Destino dell’universo.

Dalle stanze private di Zagreus (dove potremo controllare le sfide in corso, i tentativi di fuga e “riflettere” – ironicamente – in un enorme specchio per potenziare le nostre abilità) avvieremo i tentativi di fuga, non prima di essere passati da una camera dove allenarci, scegliere il nostro equipaggiamento e i nostri Mementi (doni fatti dalle divinità per aiutarci nel nostro intento): qui un personaggio interessante ci aiuterà al principio.
Si tratta di Skelios, uno scheletro parlante che non può morire e che ci invita a mazzuolarlo ben bene per apprendere i fondamentali. Non solo un tutorial però: donando un’ampolla di delizioso nettare a questo personaggio avremo da lui in cambio il primo memento, un Dente Fortunato, che ci darà possibilità di sfuggire alla morte durante la nostra avventura.
Fondamentale per l’inizio, cercato di ottenere questo Memento il prima possibile…vi aiuterà a sopravvivere ai primi tentativi oltre ad approfondire la conoscenza con lo sventurato personaggio!
Altri Mementi sono ottenibili da praticamente tutte le divinità che incontreremo sul percorso verso l’Olimpo (e non solo nella casa di Ade): durante la fuga, in ogni stanza, avremo la scelta di affidarci alle cure di varie divinità per ricevere i loro “boon”, doni che potenziano abilità attive o passive e SOLO per quella run ci potenziano e ci permettono di migliorare le nostre capacità offensive.
Potremo ricevere aiuto da Zeus, Poseidone, Ares, Dioniso, Demetra e così via…oppure scegliere di ottenere gemme e denaro spendibile negli shop di Caronte (si, proprio il famoso traghettatore!!); la nostra scelta tra i vari vantaggi disponibili sarà cruciale per la nostra sopravvivenza.
Dedidendo in alcuni casi di affidare la nostra Devozione ad una divinità in particolare, potremo sbloccare una Invocazione, una sorta di Super caricata uccidendo i nemici che richiamerà a noi il potere della divinità in un ulteriore aiuto da parte dell’Olimpo.

A leggerla così pare gli gli aiuti siano molti, i potenziamenti frequenti (e lo sono, con le opportune scelte) e le possibilità di accumulare denaro o gemme per darci dei boost permanenti siano oneste…ma non fatevi ingannare: Ade non è intenzionato a lasciar fuggire il figlio (sarebbe una mancanza di rispetto imperdonabile) e lo ostacola con nemici sempre più coriacei, dai pattern imprevedibili, alcuni corazzati, altri non, alcuni che si rianimano, altri che esplodono, altri che innescano trappole etc…
In alcune camere Ade potrebbe voler porre fine alle vostre speranze con degli eventi particolarmente duri, oppure farvi scontrare coi suoi Campioni: al termine di ogni zona degli Inferi ci sarà un boss da sconfiggere per passare oltre…e non sarà affatto facile avere la meglio.
Per prima incontreremo Meg, la Furia e le sue sorelle, poi l’Idra scheletrica e via dicendo, mano a mano che passeremo dal Tartaro ai Prati d’Asfodelo, ai Campi Elisi, eccetera…

Non voglio spoilerarvi troppo ma il bello di Hades, nonostante la naturale ripetitività, sta nella varietà delle ambientazioni, dei nemici, degli incontri casuali, dei dialoghi sempre diverse, dei tantissimi (ma proprio tanti!) boon che potremo ricevere in dono, cosa che lascia ogni run con un sapre di freschezza e raramente di frustrazione o reale sconfitta!
Dopo ogni morte ripartiamo dalla casa di Ade: qualche amico si congratula per dove siamo arrivati o ci da un consiglio per il futuro, il padre con sufficienza ci dice che non si aspettava altro da noi….e noi in tono di sfida gli diremo che ci riproveremo e non riderà ancora per molto.
Tutto molto leggero e a volte divertente da ascoltare. Nonostante le apparenze insomma ci saranno sempre delle novità, delle zone nuove da sbloccare ,dei personaggi da scoprire che ci daranno nuove opzioni…non ci si annoia facilmente.

Tecnicamente il gioco ha una grafica peculiare, unica nel suo genere, con colori accesi a cui non ci si abitua immediatamente, ma che alla fine ci fa innamorare e ci sembra la scelta più naturale. Le animazioni sono ottime e data la varietà di armi, effetti e nemici, direi che non ci si può lamentare di molto… Su Series X (ma l’ho testato anche su One X e su cellulare via cloud) gira divinamente alla massima risoluzione e framerate supportati, anche nei momenti più concitati, con decine di personaggi a schermo e un tripudio di particellari.
Se proprio devo trovare un difetti direi che sulle armi ranged non è facilissimo prendere la mira con gli stick, come se i controlli fossero leggermente imprecisi…





Conclusioni.

Hades è un piccolo capolavoro, riconferma che la scena indie è più viva che mai e a fronte di budget risicati riesce a mettere in mostra qualità nella narrazione e nel gameplay senza cast stellari o risorse infinite! Sicuramente uno dei roguelike più riusciti finora e se avete Gamepass sarà totalmente gratuito poichè compreso nell’abbonamento! Impossibile non giocarlo!

Pregi

  • Divertentissimo e vario
  • Non stanca nemmeno dopo innumerevoli run
  • Grafica originale e gameplay veloce e preciso
9.3

Strepitoso

Classe '82, appassionato da sempre di videogames, è caporedattore di GC.it dal 2010. E' collezionista attento di tutto ciò che è nerd e ricercato, non solo in campo videoludico! Amante di boardgames, tecnologia, fotografia, viaggi e cultura nipponica...è una persona decisamente impegnata!

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