Gears 5 Recensione

Il Re è tornato. E non risparmia nessuno.

Gears of War è stato una pietra miliare per l’intero panorama videoludico, è stato un titolo epocale che ha introdotto così tante meccaniche e innovazioni da essere considerato seminale per tutti i titoli che sono venuti dopo di lui.
La trilogia originale resta uno dei capolavori degli shooter in terza persona su qualsiasi piattaforma, ma dopo che Epic Games ha cambiato rotta per aprire un nuovo capitolo della propria storia, la serie ha pò sofferto, prima con uno spinoff dal sapore amaro (GoW: Judgement) e poi con un quarto capitolo ufficiale che non era riuscito a fare breccia nel cuore dei giocatori.

Gears 5, secondo capitolo della nuova trilogia ipotetica alla guida di The Coalition, segna un grandissimo ritorno alla ribalta: la squadra delta dei COG, dopo il finale del precedente capitolo, entra nel vivo con una delle rivelazioni più importanti per la serie e riesce a ritrovare lo smalto e, lasciatemelo dire, l’epicità che tutti ricordiamo dai titoli originali.

 

Lo Skiff nel deserto rosso del terzo atto: che ci crediate o menoquesto bendidio è tutto ingame e real-time.

 

La storia ci rimette inizialmente nei panni di JD, figlio del veterano Marcus Fenix, per dare un senso di continuità a Gears 4 e per permetterci di prendere confidenza nuovamente col personaggio; dopo un primo atto in cui cerchiamo un modo di ristabilire il sistema di protezione satellitare chiamato “Martello dell’Alba”, prendiamo però pieno controllo della vera protagonista di Gears 5, Kait Diaz, il cui misterioso background sarà il vero motore trainante dell’intera avventura.
Affetta da violenti mal di testa che gli causano visioni inquietanti (che contengono spoiler mostruosi, omissis…), decide di disertare la missione principale e grazie ai suggerimenti di Marcus si mette in marcia alla ricerca del suo passato nella speranza di capire la causa delle sue visioni e del suo evidente legame con la progenie nemica, le temibili “Locuste”.
I Delta quindi si dividono ed inizia ufficialmente il secondo atto che vede Kait, Del e il robot Jack avventurarsi in una vasta zona openworld a bordo di una sorta di slitta trainata da una vela che renderanno gli spostamenti rapidi e avvincenti.

E’ proprio negli atti 2 e 3 che The Coalition osa di più e crea queste vaste aree desolate a mò di hub che raccoglie le missioni principali e le missioni secondarie (anch’esse una gradita aggiunta utile ad accaparrarsi upgrade, armi e migliorie): grazie all’agilissimo Skiff (capace di portare fino a 4 giocatori più alcune armi di scorta) potremo esplorare liberamente l’area e trovare così punti d’interesse e missioni opzionali. Nel dettaglio si tratta di due aree molto diverse fra loro: la prima è dominata da neve e ghiacci, freddi venti taglienti, colori blu e bianchi sparati. La seconda è un’area di stampo “sovietico” dominata da colori caldi, sabbie rosse e ambienti post apocalittici con tempeste di fuoco a spazzare il paesaggio.

La complessità di alcuni ambienti lascia a bocca aperta: ambienti più grandi come mini openworld con missioni meno lineari e più interessanti.

Parlando di novità diciamo però che la formula di base non viene stravolta: il sistema di coperture, di ricarica, di scambio delle armi tra giocatori, di raccolta di munizioni, di marcatura dei nemici e di abbattimenti feroci sono quelli che tutti dovremmo conoscere, ma ogni aspetto è stato affinato e migliorato.
La raccolta di armi e munizioni fuori dalla nostra portata ad esempio può essere affidata al robot volante Jack che ora, oltre ad agire su attrezzatura informatica, attivare interruttori o sbloccare porte sigillate, può recuperare per noi armi e munizioni (cosa utile soprattutto a difficoltà elevate); Jack ora ha un suo albero d’abilità in pieno stile RPG che può essere aggiornato fino a raggiungere per ogni abilità delle interessanti abilità ultimate.
Da semplice aiutante a strumento offensivo, Jack potrà stordire, congelare, danneggiare gli avversari o aiutarci rendendoci invisibili, fornendoci scudi temporanei o protezioni agli agenti atmosferici più avversi (freddo e caldo estremi): queste abilità sfociano poi in altrettante scelte di design e nuove possibilità strategiche che prevedono approcci stealth, seppur molto limitati, o scelte tattiche utili ad avere il sopravvento dove il nemico è particolarmente fortificato e in possesso di bocche da fuoco fisse.
Con l’invisibilità possiamo uccidere furtivamente i nemici più esposti per ridurre i loro ranghi, oppure potremmo creare trappole shock che renderà quasi impossibile ai nemici raggiungersi senza rallentarsi e danneggiarsi o ancora, grazie al potenziamento dell’armatura potremmo superare barriere di fiamme per arrivare in una zona inaccessibile dalla quale vomitare piombo sui nemici che non si aspettano un attacco da quel lato!

Non mancano ambienti angusti e oscuri, con effetti d’illuminazione che fanno sentire tutta la sapienza nell’utilizzo dell’UE4.

Tutti parlano delle novità, dello svecchiamento del gameplay, ma io sono anche un nostalgico, sentimentalone e ho apprezzato anche il ritorno della ricetta di narrazione classica, con personaggi “tamarri” e stereotipati al punto giusto e un sacco di elementi conosciuti e graditissimi: tornano infatti parti strappalacrime, battute spiritose ben scritte, torna una buona profondità dei personaggi, tornano momenti oscuri dai toni horror, tornano le scelte drammatiche e tornano gears iconici nella loro versione anziana…
Anche i nemici offrono delle novità: la prima minaccia è rappresentata dai robot che i COG hanno utilizzato come forza per contrastare le locuste che però vengono manomessi e “posseduti” da esseri simili a sanguisughe e che si rivoltano ai loro padroni. Le suddette sanguisughe poi volano in spettacolari quanto letali stormi che si comportano come branchi di pesci…state bene attenti al loro passaggio o verrete spolpati. Inoltre l’esercito dello sciame si arricchisce con nuovi massicci Guardiani o grandi boss come la Matriarca della quale però non vi svelo l’origine.
Il risultato è una campagna single player assolutamente godibile, ricca di collezionabili, qualche missione secondaria che espande la lore e ci offre alcuni upgrade per Jack e una storia solida anche se i veterani della serie potrebbero aver capito il finale semplicemente analizzando i trailer pre-lancio!!! Si ma il multiplayer è all’altezza dei titoli storici? Non c’è nemmeno da domandarlo!

La qualità e la quantità dell’offerta multiplayer è assolutamente sbalorditiva, anche se c’è qualche piccolissimo passo falso (qui il mio animo pignolo non perdona): la modalità Arcade è divertente (diciamolo, è proprio una droga), la modalità Orda è intramontabile ed è più completa che mai e la nuova modalità Fuga (che ricorda la formula di Left for Dead) non funziona alla perfezione, ma è una nuova alternativa che getta una ventata di freschezza a chi ha già anni di carriera sul groppone! Non cito nemmeno le modalità come Deathmatch, King of the Hill, Esecuzione, Zona di Guerra, perchè sono cavalli di battaglia ormai resi immortali da un programma eSports partecipatissimo. Le docici mappe iniziale offrono un’eccellente varietà di ambientazioni e credo ci terranno compagnia per moltissimo tempo senza sentire il bisogno di mappe extra.
Un Map Builder è inserito nel gioco e consente con una gestione ad oggetti (semplice e efficace) di creare mappe e popolarle di nemici ed elementi di gioco per creare mappe personalizzate per la modalità Fuga.
I protagonisti che sceglieremo nel multiplayer avranno anche delle gloriose abilità Ultimate: Kait può diventare invisibile per eliminare velocemente ignari nemici, JD può far piovere dal cielo un devastante bombardamento, Del può costruire attrezzature difensive/offensive avanzate, Marcus è un tank e può per breve periodo fare solo headshot…insomma abilità molto potenti e che dovranno essere in maniera opportuna e calcolate. Giocate con amici e combinate adeguatamente i vostri poteri per raggiungere la 50esima Orda e trionfare e capirete come mai Gears of War è conosciuto da tutti come “il Re”.

Le ambientzioni spaziano da basi missilistiche a deserti, da laboratori segreti e caverne ghiacciate.

Le novità non finiscono qui e coinvolgono anche il comparto estetico, affidato ad uno strabiliante Unreal Engine 4, capace di regalare ambientazioni vibranti e una gamma colori eccezionale, con un’illuminazione che in un paio di frangenti mi ha fatto pensare ad un raytracing (ovviamente non è così)! Su Xbox One X giocato in 4K a 60fps e HDR attivato, Gears 5 è assolutamente mostruoso, fluido, pulito e con colori e atmosfere mai viste prima su schermo: il porting su PC poi, analizzato da Digital Foundry, pare settare nuovi standard d’eccellenza e riesce a rendere quest’esperienza quella tecnicamente più prestante fra tutte quelle in circolazione.
Anche sul versante audio abbiamo musiche incalzanti e un doppiaggio italiano di tutto rispetto: su tutto il fronte tecnico non c’è nulla di negativo da segnalare e attualmente la primissima patch che migliora le prestazioni sui sistemi meno prestanti è già in arrivo. I server durante il periodo precedente al lancio ufficiale hanno sofferto di alcune disconnessioni, quindi senza dubbio servirà del fine-tuning dopo che milioni di giocatori si riverseranno online…ma questo sarà da valutarsi solo a qualche settimana da ora.





Conclusione.

Gears 5 sancisce il ritorno di un peso massimo del panorama videoludico, capace di stupire con un comparto grafico eccellente, capace di accontentare ogni fan, nuovo e vecchio con graditi ritorni e meccaniche nuove, ma soprattutto capace di divertire e calamitare il giocatore come pochi altri sono in grado di fare. the Coalition ha riportato in auge un franchise che iniziava a scricchiolare e siamo assolutamente certi che il futuro sarà ancora più radioso! Il Re è tornato.

Pregi

  • Tecnicamente mostruoso
  • Tantissimi contenuti per un diversimento prolungato!
  • Appagante e divertente

Difetti

  • Forse il finale della campagna S.P. poteva essere più incisivo...
9.6

Strepitoso

Classe '82, appassionato da sempre di videogames, è caporedattore di GC.it dal 2010. E' collezionista attento di tutto ciò che è nerd e ricercato, non solo in campo videoludico! Amante di boardgames, tecnologia, fotografia, viaggi e cultura nipponica...è una persona decisamente impegnata!

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