Darkest Dungeon è un titolo che, ancora oggi, riesce a mettere alla prova la pazienza e la capacità strategica del giocatore. Arrivato su console ormai diversi anni fa, il gioco di Red Hook Studios ha costruito la propria fama su un sistema tanto affascinante quanto punitivo, fatto di combattimenti a turni, gestione dello stress, morte permanente e decisioni capaci di compromettere un’intera spedizione. Un’esperienza che personalmente ho sempre apprezzato, pur ammettendo di non essere particolarmente forte con questo genere di giochi. Ed è proprio per questo che affrontare The Fire’s Edge, ultimo DLC dedicato al titolo, si è rivelato un ritorno interessante, anche se non privo di qualche limite.
Il DLC punta principalmente ad ampliare le possibilità strategiche senza andare a modificare radicalmente una formula ormai consolidata. Le aggiunte più importanti sono rappresentate dalle due nuove classi, Fuggitiva e Duellante, entrambe capaci di introdurre approcci differenti alla costruzione della squadra.
La Fuggitiva è probabilmente la più immediata delle due. Il suo stile di combattimento ruota attorno alla Bruciatura, una nuova forma di danno progressivo che permette di logorare gli avversari nel corso dei turni. La cosa interessante non è soltanto il nuovo effetto in sé, ma il modo in cui può essere sfruttato insieme alle abilità degli altri membri del gruppo. Per chi, come me, non ha una padronanza assoluta delle dinamiche più avanzate di Darkest Dungeon, la Fuggitiva rappresenta una presenza abbastanza versatile da risultare utile senza richiedere necessariamente una strategia perfetta.
La Duellante è invece un personaggio decisamente più tecnico e, almeno personalmente, quello che mi ha richiesto più tempo per essere compreso a fondo. La possibilità di spostarsi tra le varie posizioni del gruppo mantenendo la Risposta e di alternare atteggiamenti offensivi e difensivi apre diverse possibilità tattiche. È una classe che premia la pianificazione e la conoscenza delle meccaniche, ma che può mettere in difficoltà chi, come il sottoscritto, tende a giocare più d’istinto. Una volta assimilata, però, può diventare una risorsa estremamente interessante e capace di modificare sensibilmente la composizione del party.
A queste due nuove eroine si aggiungono nuovi Ornamenti, alcuni dei quali introducono effetti temporanei o meccaniche legate al loro utilizzo durante le spedizioni. Non rivoluzionano l’esperienza, ma aumentano quella componente di scelta e gestione delle risorse che rappresenta uno dei pilastri di Darkest Dungeon. Anche i tre nuovi Distretti del Borgo, Academy Duello, Craftworks e Archaeological Base Camp, contribuiscono a rendere più articolata la progressione, offrendo ulteriori possibilità di personalizzazione e bonus.
Il problema principale di The Fire’s Edge rimane però la quantità di contenuti. Dopo un’attesa così lunga, è difficile non avere la sensazione che il DLC avrebbe potuto osare qualcosa in più. Le nuove classi sono benvenute e aggiungono effettivamente varietà, mentre Ornamenti e Distretti ampliano ulteriormente un sistema già ricco, ma manca quel senso di grande espansione che ci si potrebbe aspettare da un contenuto arrivato a distanza di anni dall’ultimo aggiornamento di questo tipo.
Nonostante questo, The Fire’s Edge riesce nel suo obiettivo principale: dare un motivo per tornare a giocare a Darkest Dungeon. Non cambia le regole del gioco, ma aggiunge nuove possibilità e, soprattutto, invita a sperimentare composizioni e strategie differenti. Per un giocatore esperto potrebbe non essere sufficiente a trasformare completamente l’esperienza, mentre per chi, come me, non è esattamente un maestro dei giochi strategici e tende ancora a pagare caro qualche errore di valutazione, rappresenta comunque un buon incentivo a rimettersi alla prova.
CONCLUSIONE.
In definitiva, The Fire’s Edge è un DLC solido, capace di arricchire Darkest Dungeon senza snaturarlo. Le due nuove classi sono il suo punto di forza, soprattutto per la varietà tattica che riescono a offrire, mentre i contenuti aggiuntivi contribuiscono a rendere più interessante la progressione. Peccato per una quantità complessiva che lascia la sensazione di un’occasione parzialmente sfruttata. Resta comunque un’aggiunta consigliata agli appassionati e a chi aveva voglia di tornare nelle atmosfere cupe e spietate della serie.
