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Sleeping Dogs: l'hands on!

Pubblicato da reno 31/05/2012 - 09:19
Qualche giorno fa siamo stati invitati all’anteprima di Sleeping Dogs, un gioco molto atteso, che abbiamo avuto modo di provare in versione PS3 (ma, ci hanno assicurato, quella per 360 non avrà nessun tipo di differenza). Ecco cosa abbiamo scoperto.

Sleeping Dogs: l'hands on!

La storia del gioco ruota attorno al protagonista Wei, un poliziotto cinese che si è temprato in anni di esperienza negli Stati Uniti, che dopo molto tempo torna ad Hong Kong, la sua patria natale. Per nulla guardato di buon occhi dai suoi conterranei, che lo vedono come un traditore che ha rinnegato la sue radici, Wei faticherà a riattivarsi a tutti gli effetti come poliziotto, fino a quando non gli affideranno un caso speciale, più che ostico: infiltrarsi come criminale nelle più pericolose gang della zona, cercando di ottenere il maggior numero di informazioni possibili.
Queste le premesse per un titolo con molto potenziale pronto ad esplodere, grazie all’incredibile sensazione di libertà data dal free roaming in una città di dimensioni ridicole (nel senso buono, ovvero enorme) e dalla grafica (al momento con qualche bug: imperdibile la macchina che si capovolge e continua ad andare), che dimostrano come si possa realizzare un titolo che lasci infinite scelte possibili al giocatore e spodestando dal suo trono quell’anche troppo sopravvalutato G.T.A.
Toccando con mano, ci siamo goduti, sulla nostra comoda seggiola, quanto il gioco abbia da offrire, ecco di seguito le nostre impressioni.

La partita ha inizio a casa di Wei, in un umile appartamentino in città. Qui si possono cominciare a padroneggiare i comandi (calci, pugni, mosse varie) e si possono personalizzare i capi di vestiario: noi, per essere “tamarri” al punto giusto, abbiamo indossato solo una sobrissima canottiera bianca a coste, ed una collanazza niente male. Per prendere meglio la mano con i comandi, abbiamo deciso di uscire in strada ma prima, come prova del nove, abbiamo deciso di colloquiare amabilmente con due vicine di casa che si divertivano a raccontarsi cose inutili tra di loro. A suon di cazzotti. Massacrandole di botte. Uccidendole. A noi piace pensare che se un gioco offre una possibilità, è stupido non sfruttarla fino in fondo.
Sbirciando la mappa ci siamo diretti alla più vicina missione, per scoprire che cosa il gioco e gli sviluppatori avessero in serbo per noi.
La prima missione ci ha presentato alcuni dei finissimi criminali che regnano ad Hong Kong, i quali ci hanno messo alla guida di un bolide motorizzato con il quale dovevamo cercare di sventare la fuga di alcuni membri di una gang rivale, distruggendone, nel caso fosse servito, le auto. Non era molto difficile guidare la macchina e questa situazione ci ha ricordato molto quanto già visto in Burnout, senza annoiarci però. Noi lo abbiamo interpretato come una sorta di omaggio, il che ci ha dato ancora più piacere nel portare a termine questa missione.
Piccola nota: le missioni si “generano” in maniera casuale sulla mappa, rendendo l’esperienza di gioco ogni volta diversa. Chiunque giochi a questo titolo, ovviamente dovrà portare a termine le stesse missioni, ma mai nello stesso ordine.
Quindi ci ha fatto sorridere non poco quando abbiamo scoperto che questa missione non era prevista inizialmente per il nostro hands-on.

Finita l’esperienza bruciagomme, ci siamo diretti verso un altro puntino sulla mappa, una nuova missione. Nella nostra seconda esperienza col crimine organizzato, eravamo sempre alla guida di un mezzo, questa volta però si trattava di un minibus di quelli che si usano per portare in giro le persone in luoghi come gli aeroporti o gli hotel.
L’idea era quella di scortare alcuni passeggeri alle diverse fermate, un po’ come accadeva in Crazy Taxi per poi dovere inseguire un altro dei cattivissimi di turno, anche lui a bordo del proprio minibus. Ora, sebbene si possa interpretare come un omaggio al titolo Sega, o possa sembrare una cosa simpatica, in realtà è stata una missione frustrante quanto grottesca. I minibus vanno a velocità super ridotte ed inseguirsi per le strada di una metropoli con un mezzo di trasporto che non è adatto a questo compito ha reso tutto difficilissimo; in più, se non si riusciva a stare troppo vicini all’obiettivo, si falliva la missione, così anche se la polizia ci coglieva ad infrangere la legge.
La missione seguente ci chiedeva di cogliere in flagrante alcuni contrabbandieri di sostanze stupefacenti, fotografando da lontano con il nostro potentissimo PDA/Smartphone il fattaccio. Questa missione è lunga ed interessante, anche se per via di alcune cose frustrante: contando che ha inizio su di un mezzo di trasporto, con il quale bisogna seguire senza stare troppo vicini o troppo lontani i “cattivi” e che non bisogna mai farsi notare, abbiamo dovuto fare diversi tentativi per riuscire a completarla.

Completata questa, abbiamo avuto modo di addestrarci in una palestra (che, purtroppo, non è la sacra scuola di Hokuto) per apprendere nuove mosse per massacrare a suon di pugni i cattivi che ci fossimo trovati davanti.
Ed infatti, nell’ultima missione che abbiamo avuto modo di provare, abbiamo dovuto proprio fare a botte, come nei migliori film d’azione. Colloquiando con un buttafuori di un locale, siamo riusciti ad entrare anche se “non in lista”. All’interno del lussuosissimo night club, c’erano molte persone, ma il nostro obiettivo era cercare uno dei più grossi pezzi di feccia della città, quindi dovevamo entrare in zona VIP. Per farlo, abbiamo chiesto ad un nuovo buttafuori come potere entrare, rispondendoci che dovevamo recuperare la ragazza del karaoke, che si trovava nei pressi del bancone. Navigando tra la folla (era davvero come andare la sera in discoteca, fastidioso e frustrante per via della troppa gente che sorseggiava inutilmente cocktail) l’abbiamo trovata ed era lietissima di portarci in sala VIP. Però, per accedere al piano superiore di questo più che elitario privè dovevamo prima superare la prova del karaoke. E qui si è attivato un minigame divertentissimo quanto assurdo, in cui bisognava cantare, muovendo su o giù una freccina che regolava l’intonazione, una canzone da una lista (per noi era I fought the Law). Totalmente inaspettato e incredibilmente fuori di testa.
Terminare questa assurda situazione, ci ha accreditati per salire le scale del prive dove, in meno di un secondo, eravamo accerchiati da numerosi nemici con cui abbiamo dovuto farer a botte: numerose le mosse utili, così come le prese. Ma il momento più bello è quando un nemico lampeggiava di rosso, segnalandoci di dovere premere triangolo (Y sulla Xbox) per fare la contromossa e, in maniera ancora più efficace, sfigurarlo con la mossa dei menti sul pugno (cit.). Sempre sorridendo, ci siamo goduti questa missione non prevista dall’hands on. Dopo aver letto questa anteprima, e probabilmente anche dopo aver visto i video, noterete una certa somiglianza con il fu True Crime: bhè, questo non è altro che l’erede spirituale del True Crime che mai prese la luce, quel fatidico ultimo capitolo che doveva uscire per mano di Activision qualche tempo fa.
Quindi se True Crime vi è piaciuto, vi piace la violenza e vi piacciono i free-roaming, questo fa certamente al caso vostro e ve lo consigliamo caldamente per il giorno in cui verrà lanciato in via ufficiale.





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