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Vectrex
29/04/2010
By eneatoluzzo
Oggi vi parleremo di una console particolarissima, anzi sarebbe più corretto dire unica, nata in quel periodo della storia dei videogiochi in cui sperimentare non era una rarità ma la regola: vuoi per le diverse condizioni di mercato, vuoi per le tantissime possibilità tecnico-stilistiche ancora tutte da esplorare, vuoi per la genialità dei designer... insomma, per una ragione o per un'altra, tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli '80, il mondo conobbe l'unica console vettoriale della storia: il Vectrex.
Le origini del progetto Vector-X
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Il periodo che va dal '76 all'84, “la seconda generazione di console” in cui vedono luce i primi apparecchi videoludici di casa a cartucce intercambiabili, oltre che venir segnato dalla nascita dell'Atari VCS, può esser ricordato anche per l'introduzione di un esperimento piuttosto azzardato: il Vectrex.
Ancor prima della sua uscita ufficiale negli ultimi mesi del 1982, si parlava già di questo prodotto innovativo ed insolito che poteva essere considerato una console “portatile” per via del fatto che per funzionare necessitava solo di una presa di corrente e nulla più, anche se viste le dimensioni non si poteva certo dire d'esser tascabile.
Console a 8 bit, con processore principale Motorola 6809 a circa 1,5Mhz e chip sonoro a tre canali della General Instruments AY 3 8912, venne ideata da Jay Smith della Smith Engineering che pensava da tempo ad un progetto di MINI ARCADE portatile con schermo integrato da 5”, di cui risulta sempre a nome della S.E. l'acquisto a poco prezzo di un intero stock di tubi catodici come fine produzione.
L'idea piacque alla General Consumer Electric (GCE) che con entusiasmo collaborò con la Smith E. nella produzione del prodotto finale, ma volle modificarne sia le dimensioni dello schermo integrato che passava da 5” a 9” e il nome iniziale da HP-3000 e in seguito Vector-X al suo attuale Vectrex proprio per via della tecnica vettoriale che utilizza.
Come gli arcade, che furono fonte d'ispirazione, Tempest, Asteroids e Space Wars gli oggetti a monitor non sono rappresentati da immagini bitmap ma bensì da vettori, poligoni e punti monocromatici come fosse un moderno CAD professionale a servizio del divertimento di massa.
Poiché la grafica in bianco e nero del tubo catodico risultava un po' povera fu deciso di adottare degli acetati colorati intercambiabili che si sovrapponevano ad incastro davanti allo schermo per completarne la scena in primo piano.
Il controllo del volume era celato sotto l'enorme pad principale a scomparsa dotato di ben 4 pulsanti di azione e una levetta a potenziometri che fu il precursore della levetta analogica del Nintendo 64 a cui viene forse attribuita erroneamente la “rivoluzione” del sistema di interfacciamento videoludico odierno.
Peculiarità ben nota ai possessori del Vectrex era l'effetto “buzz”, un ronzio che durava tutta la sessione di gioco, dovuto a un errore di progettazione della schermatura e dell'amplificazione audio dello speaker integrato che raccoglieva tutte le onde spurie del monitor e degli stadi di alimentazione principale.
La console includeva un gioco, Minestorm, clone di Asteroids, ove il giocatore deve guidare un'astronave all'interno di un casuale labirinto di asteroidi da cui deve fuggire e che deve distruggere per passare al livello successivo.
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Commenti (1)
E cosa dire? Che il VECTREX è uno stupendo pezzo di storia, la dimostrazione di come negli anni 80 cera tanta voglia di sperimentare e azzardare! Riuscissi a beccarne uno... SIGH!!! :(
 By supernes77 - 04-Sep-2010 12:09
Dettagli
Piattaforma : Vectrex
Supporto : Cart
Distribuito da : MB
Pagine
1 : Le origini del progetto ...
2 : Periferiche e stranezze ...
3 : La storia commerciale e ...
Screenshots
Vectrex
Vectrex

Vectrex
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Penna e 3D Imager
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