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Pac-Man: Da videogioco a icona culturale

Pubblicato da kalunaat 16/06/2014 - 09:52

Capita molto di rado che su GamesCollection si leggano recensioni di libri, ma mai come in questo caso uno strappo alla regola è necessario...

Pac-Man: il solo nome dovrebbe dare un'idea di quanto abbia rappresentato - e rappresenti tuttora - questa pallina gialla ghiotta di pillole sparse in labirinti infestati da fantasmi; tuttavia, soprattutto da parte delle nuove generazioni, questa vera e propria icona videoludica (e non solo) potrebbe non essere nota quanto meriterebbe. Non essendo minimamente ipotizzabile che un qualsiasi videogiocatore degno di questo nome non abbia la dovuta infarinatura sulla più riuscita e fortunata creazione di Toru Iwatani, ecco il rimedio adatto: un libro su Pac-Man!


Il libro:


Pac-Man: Da videogioco a icona culturale è un libro edito da UniversItalia e scritto da Fabio "Superfabio Bros" D'Anna, appassionato di retrogaming nonché autentica leggenda nell'ambito del collezionismo (è fra l'altro l'exposition manager del museo dedicato al videogioco VIGAMUS, con sede a Roma). L'opera, come suggerisce lo stesso titolo, non è una mera carrellata cronologica di tutte le uscite arcade e per sistemi d'intrattenimento con protagonisti Pac-Man e parenti più o meno legittimi, non solo. Si tratta soprattutto di uno spaccato su quello che questo personaggio ha rappresentato in un'epoca molto più complessa di quanto si pensi, gli anni '80 (non mancheranno però approfondimenti anche sui decenni precedenti e successivi)...

Fanno infatti da corollario non solo considerazioni di carattere psicologico (si parla della mentalità che si può avere quando si affronta un labirinto e di come un videogioco in cui l'obiettivo è mangiare abbia fatto colpo su una generazione che cercava tematiche più soft rispetto alla violenza caratteristica dei giochi di guerra) e sociologico (è il primo personaggio a fare davvero leva sul pubblico femminile, di cui, volente o nolente, diventerà uno strumento per promuovere l'emancipazione del gentil sesso; si propone come un messaggero di pace non presentando, a differenza di altri cabinati dell'epoca e in un mondo ancora avvolto nella guerra fredda, il tasto FIRE), ma anche relazioni approfondite sulla storia della software house che ha dato origine al nostro eroe (Namco, ben prima di fondersi con Bandai) e del suo ideatore, il già citato Toru Iwatani. Il libro è un dovuto omaggio, come sottolineato nella prefazione a cura di Marco Accordi Rickards, alla prima icona nel mondo dei videogiochi (oltre ad essere, in realtà, il primo protagonista identificabile in un coin-op); ripercorrere la storia di Pac-Man significa quindi riattraversare l'intera storia dell'intrattenimento videoludico, con le sue ascese e cadute...

Sì, perché Pac-Man ha avuto, come chiunque, non solo momenti di gloria, ma anche tracolli e periodi di appannamento; paradossalmente, la pessima conversione per Atari VCS (o 2600) avrebbe potuto segnare la fine di quel mondo che lo aveva generato. Come però sappiamo bene, i videogames non sono scomparsi, esattamente come, nell'arco di una carriera ormai ultratrentennale, Pac-Man è ancora qui con noi. L'indomita pallina gialla non solo ha saputo sopravvivere al crollo dell'industria dei videogiochi del 1983, ma ha saputo anche evolversi, maturare e adattarsi a nuovi hardware e tendenze, iniziando dalle prime console di successo (Intellivision, Colecovision e i vari sistemi Atari), passando per sistemi più evoluti (portatili e home) ed arrivando ad una nuova giovinezza ripresentandosi in grande spolvero con il suo classico old style sia sui sistemi mobile sia in versione digitale. I titoli che lo vedono protagonista non sono sempre stati il massimo, spesso anche per una sperimentazione assoluta e forse non del tutto capita, ma di una cosa possiamo stare certi: la stessa determinazione nell'essere vorace quando si tratta di strane pillole e di fantasmi è la stessa con cui Pac-Man ha affrontato tutte le sue sfide...

Pac-Man, come già ribadito, è diventato da sùbito l'icona di un mondo nuovo ed ancora inesplorato, spesso visto con diffidenza da chi lo considera come una sottocultura; nella propria limitatezza, alcuni "benpensanti" vedono nel personaggio Namco un impasticcato che, assumendo pillole non meglio identificate, possa traviare i giovani con messaggi negativi. Ma non ci sarà nulla da fare, la febbre con cui il nostro eroe influenzerà un pubblico di ogni età ed estrazione sociale - tanto in Giappone quanto in Occidente - sarà destinata a non placarsi; nascita e commercializzazione di flipper, serie animate e merchandising di ogni tipo sono la prova lampante di un fenomeno culturale a tutto tondo, in quanto trascende dal mero videogioco per abbracciare altri aspetti della società. Come ogni VIP che si rispetti, poi, ecco giungere anche copertine di riviste autorevoli come Time e addirittura delle querelles sulla paternità dei suoi figli (Jr. Pac-Man e Baby Pac-Man) e sul fatto che si sia veramente sposato con il proprio alter-ego femminile, Ms. Pac-Man (prima eroina nei videogames a tutti gli effetti)...

Queste ed altre tematiche - come i tanti giochi ad esso ispirati non ufficiali e cloni e lo spazio ritagliatosi sui principali social media - fanno di questa pubblicazione un acquisto obbligato per chi vuole conoscere  a 360 gradi chi ha reso imprescindibile una delle nostre migliori passioni. I cappelli introduttivi - che mettono in luce i più disparati aspetti dell'epoca in cui è nato Pac-Man, dalla musica al cinema, passando per la cronaca - e la classificazione certosina di tutti i giochi con protagonista la sfera gialla (non vi è gioco preso in esame in questo libro che non venga analizzato in maniera esaustiva, con tante curiosità e chicche) rappresentano infine la ciliegina sulla torta per celebrare nel migliore dei modi un precursore ed ispiratore di tante altre saghe (una su tutte, Super Mario Bros)...


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