Recensione

Amnesia - The Dark Descent

Pubblicato da reno 2/09/2012 - 13:41

Di survival horror se ne sono visti ormai troppi. Il terrore ci ha raggiunti virtualmente in ogni salsa al punto che, se non raramente, non riusciamo a temere per la nostra pixellosa e poligonale incolumità.Alcun giochi però, hanno tentato di andare oltre, seguendo una scia più psicologica: questo è l’obiettivo seguito dai ragazzi di Frictional Games, che si sono impegnati nel realizzare un titolo che fosse bello e pauroso allo stesso tempo. Costruendo da zero un engine che può fare invidia ai più noti Unity e Unreal , per citarne alcuni, il gioco si basa sull’intenzione di spaventare il giocatore, senza mostrare più di tanto creature mostruose o schifosi esseri. Tutta l’atmosfera del gioco è costruita attorno all’oscurità che pervade gli ambienti e alla poca luce che vedere solo determinate cose o situazioni, attorno alle musiche ed ai suoni minimali ma inquietanti, ed attorno ad alcuni concetti trasmessi attraverso messaggi o diari lasciati da diversi personaggi all’interno del gioco. A questo si aggiunge anche l’impossibilità di potere usare armi, il che vi pone in netto svantaggio rispetto a qualunque cosa possa nascondersi nelle oscurità che ci stano attorno. Ambientato nel 1839 in un castello Prussiano, quando l’energia elettrica era ben lungi dall’essere diffusa, Amnesia vi metterà nei panni di Daniel, un uomo di Londra, che non ricorda più nulla di sé stesso. cominciando una nuova partita, si scoprirà che Daniel ha volutamente cancellato la sua memoria, poiché voleva dimenticare qualcosa che lo inseguiva, per riuscire a scendere nell’Iner Sanctum del castello per annientare Alexander. Queste le premesse per un titolo dalla trama misteriosa quanto intricata, che sta a voi svolgere man mano e della quale non vogliamo rivelarvi troppo. Sotto il punto di vista tecnico il gioco è straordinario: il motore grafico non impallidisce, e diverse opzioni grafiche permettono di farlo girare su diversi computer, dai più datati, ai più recenti (ovviamente, sacrificando qualche effetto di luce…). I comandi sono semplici ed immediati, e non troverete difficoltà nel proseguire nell’avventura, se non alcuni ostici puzzle che richiedono arguzia e dedizione per trovare una soluzione. Ma non gioite: il gioco vi porta comunque a morire nel caso non agiate nella maniera adatta...ma come detto poco sopra, non vogliamo svelarvi quanto il gioco (o questa esperienza, se vogliamo) ha da offrirvi. E poi la partita si salva automaticamente, senza che dobbiate ripercorrere parti di gioco in caso di morte. Il titolo lo consigliamo caldamente a tutti coloro che sono alla ricerca di qualcosa di originale, e a tutti coloro che vogliano proseguire le avventure degli sviluppatori già alla base dei favolosi Penumbra. Ultima nota: giocarlo con le cuffie, e al buio, con la luminosità regolata ad arte, vi renderà l’esperienza un vero incubo (nel senso buono del gioco). In attesa del nuovo capitolo della serie, in uscita prossimamente, non possiamo fare altro augurarci che ve lo giochiate tutto d’un fiato.

Conclusioni

Un vero capolavoro realizzato con cura e passione da sviluppatori indipendenti. Assolutamente da avere; non dovrebbe mancare nelle vostre collezioni digitali.


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