Recensione

Diablo III

Pubblicato da Jurik360 19/05/2012 - 14:20

Il Male è tornato, e nonostante i dubbi, le critiche, le perplessità e lo stress dovuto all’hype attorno al rilascio del titolo, credo che Blizzard sia ormai pronta a riportare in vita il suo famosissimo franchise Action-RPG e tema diavolesco! Dopo un’infinito (così almeno ci è parso) periodo di sviluppo, il gioco era pressochè “pronto” (mi prudono le dita..) già da diversi mesi e ha subìto un mastodontico lavoro di rifinitura che non è comune a molte altre produzioni. Circa 6 mesi di beta test serrato hanno visto susseguirsi ben 18 patch che sono andate a aggiornare, smussare, modificare e in alcuni casi stravolgere molti aspetti del gameplay che gli sviluppatori, fossilizzati da anni di lavoro in tutta segretezza, si sono visti criticare da occhi e menti fresche una volta iniziata la fase di debugging. In tal senso i player non perdonano e Blizzard deve molto alla sua community e alle sue preziosissime osservazioni. Nulla è stato lasciato al caso e sebbene alcune features interessanti siano state rimosse, ed altre già annunciate non sono ancora presenti (e questo è un punto critico su cui ritornerò), il gioco è in grandissima forma e riesce a tenere incollato il giocatore allo schermo! Quindici anni fa, quando il primo Diablo fece la sua comparsa, il mondo videoludico era pronto a mettere una bella lapide sui giochi di ruolo (RPG). L’inaspettato avvento di un gioco Action-RPG (Diablo appunto,che di fatto inaugurò il genere) fu una sorpresa per tutti e un successo mondiale che aiutò la ripresa del mercato dei giochi di ruolo. Senza Diablo parole come “Dungeon Crawler” o “Hack’n’Slash” forse non sarebbero mai esistite e tutte le meccaniche che hanno reso immortale la serie stanno per vedere nuovamente la luce. Nel cuore dei fan di oggi c’è la speranza che il miracolo avvenga ancora, che Diablo stia risorgendo e con esso un genere e uno stile di gioco. Con la caduta di una meteora fiammeggiante sulle rovine della Cattedrale di Tristram il Male annuncia il suo ritorno: vent’anni sono trascorsi (nel gioco) da quando i Primi Maligni (Diablo, Mephisto e Baal) hanno devastato le lande di Sanctuarium e ora pare che il fuoco caduto dal cielo abbia risvegliato le armate degli Inferi Fiammeggianti. Deckard Cain (e sua nipote Leah) ancora una volta guiderà gli Eroi verso il loro Destino di salvatori di Sanctuarium, dando loro tutte le informazioni sulle quali da anni lavora, al solo scopo di trovare un modo di sconfiggere definitivamente il Signore del Terrore. Gli Eroi naturalmente saremo noi e come già vi antecipavo nel corsposo speciale dedicato alla Beta, non sarà necessario aver giocato ai precedenti capitoli della saga per poter apprendere appieno il mondo di Sanctuarium. Apparentemente il saggio Cain e tutta la gente che incontreremo hanno ricordi molto sbiaditi (se non assenti) riguardo alle devastazioni avvenute anni or sono ad opera dei Signori degli Abissi, quindi di fatto è come se anche noi ci trovassimo di fronte ad avvenimenti del tutto nuovi, e nuovo sarà il cammino da intraprendere per porre fine al loro regno nel mondo dei vivi. Non vi anticipo nulla circa la campagna (alcuni player coreani l’hanno terminata in prima battute in una manciata di ore), ma vi consiglio di cominciare a capire cosa (o chi...) sia la cometa fiammeggiante precipitata sulla Terra. Da questo momento in poi ci saranno tanti colpi di scena, tanti incontri e duelli entusiasmanti coi Maligni, fino agli immensi boss finali di ogni Atto. Le meccaniche di Diablo sono ormai considerate dei classici: semplici, ma estremamente profonde al tempo stesso, garantiscono un gameplay virtualmente infinito che riesce a catturare qualsiasi giocatore! Diablo III è incentrato sul combattimento e sull’esplorazione: ogni azione che compiremo nel gioco è mirata a rendere il nostro alter ego più forte per essere pronto per gli scontri successivi, via via più ostici. Durante l’avventura incontreremo un numero incredibile di nemici da massacrare (normali, unici, leggendari etc..) e guadagneremo esperienza, oro, equipaggiamento, pozioni, materie prime e oggetti unici (suddivisi in grigi, bianchi, blu, giali, arancioni e verdi, a seconda della rarità e delle proprietà speciali). Molte di queste cose sono generate casualmente e non saranno facili da trovare poichè non sapremo mai dove ci capiterà di incontrarle (costringendoci di fatto a perlustrare più e più volte le aree di gioco). La “casualità condizionata”, come amano chiamarla alla Blizzard, è una struttura ben collaudata che genera casualmente gli scenari di gioco unendo tra loro porzioni di livello già definite e inserendoci eventi, nemici, forzieri in modo randomico. Creando gli scenari di volta in volta come un puzzle, mischiando i pezzi, la geometria e la struttura di ogni sotterraneo e di ogni architettura è di fatto sempre diversa e ogni volta che rigiocheremo un livello sarà un pò come rigiocarlo per la prima volta. La progressione del personaggio sarà centrale nel gameplay e dovrà andare di pari passo con lo sviluppo della storia perchè il bilanciamento del gioco ci porterà a scontri sempre più tosti, a nemici sempre più agguerriti e/o numerosi ed equipaggiati in maniera sempre migliore col passare delle missioni (ce ne sono 31 distribuite in 4 atti). Sebbene a meno di un giorno dall’apertura dei server di gioco c’era già chi aveva terminato il gioco (un player giapponese in circa 12 ore e mezzo e dei player coreani addirittura in metà tempo), questo non deve spaventarci: terminare il gioco in una passata a livello di difficoltà normale potrebbe occuparvi circa 15 ore e portarvi intorno al livello 32, ma per raggiungere il livello 60 e terminare le altre 3 difficoltà del gioco...beh, quello sarà un’altro paio di maniche! Non dimentichiamo che il gioco prevede 5 classi di combattenti, Barbaro, Cacciatore di Demoni, Monaco, Sciamano e Mago e per ognuno di essi sono previsti achievements diversi se completeremo il gioco con uno o l’altro di essi, di fatto aggiungendo alla rigiocabilità un boost di ben 5 volte!! Se non siete dei completisti potreste amare una classe fin da subito ed equipaggiarla a puntino per portarla fino alla vetta (o nell’Abisso, in questo caso!): abilità attive (6), passive (3) e rune, permetteranno di creare il nostro unico stile di combattimenti generando un numero impressionante di combinazioni possibili (per gli slot del Mago ad esempio avremo a disposizione 2.767.187.500 possibili combiazioni delle abilità!!!!). Alla Blizzard ci tengono molto al bilanciamento della difficoltà e alla componente di unicità del gameplay del singolo giocatore: dichiarano “You Will Die, We Promise”, come a voler rincuorare chi si preoccupa di avere un gioco troppo facile per le mani, alla portata di tutti e presto padroneggiato. Ai livelli di difficoltà superiori al Normale (che mi pare già più difficile rispetto alla versione beta da me testata) le cose si faranno davvero complicate (anzi, a dir poco scoraggianti!) e dovrete trovare la giusta combinazione che vi permetterà di attaccare, difendervi e tirarvi fuori dai problemi per sopravvivere il più a lungo possibile. Fare squadra sarà praticamente d’obbligo e anche il più insignificante dei nemici diventerà un’ostacolo di tutto rispetto! Ho la massima ammirazione per i player che intendono cimentarsi alle difficoltà più elevate...ci si fa davvero del male da soli, ve lo posso assicurare! Elencare in questa sede tutte le caratteristiche di un gioco del genere mi pare sovrumano: se pensate che a tal scopo è stata redatta una guida di circa 500 pagine capirete da soli la profondità e lo spessore di un gameplay di questo tipo. Quello su cui vorrei soffermarmi è la soddisfazione personale che si prova giocando, la voglia di esplorare e magari, di giocarlo con altri amici così da incrementare le interazioni fra le varie abilità e pianificare attacchi efficaci e letali. Anche se il gameplay potrebbe mostrarsi alla lunga ripetitivo (uccidere e cercare nuovi oggetti rari, all’infinito, potrebbe stancare i non avvezzi, questo è sicuro), proprio nella rigiocabilità è insito il progio di un hack’n’slash come questo...non è per tutti i palati. Anche le abilità delle varie classi, essendo perfettamente caratterizzate e animate, invitano il player a provarle tutte: personalmente non ho saputo resistere alla tentazione e ho ricominciato la carriera con ogni classe, solo per portarla in alto e vedere le abilità avanzate in tutta la loro splendida devastazione! Chi ha giocato i precedenti capitoli di certo sentirà un feel ben conosciuto e quel potere (infernale!) che ti tiene incollato allo schermo per ore! E’ possibile creare un gruppo o una partita veloce a partire dal nostro elenco amici (lo dovremo popolare con le battletag dei nostri conoscenti, nomi unici corrispondenti al nickname seguito da un numero casuale - es. Juri#1234), oppure partecipare ad una partita pubblica e farsi aiutare da emeriti sconosciuti vogliosi di avanzare nella storia al nostro fianco. Fortunatamente i tesori che troveremo e tutto ciò che spenderemo (come i potenziamenti del fabbro ad esempio) sarà nostro e solo nostro, evitando così spiacevoli situazioni che si presentavano in passato, come la corsa per rubare l’oggetto unico appena mollato a terra dal cattivone di fine livello (cosa a dir poco frustrante). Ogni giocatore vede cadere a terra oro e oggetti solo per se stesso, ad esclusione dei globi d’energia che sono comuni e risanano tutti i player in partita (e gli accoliti o seguaci, se presenti). Gli scenari sono affascinanti, pieni dei minimi dettagli (anche distruggibili) e l’esplorazione ci porterà a vedere paesaggi molto differenti fra loro: deserti sferzati da bufere di sabbia, fogne gocciolanti, giungle opprimenti e segrete sanguinose e fiammeggianti, un reame fantastico pieno di creature bizzarre che aspetta solo noi per essere esplorato..dopotutto non è questo quello che ogni avventuriero cerca? Certo, questo, e l’incessante ricerca di oro ed equipaggiamento raro! Il comparto sonoro è di tutto rispetto m rfancamente si poteva fare di meglio; sarà il fatto che col pc non ho potuto testare un impianto dolby sorround adeguato, ma i sottofondi e le musiche avrebbero anche potuto essere più incisivi...non restano particolarmente impressi nellla mente come i motivi del vecchio caro Diablo 2. Poco male. Le note dolenti non mancano, ma non sono così pesanti da poter scalfire il giudizio positivo legato al ritorno del Signore del Terrore. La principale accusa che molti, me compreso, muovono a questo titolo è che tutto sommato, nonostante il motore grafico faccio egregiamente il suo lavoro, un titolo come questo sui pc odierni sarebbe potuto uscire alcuni anni or sono, quindi non sono del tutto convinto che la qualità complessiva non potesse essere ancora superiore. Quando guardi un capolavoro in cantiere da un decennio ti aspetti il “non plus ultra”...e Blizzard ci aveva preparato esattamente a questo. In parte mi sento di dire che siamo stati delusi, anche se l’obiettivo era poter far girare il gioco sul maggior numero di pc/mac possibili... D’altro canto anche gli aspetti tecnici legati ai problemi di login, ai bug in-game, ai timeout delle connessioni nei giorni successivi al lancio sono inaccettabili da un gioco di portata mondiale come Diablo 3: vi sembra normale aspettare 24 ore dopo l’avvenuto acquisto per poter giocare una partita senza interruzioni, disconnessioni e infiniti popup di errore? A me non sembra. La credibilità di Activision Blizzard un pochino è sfumata, e 26 pagine di post sul forum ufficiale in soli 10 minuti credo siano un segnale chiaro sulla rabbia dei player. All’avviso della messa in manutenzione dei server d’accesso, anche il thread del forum è andato definitivamente in crash. Non temete, tutto verrà perdonato e dimenticato non appena la situazione si sarà stabilizzata (intanto Blizzard è corsa ai ripari fermando per alcuni giorni le forniture di ulterior copie del gioco agli store!), però credo siano problemi grossolani che potevano e dovevano essere evitati.Anche la Casa d’Aste è una bella aggiunta anche se è tutt’altro che una novità (e i giocatori di World of Warcraft ne sanno qualcosa): interessante la possibilità di cercare gli oggetti che ci servono su questa piattaforma “ebay-like” o vendere i propri equipaggiamenti inutilizzati ottenendo gold in-game o persino valuta reale, da appoggiare su un conto paypal (dal quale riscuoterla oppure tenerla nella casa d’aste e spenderla in prodotti Blizzard). Su questa feature non posso dire molto visto che la controparte in denaro reale verrà implementata, cautamente, più avanti (la data del rilascio è già slittata dopo i terribili risultati dei server al lancio).

Conclusioni

Mentre scrivo questa review da Blizzard arrivano scuse ufficiali ai fan per aver trascurato il carico di accessi al lancio (abbondantemente calcolato, visti i preorder confermati) e considerato tutto, metterei da parte le polemiche e ringrazierei Blizzard per averci restituito un titolo che farà giocare milioni di persone ad una delle più grandi lotte tra il Bene e il Male che si siano mai viste su PC. Diablo III avrebbe potuto essere una rivoluzione, ma non la è stata: dobbiamo accontentarci di un titolo dall’altissimo spessore artistico e con centinaia d’ore di giocabilità all’ultimo sangue. Vorreste rinunciarvi?


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