Recensione

The Legend of Zelda - Skyward Sword

Pubblicato da Alex2 24/11/2011 - 08:33

Quest'anno, The Legend of Zelda ha compiuto 25 anni. E' un traguardo importante, molto importante, specialmente in un momento in cui gli anniversari non sono solo un mezzo per riproporre, fin troppo facilmente, la solita minestra in salsa leggermente diversa, ma uno status symbol: in mezzo a novità su novità e brand dalla durata abbastanza breve, solitamente legati a trilogie e mode del momento, poter vantare una serie in grado di durare più di una decade è, di per sè, un motivo sufficiente per festeggiare. C'è chi sceglie di operare in direzione di una trilogia per motivi stilistici (la tragedia, la forma teatrale per eccellenza, è proprio strutturata su una costruzione del tipo 'situazione base-massima tensione-scioglimento dell'intreccio', in cui la cadenza temporale e la disposizione degli elementi favoriscono l'interesse ed il coinvolgimento emotivo dello spettatore) e chi prosegue una serie anche oltre il suo limite naturale, oltre magari la morte del protagonista o simili. E poi c'è chi in realtà il problema non se lo è mai posto, e non ha fatto altro che continuare a pubblicare episodi di una data saga semplicemente perchè, oltre a richiederlo i fan, erano gli autori stessi che desideravano farlo. Mi rendo conto dell'arbitrarietà di questa affermazione, ma, riguardando indietro alla storia di Zelda, è difficile pensare che non siano gli stessi produttori e programmatori dei giochi i primi a trarre diletto da essi - uno su tutti, Shigeru Miyamoto, creatore della serie e base fondamentale di qualunque produzione interna, hardware e software, di Nintendo. Si pensi quindi innanzitutto a questo, prima di procedere oltre nella - difficilissima - analisi di un prodotto come di questo Skyward Sword: figlio della passione (di chi ne fruisce) e del mero calcolo (di chi ci guadagna sopra), come lo è qualunque videogioco, ma, senza perderci nella vecchia, stanca disquisizione sullo status di nuova arte o meno, è importante sottolineare come Zelda, più di qualunque altro titolo di questa stagione, porti sulle proprie spalle il peso quasi impossibile da sorreggere delle aspettative dei fan, degli anni passati dall'ultimo grande successo di critica e pubblico, e di Nintendo stessa, che probabilmente, come noi, ha aspettato con il fiato sospeso il verdetto del pubblico. C'è un nome, infatti, che riemerge spesso e volentieri dal passato della casa di Kyoto, e che pende come una spada di Damocle su ogni nuova uscita delle avventure di Link e soci: Ocarina of Time. Quel titolo non è solo un episodio come tanti nella lunga storia della serie Zelda, ma è anzi un temibile oggetto di paragone per qualunque videogioco uscito dopo di lui, e lo è in maniera particolare per tutti i suoi seguiti. L'impatto che Ocarina ha avuto sul mondo dei videogiochi è minimo, per certi versi, ma non perchè non fosse carico di innovazioni o idee importanti per il resto del mondo: è stato così perchè quasi nessuno, nel mondo dei videogiochi, ha mai davvero realizzato qualcosa di simile. Normalmente, se ci pensate, quando esce un ottimo videogioco di un dato genere, subito lo seguono almeno due o tre titoli simili: basti richiamare alla memoria ai molteplici sosia di Mario Kart o, negli anni recenti, agli innumerevoli sparatutto di stampo bellico. Le buone idee attirano le vendite, il che attira gli imitatori. Ma non è questo il caso, perchè Zelda è dannatamente difficile da imitare: non bastano una mappa da esplorare, non bastano un buon cast di personaggi, non basta una serie di strumenti assurdi da usare. Quello che conta, qui, è l'anima del titolo - l'insieme unico di sensazioni ed emozioni che il gioco trasmette al giocatore. Si è fatto precedentemente il nome di Ocarina of Time per ricordare a chi legge quanto, nel bene e nel male, Nintendo si fosse tirata la zappa sui piedi creando un capolavoro che avrebbe avuto effetto non tanto sui titoli di altri, ma sui propri: ogni nuovo Zelda uscito dopo il 1998 avrebbe fatto riferimento ad Ocarina, come uno studente fa riferimento all'insegnante, e così per oltre dieci anni non c'è stato nessuno - nemmeno Nintendo stessa - in grado di rivaleggiare con il proprio eccellente predecessore. Almeno, fino al 18 novembre 2011. Qui è dove l'avventura ha inizio Una lunga premessa era necessaria per spiegare anche a chi segue più da lontano il mondo dei videogiochi quanto sia importante Skyward Sword - così come lo è in generale ogni nuovo episodio di Zelda, come sa invece chi questo mondo lo segue da vicino. Un titolo atteso tanto a lungo raramente riesce a non deludere, ma, fortunatamente, non è questo il caso: abbiamo davanti un gioco che è riuscito persino a superare le aspettative di chi scrive. E qui ci sono, in effetti, delle concause: il lungo periodo di gestazione del titolo (ben 5 anni, un tempo molto al di sopra dei canonici due o tre anni di sviluppo per un titolo tripla A), messo in cantiere fin dall'arrivo del Wii sugli scaffali dei negozi, i molteplici esperimenti fatti da Nintendo su titoli esterni che hanno finito per influenzare lo sviluppo dello stesso Skyward Sword (è innegabile l'influenza che l'accessorio Wii Motion Plus, la Chanbara di Wii Sports Resort, la corsa sulla fune di Wii Play Motion e, in generale, i molti progressi artistici e tecnici compiuti dall'industria tra il 2006 e il 2011 abbiano avuto sul team responsabile dello sviluppo del gioco), e la distribuzione relativamente ritardata perchè gli sviluppatori potessero avere tutto il tempo di limare ogni difetto possibile abbiano fatto sì che Skyward Sword uscisse proprio in questo momento, in tempo per il 25° anniversario della saga (come ci ricorda una schermata speciale posta all'avvio del gioco in versione Limited Edition, disponibile solo per questi mesi). Dal punto di vista collezionistico, Nintendo ha accontentato tutti, offrendo un prodotto nuovo che oltre a fare il suo sporco lavoro divertendo ed entusiasmando il giocatore celebra degnamente la storia della serie ma, al contempo, la innova e la spinge verso nuovi, promettenti lidi; il tutto in una confezione dalla copertina dorata (come avvenne su NES nel 1987 per il primo, storico The Legend of Zelda e su Nintendo 64 con il già citato Ocarina of Time), disponibile anche in uno speciale pack tutto dorato e splendidamente illustrato contenente anche un Wiimote con simboli e colori della saga. La confezione include anche uno speciale CD, della durata di circa 45 minuti, dove sono incisi 8 dei più bei brani eseguiti dall'orchestra che ha portato in giro per il mondo il concerto sinfonico dove venivano eseguiti alcuni tra i più emozionanti pezzi composti da Koji Kondo, da sempre al lavoro sulla colonna sonora della saga. E, lasciateci dire, riascoltare certi brani eseguiti e riarrangiati così non può che riportare i nostalgici indietro di tanti anni, e anche far commuovere. Ma veniamo, finalmente, al gioco vero e proprio. Innanzitutto, è opportuno far notare che Skyward Sword è un gioco difficile da affrontare stando seduti: seguendo la filosofia Wii, una volta ripresi i panni di Link (e guai a cambiargli nome dalla schermata di creazione del file di salvataggio!), viene istintivo alzarsi in piedi e impugnare Wiimote e Nunchuk come se fossero spada e scudo. Solo che, all'inizio... Link è disarmato! Dopotutto si tratta di un ragazzino, uno studente della scuola per cavalieri - anche se di cavalli, a Skyloft, non ce n'è manco l'ombra. E non potrebbe essere altrimenti, dato che la città sta nel cielo, in mezzo alle nuvole che circondando questo strano, magico posto dal mondo terreno (Hyrule?). Le sensazioni si mescolano piacevolmente in un misto di dèja-vu e novità, mentre si prende confidenza con il nuovo sistema di controllo interamente costruito attorno al Wii Motion Plus: il tasto A, libero dall'uso della spada (che si sfodera e si muove interamente con il movimento del Wiimote), viene impiegato per le azioni sensibili al contesto, come alzare un vaso (che viene però lanciato agitando il telecomando, e non più con una seconda pressione del suddetto tasto), aprire una porta, parlare ad un altro personaggio (aziona resa più comoda ovviamente dall'erede dello Z-Targeting di 'Ocarinoniana' memoria). L'HUB, o interfaccia visiva, è dettagliata e occupa buona parte dello schermo di gioco, ma già dopo pochi minuti verrete portati in automatico a disattivarla o rimpicciolirla, a seconda delle vostre preferenze, coadiuvati dal gioco stesso, lasciando ampio spazio al ricco e bellissimo mondo di Skyward Sword, dipinto a tinte acquerello che sintetizzano un mondo dallo stile a metà tra il cartoon di Wind Waker e l'adulto di Twilight Princess/Ocarina, in una via di mezzo riuscitissima che appare in grado di non scontentare nessuno. I difetti dovuti all'hardware, ormai anzianotto, del Wii vengono così bypassati, permettendo di soprassedere bellamente sul numero di poligoni o sullo sgradevole effetto pop/up degli ambienti, riducendo davvero al minimo il fastidio visivo ed aumentando la sensazione di giocare all'interno di un fenomenale acquerello interattivo. I richiami ai precedenti titoli della saga ci sono e sembrano tutti voluti, essendo utilizzati nel contesto di un ritorno a casa che, a volte, riesce anche ad essere straniante (la prima discesa sul mondo terreno riporta alla mente la stessa sensazione di diffidenza di Link nel mondo crepuscolare di Twilight Princess, mista al bambino sperduto di Ocarina quando abbandona il bosco della sua infanzia per avventurarsi nel vasto mondo). Elementi tipici di Zelda come gli indizi dati nei dialoghi dai personaggi non giocanti (PNG) sulle sub-quest, i blocchi da spostare ecc. ci sono ancora, ma sono audacemente mescolati ad alcune innovazioni di carattere tecnico (come il potenziamento di armi e oggetti, apparentemente ereditato dalla nuova moda del gioco di ruolo Giapponese à-la-Monster Hunter di Capcom o stile Xenoblade Chronicles, per restare in casa Nintendo) e ad altre di tipo più immediatamente 'nuovo' come la corsa (anticamente legata solo all'inclinazione dello stick analogico) o ad altre mosse di tipo fisico, come l'arrampicarsi, attivabili tenendo premuto il tasto A mentre ci si muove, generando stanchezza in Link che, dopo un po', si fermerà esausto (oppure cadrà se impegnato in una arrampicata!). La stanchezza è visibile da un'icona circolare che ricorda la percentuale di danno subita dal giocatore usata già da tempo nei giochi tridimensionali della serie Mario, mentre i versi e gli sbuffi di Link sarebbero inequivocabili anche per un cieco. Questo semplice, nuovo meccanismo apre una nuova serie di possibilità all'interno del mondo di gioco, ora esplorabile più realisticamente e liberamente che mai rispetto al passato - Link ricorda, in non poche occasioni, un certo Assassino per le acrobazie che riesce ad inanellare - e la nuova struttura di esplorazione del mondo, riuscito mix di punti di passaggio rapido tra una locazione già visitata e l'altra tramite menù o di viaggio aereo grazie al simpatico pennuto rosso che vive praticamente in simbiosi con il nostro protagonista verde vestito, riesce ad entusiasmare come e più dei viaggi a cavallo di Epona su Nintendo 64. Persino la trama è stata svecchiata, complice la felice idea di porre Skyward Sword come prequel di Ocarina, rendendo quindi possibile l'introduzione di un gran numero di novità che riescono a funzionare nonostante il lasso temporale che separa i due titoli: questo è forse il Link più antico della cosmogonia zeldiana, non è mai esistito un Eroe Leggendario prima di lui, e tantomeno una Principessa Zelda, così come lo stesso Regno di Hyrule. I perchè vi verranno spiegati con il procedere del gioco, che, statene certi, non vi deluderà.

Conclusioni

Nintendo ci ha consegnato finalmente il degno erede di Ocarina of Time. Ed è ironico che sia stato proprio Eiji Aonuma, Director della serie da Wind Waker in avanti, ad esserci riuscito: dopo aver sperimentato artisticamente con Wind Waker, e aver accontentato i fans con Twilight Princess, l'allievo di Miyamoto ha, in qualche modo, superato il maestro. No, non Miyamoto. Ma Ocarina, quello sì, e adesso sappiamo che la Leggenda non ha ancora esaurito tutte le storie che ha da raccontarci.

Bentornato, Link.


Commenti

Isma92

13/12/2011 22:02

Io ho cambiato totalmente idea quando ho finito il gioco e quando ho trovato Sub-quest e minigiochi vari. Peccato per le idee non sfruttate al meglio e per la rimozione del passaggio automatico tra giorno e notte, ma nel complesso il titolo è davvero spettacolare. Non concordo però sul fatto che questo sia il miglior Zelda dopo Ocarina of Time, perché dopo OoT ci sono soltanto Link's Awakening e A Link to the Past. Poi Majora's Mask e piazzo qui, in quinta posizione, Skyward Sword. Infine tutti gli altri. Almeno io la vedo così.

angelo80

13/12/2011 13:11

è un gioco spettacolare!!!!!

McDohl

27/11/2011 15:53

Ale stavolta non concordo con la tua recensione, personalmente non lo metterei mai tra gli Zelda meglio riusciti ( figuriamoci sul podio!) e ti dico anche il perchè: Sezioni di volo pessime, per nulla divertenti,che spezzano fin troppo le sezioni di gioco; tecnicamente non è proprio il massimo su Wii, anzi..Mario Galaxy 2 e persino Xenoblade tecnicamente parlando gli sono sicuramente sopra; stilisticamente è un gioco Nintendo e si vede, quindi riesce a nascondere quasi sempre molte bene tante magagne, però in ambito stilistico Wind Waker che è un gioco del 2003 gli da 10 giri, persino il Twilight è a tratti + ispirato secondo me.. Deo ancora finirlo e voglio salvare il mio voto finale alla fine, ciononostante penso che fin' ora si è dimostrato un titolo da 8 per più di un motivo, non mi prende tantissimo, le nuove idee non sono state ottimamente sfruttate e collegate tra loro; il Wii Motion Plus aggiunge nuova dimensione alla giocabilità, ma spesso anche qualche frustrazione di trop

RYU29

24/11/2011 22:18

1parola per questo gioco.MAGICO!!!

Jurik360

24/11/2011 16:46

Mi è stra venuta voglia di giocarlo...stasera lo comincio! Wow!

Jurik360

24/11/2011 08:07

Mitica rece!