Recensione

Kurohyou: Ryu Ga Gotoku Shinshou (Black Panther: Yakuza New Chapter)

Pubblicato da AlexTofa 16/02/2011 - 13:24

Creare la versione portatile di un videogioco complesso sia visivamente che ludicamente è sicuramente un’impresa tutt’altro che facile, soprattutto quando parliamo di marchi che hanno avuto successo nelle loro controparti casalinghe grazie alla loro giocabilità, elemento indubbiamente più a rischio nella trasposizione da un hardware ad un altro a causa della naturale differenza nell’impostazione dei controlli e nell’hardware logicamente inferiore. La minaccia di variare la vera natura di un brand c’e’ ed è presente, e nello storico della PSP ne abbiamo avuto la dimostrazione, sia con esiti negativi che positivi. Ma quando ad una struttura di gioco togliamo il superficiale mantenendo allo stesso tempo invariato il midollo osseo dell’opera, allora il problema non si pone, in quanto questa formula si rivela vincente sia sotto il punto di vista della giocabilità che dell’adattamento hardware. Ed è proprio il compromesso che SEGA ha trovato per creare Kurohyou: Ryu Ga Gotoku Shinshou, primo capitolo portatile e secondo spin-off dell’oramai famosa saga riguardante il malfamato mondo della Yakuza, che sicuramente può vantare il titolo di gioco più fedele alla versione principale e, addirittura, migliorandolo sotto alcuni aspetti. Sarà riuscita SEGA nell’arduo intento di portate adeguatamente una delle migliori esclusive Sony nel mondo portatile? Black Panther Indisciplinato, selvaggio, violento, senza rimorsi… Ukyo Tatsuya è uno di quei ragazzi che non ha paura di nulla e, vittima della sua sfrontatezza, finisce in un guaio ben più grande di quanto possa immaginare a causa di una delle azioni più azzardate ed inconsapevoli della sua vita: uccidere il braccio destro di uno dei capifamiglia della Yakuza, la potentissima mafia giapponese che domina il quartiere di Kamurocho nonchè palcoscenico dell’intera saga firmata Toshihiro Nagoshi. Ed è con questa scintilla che l’avventura di Tatsuya prende forma, nascendo nello stesso ambiente a cui Ryu Ga Gotoku ci ha abituati ma con un punto di vista ben differente da quello del Dragone di Dojima: difatti se nei precedenti capitoli vestivamo i panni di Kazuma Kiryu, ex membro della Yakuza noto e rispettato nell’ambiente, questa volta impersoneremo un ragazzo sconosciuto e a cui non importa nulla di nessuno se non di se stesso, mostrando un cinismo che marca l’evidente differenza caratteriale con lo storico protagonista della serie. Il carisma è evidenziato e reso ancora più marcatamente dall’ottima caratterizzazione dei personaggi che trovano voce nelle magistrali cut scene realizzate da Ashley Wood, artista che ha già deliziato il panorama PSP con titoli del calibro di Metal Gear Solid Peace Walker, garantendo una comprensione della trama e un enfasi nelle azioni più concitate che non ha nulla da invidiare ai normali filmati in computer grafica della controparte casalinga della serie, mostrando uno stile grezzo ed ignorante che veste perfettamente l’ambiente sporco e violento del quartiere a luci rosse di Tokyo. L’ambiente di gioco e l’impostazione della parte esplorativa hanno subito il più ovvio degli adattamenti che si potesse immaginare, ovvero quello di tornare indietro e riproporre il vecchio stile dei primi Yakuza, che si traduce in una visuale a volo d’uccello e inquadrature in stile panoramico per ogni via o piazza che attraverseremo, impostazione questa che non creerà nessun problema ai veterani della saga e si adatterà perfettamente alla vista di coloro che invece ne sono entrati solo con l’avvento dell’attuale generazione. Una piccola nota di biasimo va ad alcune inquadrature che potevano essere gestite meglio in quanto creanti un temporaneo senso di smarrimento, in particolare in qualche angolo che divide due vie: piccolo difetto che non mina comunque un’esplorazione scorrevole e rapida al giocatore. Data l’ovvia pesantezza che si sarebbe abbattuta sull’hardware Sony se l’intero quartiere di Kamurocho fosse stato realizzato completamente in 3D, gli sviluppatori hanno ben pensato di proporre dei fondali pre renderizzati in bi dimensione che, nonostante possano colpire l’occhio in maniera estranea a coloro abituati alle versioni principali del gioco, si mostreranno in breve in tutto il loro splendore e dettaglio mano a mano che esploreremo il quartiere, convincendo istantaneamente il giocatore che sì, i ragazzi di SEGA hanno trovato il miglior compromesso visivo per la versione portatile di un gioco così vasto e dettagliato, abilità sicuramente non da poco. Branded to Kill L’ibrida struttura di gioco della serie che nel corso degli anni si è dimostrata più che funzionale, è stata riproposta nella maniera più autentica e fedele che si potesse desiderare. Rimasta completamente invariata, essa è costruita su dieci capitoli suddivisi tra momenti di esplorazione, eventi unici legati alla trama e combattimenti di strada e non; E questi per primi saranno di importanza rilevante durante tutto l’arco del gioco, in quanto Shinshou li prende di peso ne fa il suo leit motiv oltre che per fini di trama, anche per questione di gameplay vero e proprio. Difatti se il resto del gioco sembra miracolosamente invariato rispetto alle riproduzioni casalinghe, il sistema di combattimento è l’unica cosa che è stata rivoluzionata e, qui, se non si parla di miracolo, poco ci manca; Per adattare ad un portatile combattimenti frenetici, veloci e con diverse combinazioni di attacchi l’unico modo è logicamente quello di rifare tutto da capo su misura, e puntualmente così è stato fatto, mantenendo però allo stesso tempo la familiare configurazione dei tasti base, evitando così il totale smarrimento del giocatore e deliziandolo allo stesso tempo con un sistema di scontri nuovo e fresco, che vede la sua personalità nella struttura stessa dei combattimenti che non direttamente sul parco mosse; Difatti, al posto delle classiche e divertentissime fasi di mischia in cui calci e pugni volano quasi a caso colpendo chiunque, in Shinshou gli scontri sono strutturati in maniera totalmente opposta: la visuale sarà infatti incentrata sul giocatore stesso e UN avversario con il quale ci troveremo faccia a faccia, aumentando esponenzialmente il rischio di essere colpiti e di essere soggetti ad agganci e schivate, due elementi che finalmente sono stati resi fondamentali e di vitale importanza per il successo di un combattimento, trovando la loro reale necessità di essere utilizzati. Il fatto che la visuale sia impostata su due soli elementi, però, non significa che intorno non ce ne siano altri a massacrarvi di botte, al contrario molto spesso dovrete spartire la vostra dose di violenza in diversi target contemporaneamente, mantenendo la vostra guardia sempre alzata e con un occhio di riguardo per chiunque abbiate attorno. In definitiva, complici anche i diversi stili di combattimento avversari in cui potremo imbatterci, i quali necessiteranno ogni volta di una strategia differente che andrà a toccare necessariamente ogni parametro della nostra lista di combo e mosse, gli scontri in Ryu Ga Gotoku Shinshou saranno decisamente più impegnativi rispetto alle loro controparti casalinghe. Praticamente invece di diminuirne lo spessore degli scontri a causa delle naturali limitazioni dell’hardware portatile, gli sviluppatori ne hanno approfittato per renderlo ancora più strutturalmente profondo e complessivamente più impegnativo. Semplicemente geniale e divertente, esattamente come l’altro lato della serie, ovvero le parti esplorative, nelle quali potremo sbizzarrirci di più e sentirci liberi grazie ai classici minigiochi e passatempi della serie, tra i quali figurano il bowling, il baseball, il karaoke e il corteggiamento di avvenenti ragazze negli host club che invadono la parte sud est del nostro quartiere; tutti passatempi che oltre a fornire del sano e tranquillo divertimento, garantiranno delle brevi sessioni che impegneranno il giocatore per un limitato lasso di tempo, creando così un’ottima componente mordi e fuggi che andrà a colpire il fondamentale parametro della portabilità, ovvero tenere impegnato il giocatore per un breve arco temporaneo. Ovviamente da non trascurare le decine e decine di missioni secondarie che ci vedranno interagire con i più bizzarri dei personaggi del nostro quartiere e con le situazioni più assurde, talvolta comiche, riprese di peso dalle versioni principali della serie, le quali ci faranno conoscere a fondo ed immedesimare ancora di più in quella che è la realtà di Kamurocho. Alla fine dei conti, non importa se starete combattendo in una malfamata via del quartiere a luci rosse di Tokyo o se starete passeggiando per l’affollata giungla di neon di Tenkaichi Street… qualunque cosa facciate in questo gioco il risultato sarà sempre lo stesso: divertimento puro.

Conclusioni

In definitiva, Ryu Ga Gotoku Shinshou è senza ombra di dubbio uno dei migliori titoli disponibili sul portatile di casa Sony: mantiene fede alla serie senza snaturarla in nessun modo e ne migliora miracolosamente un parametro importante come quello dei combattimenti, che si traduce automaticamente in maggiore divertimento. La trama avvincente e radicata, le ottime cut scene e le missioni della storyline garantiranno un livello di assuefazione alto, che annesso alle varie subquest e minigiochi aumenterà esponenzialmente la longevità di un titolo dal quale non vorrete più staccarvi. Se amate la serie è un titolo assolutamente imprescindibile nella vostra libreria. In caso contrario, se non volete perdervi uno dei migliori titoli per PSP, la risposta rimane la stessa.


Commenti

AlexTofa

18/02/2011 00:14

Grazie amici! Antony, il mio consiglio è di giocarti prima gli Yakuza sia per PlayStation 2 che 3 in ordine cronologico. Essendo questo uno spin off scollegato dal filone principale della saga, e con qualche modifica rispetto alla controparte casalinga, potresti farti un'idea differente della serie iniziando con questo. ;)

Ljungberg02

16/02/2011 14:42

Come già detto privatamente, recensione esauriente e che condivido appieno. Per non parlare del fatto che ci degni di entrare in contatto con un gioco che, vista la localizzazione, corre il rischio di essere snobbato più del dovuto. Capolavoro portatile, senz'altro.

McDohl

16/02/2011 13:21

@Antony: Sicuramente puoi giocarlo senza alcun problema, è uno spin off, quindi c' entra poco o nulla con la trama principale dei vari Ryu ga Gotoku /Yakuza; senza contare che avresti comunque capito poco o nulla della trama, visto l' idioma usato! ;)

McDohl

16/02/2011 13:19

Gran bella recensione Alex, complimentoni, e chi se lo aspettava che già lo avessi testato e giocato a dovere? :O Comunque concordo con te, indubbiamente uno dei titoli più validi nella ludoteca Psp, peccato per le inquadrature prerenderizzate e per il sistema di combattimento che seppur si rivela valido e pieno di nuove e buone idee, dopo poco tempo mostra il fianco a qualche critica soprattutto per via dei tanti stili messi a disposizione che poco influiscono sull' effettivo svolgimento del gioco. Le cut scene ( purtroppo incomprensibili), i personaggi e le ambientazioni comunque completano l' opera , regalando uno stile a mio parere veramente senza pari!

AntonyDS

16/02/2011 13:14

Posso giocarci anche essendo una nuova leva della serie?