Recensione

Jet Set Willy

Pubblicato da Eraserhead 3/03/2011 - 14:19

Willy è un minatore, e questa sera ci è andato giù pesante con l'alcol, tant'è che si ritrova in bagno con un disperato bisogno di riposare nel suo caro lettone, ma la sua imponente donna della pulizie gli blocca la strada per la camera da letto. Maria batte ritmicamente il piede come segno di disapprovazione, con un semplice gesto gli indica di tornare su suoi passi e di raccogliere tutta la spazzatura disseminata in giro per casa, conseguenza della festa da poco terminata con gli amici. Ed è così che inizia questa avventura nella dimora reale di Sir. Willy... Jet Set Willy si presenta come un tradizionale platform a schermate fisse in cui il nostro protagonista deve raccogliere diversi oggetti sparsi per i ben sessanta livelli di gioco. Nulla di rivoluzionario o di particolare nel gameplay, si deve semplicemente passare attraverso i livelli, saltare, salire e scendere scale ed evitare i minacciosi nemici che ospitano i vari livelli. Il pericolo risiede che non appena ci si dovesse scontrare con un nemico oppure calcolare male un salto e quindi precipitare da un altezza elevata, si andrebbe a perdere una preziosa vita. Matthew Smith, il creatore del gioco, decise di sviluppare Jet Set Willy come un sequel di Manic Miner, altro suo lavoro pressoché identico dal punto di vista del gameplay, uscito un anno prima sempre su ZX Spectrum, in cui si trovava come protagonista appunto il nostro caro amico Willy intento a svolgere il suo lavoro di minatore. Questo seguito, si basa sull'idea che Willy, grazie al suo lavoro, sarebbe diventato miliardario e che ora stia sperperando tutta la sua fortuna. Ci sarebbe da dire che sia piuttosto analoga la storia di Smith, visto che grazie ai successo di Manic Miner ricevette parecchio denaro e non ci pensò due volte a spendere i suoi guadagni in donne ed alcol. Questa analogia serve anche per capire quanto sia intima ed introspettiva quest'opera, visto che ci sono parecchi omaggi alle passioni di Smith. Come potete osservare nelle immagini a lato in alcuni livelli si possono trovare dei maiali volanti, un chiaro riferimento alla copertina dell'album Animals dei Pink Floyd, oppure quel livello nominato "Off License" termine col quale in Inghilterra si chiamano i negozi di alcolici, Smith ha confermato che all'epoca gli piaceva alzare il gomito; e soprattutto quell'inquietante figura demoniaca che era un chiaro riferimento a Eddie la mascotte dei Iron Maiden. Consideriamo che Smith disponeva di un solo colore e quattro frame di animazione per creatura, il lavoro che ha eseguito è a dir poco eccezionale; ricordo ancora l'ansia che provavo nell'affrontare queste inquietanti figure che senza sosta andavano avanti e indietro senza mai fermarsi, ansia che provo tutt'ora nel vedere quella immensa croce a raffigurare la chiesa, quella specie di Pac-Man-Centipiede presente in un livello. Nulla si trova fuori posto, tutto è precalcolato e studiato perfettamente per far si che in ogni livello sia possibile raccogliere ogni oggetto presente. Questo è necessario per poter portare a termine il gioco, che prevede nel caso si riuscisse a recuperare ogni oggetto, la sudata ricompensa promessa da Maria, ossia la via libera per il letto e per il meritato riposo. Non esagero se considero Matthew Smith un impressionista del Videogioco, perchè davvero con pochi schizzi di colori e pixel è riuscito a creare un'opera fresca ma al tempo stessa grottesca, inquietante ma al tempo stessa amichevole... La dimora di Willy ci accoglie, educatamente ci accompagna, ma improvvisamente ci abbandona; guardando oltre la semplice raffigurazione estetica si riesce a percepire e cogliere un opera soggettiva che avrebbe voluto trasmettere un messaggio. Un messaggio che non ha ancora mai avuto un reale significato visto che il terzo episodio che risponde al nome di Miner Willy Meets the Taxman, pensato fin dall'inizio non ha mai visto la luce... Morale:"Dalle stalle alle stelle e di nuovo alle stalle"

http://www.darnkitty.com/jsw/

Conclusioni

Un Videogioco che non può lasciare indifferenti. Messa in scena, personalità e stile da vendere. Da giocare almeno una volta nella vita.


Commenti

kienzan

03/03/2011 14:24

Gioco fantastico, grandissima review! Veramente bella questa versione spectrum, incredibile cosa Smith sia riuscito a trarre dal piccolo home computer Sinclair (hardware in grado di riservare, a mio modesto parere, più di una sorpresa)

Fedeweb

03/03/2011 13:18

Review stupenda di un gioco stupendo! grande Io ho giocato sempre il primo capitolo e mai potrò dimenticarlo. GIOCATELI!!