Recensione

Fire Emblem: Shadow of the Dragon

Pubblicato da Alex2 15/02/2011 - 22:49

YYYIAAAAAAHH!!!! Per molti, se non per tutti, qui in Occidente, quella riportata sopra era senza dubbio una delle "frasi" più caratteristiche di Marth, il misterioso principe medievale presente, assieme al "collega" Roy, nel corposo cast di Super Smash Bros. Melee per GameCube, popolare picchiaduro/raccolta celebrativa di personaggi Nintendo. Il che era ovvio, visto che, fino a quel momento, praticamente nessuno al di fuori del mercato giapponese conosceva la saga di Fire Emblem, uno strategico a turni nato su Nintendo NES e arrivato fino ad oggi tra remake e nuove incarnazioni del brand creato e curato dalle capaci mani di Intelligent Systems - lo stesso sviluppatore, per citare due titoli molto più famosi, di Paper Mario e Advance Wars. E proprio Advance Wars - altra saga di culto per gli amanti degli strategici a turni, altra saga nata su NES e arrivata fino a noi grazie alle versioni portatili per GBA e DS - ha fatto, si potrebbe dire, da apripista all'arrivo di Fire Emblem in Occidente: si tratta a ben vedere di due tipi di gioco molto simili, cosa che deve aver permesso a Nintendo di esportare con una certa sicurezza l'avventura di Marth, conscia del grande favore raccolto tra critica e pubblico verso la sua serie di giochi di guerra portatili. Anzi, sembrerebbe quasi, dopo le prime battute di gioco, di trovarsi di fronte lo stesso gioco rimaneggiato in chiave fantasy medievale. C'è però una differenza sostanziale tra Advance Wars e Fire Emblem: la morte. Se persino la trama di Advance Wars non sembra mai riservare davvero a nessuno dei protagonisti la morte (antagonisti e malvagi di ogni tipo tornano più volte a tormentare i continenti di Cosmolandia a ritmo regolare nonostante epiche battaglie conclusasi con la loro apparente dipartita) e le unità generiche non fanno in tempo a venire distrutte che sono già state rimpiazzate grazie all'opera delle fabbriche sparse lungo la mappa di gioco - ammesso di saper gestire con attenzione le proprie risorse economiche -, Fire Emblem non solo ci sbatte continuamente in faccia la presenza di questa ingombrante minaccia con racconti e duelli all'ultimo sangue, ma sembra uscire dai confini canonici del videogioco, andando a toccare corde del cuore che normalmente non vengono sfiorate. Ogni personaggio in Fire Emblem ha una storia personale alle spalle, a volte anche di un certo spessore, che si sviluppa solo se siamo noi a dargliene modo: schierando due unità legate da una sottotrama, muovendole una accanto all'altra avremo modo di attivare il comando "Parla" e di assistere a brevi cut-scene testuali che andranno ad arricchire la già lunga e appassionante storia del gioco. Ancora, diversamente da quanto accade in AW - dove ogni tipo di unità è uguale ad un altra dello stesso tipo -, Fire Emblem ricorda Final Fantasy Tactics per il sistema di "Metamorfosi", ovvero la possibilità di cambiare la "professione" (job) della nostra unità per sbloccare armi e abilità diverse - e ovviamente non tutte saranno disponibili sin dall'inizio, il che ci permette di osservare un'altra cosa: oltre alla caratterizzazione grafica e alla sottotrama, le unità di Fire Emblem vengono differenziate anche dal numero di punti esperienza ottenuti sconfiggendo i nemici (inutile dire che, maggiore è il numero di punti esperienza, maggiore è la forza e la vitalità del personaggio, che dal livello 10 in poi può anche "passare di grado" e diventare ancora più potente grazie all'uso di speciali oggetti). E se ancora non foste soddisfatti della quantità di dettagli personalizzabili, pensate che siete voi ad andare dagli armaioli e negli empori per acquistare armi ed equipaggiamenti ed assegnarli, uno per uno, alle vostre unità. Tutto questo per spiegarvi fino a che punto Fire Emblem si spinge nel permettere al giocatore di decidere le caratteristiche dei personaggi, differenziando notevolmene l'approccio tattico necessario per condurre le campagne militari di Marth e soci da quelle di Andi, Sami e Max di Advance Wars (dove l'attenzione è concentrata più sulla scelta del tipo di unità da produrre e sulla conquista delle proprietà che permettono di avere i fondi necessari a mantenere le proprie attrezzature militari). Ma, tornando a quanto stavamo dicendo sopra, questo elevato grado di controllo sulle capacità dei nostri personaggi ci rende molto più responsabili delle loro azioni e delle loro inevitabili sconfitte in caso di un nostro errore di valutazione, con conseguenze anche molto gravi, come la morte: in Fire Emblem non esistono pozioni miracolose o magie in grado di resuscitare i morti, anche se ne esistono di potentissime in grado di ridare forza ai guerrieri più stanchi: se i punti salute (che determinano la resistenza di ogni personaggio) scendono a zero, l'unità è persa per sempre e scomparirà dal resto della storia. Il "bello" è che tutto questo "fa parte del gioco": è un dettaglio non da poco che aggiunge notevole tensione ad ogni singolo scontro, e persino una scaramuccia può terminare in tragedia con la perdita di un caro amico o di un giovane che si era unito da poco al gruppo di ribelli guidato dal principe Marth. Questo fa sì che nessuna battaglia possa mai venire presa alla leggera, perdita la progressiva decimazione del nostro esercito (nessuna morte, persino quella di personaggi importanti, porterà mai al game over tranne quella di Marth, lasciando al giocatore la scelta se proseguire con un amico in meno o ricominciare la battaglia da zero/dall'ultimo salvataggio). Prima di ogni battaglia, da un apposito menù, è possibile infatti controllare il campo di battaglia e individuare le unità più adatte allo scopo da raggiungere (che solitamente prevede la sconfitta di un luogotenente e la successiva conquista da parte di Marth del suo quartier generale), fare acquisti, assegnare gli oggetti e preparare al meglio i propri soldati prima di partire per la campagna. Il gioco vero e proprio si svolge quindi su una mappa composta da tanti quadratini, dove ogni quadrato rappresenta i "passi" dei soldati, proprio come in AW: i cavalieri fanno fatica ad attarversare i boschi e non possono saltare le montagne, mentre le unità volanti sono libere di muoversi quanto gli pare ma hanno corazze più leggere, e via di questo passo. Questo, in sintesi, è Fire Emblem - Shadow of the Dragon, remake in chiave Nintendo DS dell'originale uscito ormai più di vent'anni fa su Nintendo Entertainment System. L'impostazione grafica con visuale della mappa dall'alto, nonostante l'appeal "d'epoca", ricorda molto Advance Wars, così come la giocabilità (virtualmente perfetta, che deficita però dell'infinita rigiocabilità del capolavoro strategico di Intelligent Systems), e, nonostante sia stato fatto un ottimo lavoro di adattamento con questo remake, nemmeno i personaggi in finto 3D - visibili peraltro solo in alcune sequenze di gioco - riescono a mascherare l'anima di un gioco bellissimo ma che inizia a sentire il peso dell'età, e che evidentemente non era stato progettato per una console portatile. Gli effetti sonori svolgono il loro lavoro, ma vengono letteralmente travolti dal crescendo della colonna sonora, sempre adeguata alla situazione e in grado di trasmettere la tensione e lo sforzo - o la gioia - della battaglia. Difficile che ci rigiochiate una volta terminata la Campagna, ma sicuramente Fire Emblem è un gioco che vale la pena giocare.

Conclusioni

Fire Emblem è tornato su Nintendo DS in ottima forma, anche se non esalta come ha fatto l'eccellente e ingombrante termine di paragone costituito da Advance Wars, figlio per di più degli stessi nipponici genitori. Il maggiore livello di personalizzazione delle unità e la terribile presenza della morte rendono questo strategico molto più serioso del "fratello", e persino la concentrazione richiesta è molto maggiore, rendendo FE un titolo difficile da giocare per partite mordi-e-fuggi in treno o in macchina. Tuttavia, l'eroica impresa di Marth non dà tregua, e una volta entrati nel vivo, difficilmente riuscirete a spegnere il DS, almeno fino alla fine della Campagna e al completamento della trama secondo le vostre personalissime scelte... i potenti dragoni Manakete vi attendono.


Commenti

McDohl

21/02/2011 03:24

Gran bel lavoro Ale, i commenti da te espressi in sede di recensione caratterizzano appieno l' intero titolo ed il voto in calce ci stà davvero tutto! :D @Miya: a saperlo che lo cercavi te l' avrei trovata io una copia Pal Ita nuova a 9 euro! Da Expert dalla mie parti te lo tiravano dietro poco tempo fà! XD

Alex2

15/02/2011 21:02

Grazie Vitto, sapevo che a un NESSARO come te sarebbe piaciuta...!! :D Anch'io ci ho pensato un bel po' prima di prenderlo, ma alla fine mi sono buttato.. avevo giocato l'episodio per GBA e mi era piaciuto tantissimo, quindi sapevo di andare a colpo sicuro. L'averlo pagato 10 € ha aiutato molto... ^^

Miyamoto

15/02/2011 17:59

Gran bella recensione Alessio, come sempre del resto. Sono sempre stato lì lì per acquistare questo gioco e sicuramente lo comprerò. Mi ispirano questi titoli e la tua rece mi ha solo fatto salire la scimmia...ti odio :D