Recensione

Jet Set Radio

Pubblicato da AlexTofa 17/01/2011 - 23:41

Ci sono titoli che nascono per mostrarci alcuni ranghi sociali, delle “fette di società” dei giorni nostri. Alcuni involontariamente, altri forse no, ma sta di fatto che grazie alla fedele riproduzione di un particolare ambiente sociale alcuni videogiochi riescono a creare un’atmosfera ed un contesto di gioco autentici ed immersivi. Un esempio può essere l’ambiente malavitoso di un Grand Theft Auto, dove impersoniamo assassini e mercenari e le persone che ci circondano sono tutt’altro che “a modo”, per non parlare dell’ambiente degradato. Ma quando alla riproduzione di un ambiente si aggiunge un elemento profondo e in continua espansione come quello della cultura hip hop, il risultato comincia a cambiare. Ed ecco che direttamente dall’archivio dei “giochi che non dovrebbero essere mai dimenticati“ spunta fuori Jet Set Radio, un concentrato di cultura hip hop e funky, a tratti acidamente techno, fusa con l’ambiente e le situazioni tipicamente underground di un gruppo di ribelli teppisti, quei “writers” che scrivono sui muri delle nostre città contro ogni legge esistente sulla faccia della terra. E per di più hanno anche dei pattini, e seminano panico in giro per le strade! Ma non ci sono moralismi in questo gioco, anzi, Jet Set Radio è un vero e proprio inno a questa cultura underground e ci mette subito nei panni di Beat, un giovane ragazzo scappato di casa alla ricerca di compagni per formare una gang e tappezzare di graffiti la città di Tokyo-To, controparte ludica di una Tokyo del remoto futuro splendidamente resa da un motore grafico in cel-shading, vero segno di riconoscimento di un titolo che ha fatto la storia del mai troppo rimpianto Dreamcast, oltre ad inaugurare una tendenza che sarebbe stata poi seguita in futuro da numerose altre produzioni. La struttura del gioco è chiara sin da subito: la nostra avventura si svolgerà nei tre quartieri principali di Tokyo-To, ognuno rappresentante un momento della giornata, e il nostro compito sarà quello di portare a termine le missioni assegnateci dal Professor K, assistente e narratore delle vicende del gioco nonché dj di Jet Set Radio, la radio underground dei nostri amici writers, che tra un pezzo funky ed uno techno trance ci guiderà per tutta l’avventura fungendo da punto di riferimento alla fine di ogni missione, commentando in maniera goliardicamente comica gli avvenimenti del gioco. Inutile descrivere l’incredibile caratterizzazione di questo bizzarro personaggio, l’unica cosa da fare è vederlo ed innamorarsene istantaneamente. Permettendo un paragone con il cinema, ricorda la speaker della radio ne “I Guerrieri della Notte”, solamente in versione comica ed hip hop. Vi lasciamo immaginare il risultato. Le missioni saranno sempre molto varie, dalle più semplici in cui l’unico obiettivo è tappezzare la zona con un numero richiesto di graffiti tra un grind ed un altro, fino all’inseguimento di gang rivali, per arrivare a sfide con singoli elementi incentrate sulla nostra abilità di pattinatori, che ci permetteranno di reclutare nuovi membri allargando esponenzialmente la nostra gang. E poi… arriva “Lui”: Quello che non vorresti mai vedere, colui che ti detesta e ti da la caccia, l’individuo che ti rovina la missione, l’acerrimo nemico che non dà pace: l’ispettore Onishima. Una specie di Zenigata dei Videogiochi, "il" nemico per eccellenza, che ti ribalta la missione e te la manda di traverso proprio quando non ci vuole; già, perché a quanto pare alle forze dell’ordine non va a genio l’idea che andiamo in giro ad esprimere la nostra forma d’arte, ed è così che nel bel mezzo di una missione vedremo arrivare la madama o addirittura l’esercito che faranno di tutto per metterci i bastoni fra le ruote, rendendo una missione apparentemente facile un vero e proprio inferno, creando situazioni splendidamente esagerate ed irrealistiche che alzeranno il livello di difficoltà di certe missioni già di per se non proprio facilissime. Se c’e’ infatti una cosa che accomuna le varie e numerose missioni è proprio la difficoltà: chiaro, non stiamo parlando di nulla di impossibile, ma di semplice e meravigliosa “difficoltà”. Difatti più avanzeremo nel gioco e più le missioni saranno radicate ed impegnative, complice anche la struttura intrigata di alcuni livelli che renderanno complicata anche una semplice mansione; molto spesso ci capiterà di ripetere più di una volta un livello perché non riusciamo a capire come arrivare sopra quel dannato tetto dove risiede l’ultimo graffito da eseguire o perché non riusciamo a finire un determinato compito in un certo lasso di tempo. Ma non si parla di frustrazione causata dal gioco, da un'errata calibrazione della difficoltà ad opera di programmatori distratti, ma bensì del mancato impegno del giocatore; Jet Set Radio è un gioco che pretende che si faccia sempre di meglio e sempre più di prima, come è giusto che sia. Non prende una difficoltà di gioco preconfezionata stendendola su di una struttura di gioco piatta, al contrario rende la strada in salita e piena di difficoltà per il giocatore che, dopo molti tentativi, se con il giusto impegno, riuscirà meritatamente a portare a termine il suo compito. Semplice e pura soddisfazione ludica, di quelle che ti fanno esultare come un matto alla fine di un livello, di quelle che ti fanno sudare sette camice… di quelle che, purtroppo, non si vedono più da anni nei lidi della nostra passione. E una volta capita la lezione, anche i primi accenni di frustrazione spariranno per dare posto alla voglia e alla determinazione di andare avanti fino alla fine, fino alla prossima missione, fino al prossimo graffito e al prossimo grind. Ciò chiude il cerchio su un’opera che definire fantastica è riduttivo, così come ogni altro superlativo del nostro dizionario. Lo stile grafico senza pari, la martellante soundtrack che non si potrebbe adattare meglio al contesto di gioco, la semplice quanto fantastica caratterizzazione dei personaggi, la giocabilità intuitiva e divertente… tutto questo rende Jet Set Radio un must assoluto per tutti i possessori di Dreamcast, che non hanno nessuna scusa per non fare proprio un titolo del genere. Non importa se siete metallari, rockers o che non amiate la cultura hip hop: Jet Set Radio vi trascinerà nel suo universo tra beat funky e teste che su muovono a tempo di musica, facendosi semplicemente amare per quello che è: un gioco fatto bene.

Conclusioni

Come già detto, Jet Set Radio è un titolo imprescindibile nella bacheca di ogni videogiocatore che si rispetti, anche solo per ciò che ha rappresentato al tempo della sua uscita che risale a oramai dieci lunghi anni fa. Un punto di riferimento per gli amanti della cultura hip hop e una inaspettata sorpresa per chi non la ha mai sopportata, ma soprattutto un acquisto imprescindibile per gli amanti del Dreamcast e dei tempi d’oro del Videogioco moderno inteso come espressione d’arte. Non averlo sarebbe un reato… peggiore che “imbrattare i muri”.


Commenti

AlexTofa

17/01/2011 19:59

Jet Set Radiooooooooooooooooooooo!!! (cit. Professor K) =D

Mamoto86

17/01/2011 14:05

Che gioco...che tempi d'oro..anche il sequel su xbox è a dir poco fantastico..

Fedeweb

17/01/2011 10:26

Gioco stupendo! acquistato all'uscita e giocato troppo!

McDohl

17/01/2011 00:43

Concordo pienamente con la tua recensione Alex, veramente ben fatta; questo titolo è superato a mio parere solo dal suo sequel per Xbox, ovvero Jet Set Radio Future!

kalunaat

17/01/2011 00:10

Grandissimo gioco...