Recensione

Freedom Fighters

Pubblicato da Alex2 20/10/2008 - 09:39

Prima di iniziare, puntualizziamo una cosa: per la prima volta dopo tanto tempo recensisco un titolo non Nintendo, quindi potrei sbagliare qualcosa (più del solito, voglio dire). Detto questo, passiamo a presentare Freedom Fighters, videogioco uscito nel 2003 per tutte le piattaforme dell'epoca, qui recensito nella sua incarnazione per GameCube. FF (no, non Final Fantasy...) è stato creato da IO Interactive, lo stesso team creatore della saga di Hitman e del più recente Kane & Lynch. Andiamo a divuentare patruoni ti monto! Appena inserito il disco di gioco un filmato in computer grafica ci istruisce rapidamente sugli eventi più importanti che fanno da antefatto alla storia del gioco, ambientato in una linea temporale parallela alla nostra, dove l'U.R.S.S. ha sganciato la bomba nucleare su Berlino - ponendo così fine alla Seconda Guerra Mondiale in uno stato di assoluto vantaggio - e poi allargando la propria influenza, ma soprattutto la propria dittatura militare, all'Europa e al Terzo Mondo. Ultimo baluardo della libertà resta, guarda un po', l'America, che comunque è destinata a venire invasa dalle truppe russe appena prendiamo il controllo di Chris, il nostro personaggio protagonista. Grazie a un colpo di fortuna però il giovane idraulico riesce a nascondersi nelle fogne, ed è lì che incontra i membri della resistenza locale: per salvare il fratello catturato dai sovietici, Chris si unisce a loro, e così inizia l'avventura. Freedom Fighters si presenta come uno sparatutto in terza persona con un'impronta più intelligente del genere "uccidi tutto quello che si muove": è vero che la maggior parte degli obiettivi delle varie missioni si completa uccidendo innanzitutto ogni soldato russo che ci si parerà di fronte, ma lo sterminio indiscriminato spesso non consente di arrivare vivi alla fine del livello. Anzi, non sono nemmeno veri e propri livelli quelli che dobbiamo affrontare: tutto parte dalla base ribelle nelle fogne, dove i compagni (ehm...) di Chris conservano munizioni, medikit e quant'altro; da lì si può osservare la situazione su una mappa e decidere quale strategia adottare, andando e tornando da una data locazione liberamente - ammesso di usare, ovviamente, i tombini. Ad esempio, può capitare di iniziare una missione in un luogo della città (New York) e di non poter proseguire perchè ostacolati da un fuoco nemico costituito da cecchini impossibili da colpire: un PNG ci informerà della presenza di un cartellone pubblicitario instabile, suggerendoci di andare in un'altra zona della città per abbattere il cartello e quindi proseguire la prima missione. Oppure distruggere l'eliporto per impedire a un elicottero di perseguitarci lungo il cammino vicino alla ferrovia. Cose così. Oltre a questa (limitata) interazione con l'ambiente, il gioco cerca di farci sentire parte di una popolazione distrutta ma ancora tenace: tra le strade tormentate della città incontreremo spesso feriti o soldati a terra, con i quali potremmo decidere di dividere qualcuno dei nostri medikit per guadagnare punti carisma (necessari per aumentare il numero di uomini che decideranno di seguirci lungo la missione) o addirittura per reclutare un altro soldato. Facendo le cose per bene ben 12 soldati si accoderanno a Chris lungo le strade di New York, rendendo la sua impresa molto più semplice; Freedom Fighters è maledettamente difficile senza aiuto, ve lo garantisco.

Conclusioni

Freedom Fighters è un buon gioco, a tratti frustrante e difficile, ma nel complesso appetibile a tutti gli appassionati di sparatutto "quasi" strategici più o meno storici (nel senso di storia alternativa in questo caso. La trama vera e propria è abbastanza scontata...). Graficamente è ben fatto, ma il suo maggiore punto di forza sta nella colonna sonora, avvolgente ed evocativa al punto giusto. Da provare.

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