Recensione

Resident evil

Pubblicato da kienzan 2/11/2007 - 10:16

Un raggelante presagio di morte, un perenne stato di turbamento che distorce le consuete facoltà cerebrali nel continuo terrore dell’ignoto. Resident Evil riporta in campo le ancestrali paure della specie umana, pone il giocatore dinnanzi al proprio recondito e sotterrato sentire e patire. Riconduce l’individuo alla propria forma archetipica, e per questo lo disorienta, insinuandolo nelle rutilanti viscere di un universo insano e allucinato. E l’utente, completamente sopraffatto, non può che arrendersi davanti alla debolezza della propria natura, che si dibatte penosamente tra volontà di proseguire e terrore per ciò che attende sogghignante dietro l’angolo. L’atmosfera cupa e spettrale rende ogni respiro teso ed incerto, ogni istante pregno di inquietudine e sgomento. E’ nelle attese, nei momenti di calma apparente che il titolo in questione rivela la sua raccapricciante natura. In quegli attimi che sembrano secoli, nella terribile certezza che qualcosa accadrà, senza sapere come e quando. Resident Evil trasuda orrore da ogni pixel. Un orrore che spiazza e destabilizza l’essere umano, ma che paradossalmente si configura come arcana esigenza, quasi come momento antitetico di un’ipotetica dialettica del conoscere, quindi imprescindibile nel percorso che porta alla piena consapevolezza della propria emozionalità. Nel progetto allucinato di Umbrella Corporation si scorge l’efferatezza umana, ogni spiegazione rassicurante viene allontanata e veniamo calati nella realtà delle cose, che vede convivere nell’uomo il bene e il male, in un’unità che sembra indissolubile. Tutto ciò che all’inizio pare inspiegabile e sovrannaturale si rivela in seguito connaturato nella quotidianità del vivere, a dispetto del carattere eccezionale degli eventi narrati. La straordinarietà della vicenda, se considerata nel più ampio contesto del dolore che attanaglia l’uomo, diviene agghiacciante metafora della condizione stessa dell’esistere: a tratti sembra quasi di avvertire, come parecchio tempo addietro qualcuno già sostenne, che il semplice fatto di nascere debba essere espiato con la morte. Resident Evil scarnifica le apparenze e coglie l’antro buio che costituisce l’emuntorio dell’emozionalità, eviscera la coscienza rivelando il malsano e putrido stagno della paura, l’inconfessabile fascino della decadenza. Inumano nella propria perversa e immonda caratterizzazione, il titolo Capcom può vantare una scenografia grandiosa, un perfetto intreccio di strutture in 3d e sfondi pre-renderizzati, che fa apparire ancor più raccapricciante l’esperienza di gioco, con ambienti e situazioni che sembrano quasi distorcersi in una spirale di corruzione e deterioramento. Un sistema di controllo non troppo semplice, ma contemporaneamente piuttosto efficace, e il taglio tipicamente cinematografico delle inquadrature, completano degnamente l’opera, rendendo la vostra avventura nella magione un’esperienza senza precedenti. Nonostante una durata piuttosto modesta e una rigiocabilità limitata, Resident Evil riesce a toccare vette di eccellenza difficilmente eguagliabili: innova enormemente il genere a cui appartiene, ma soprattutto spaventa oltremisura, si insinua nella coscienza e fa vacillare ogni certezza, levando al cielo un grido strozzato, testimone del disagio di un mondo in cui sempre più spesso le conseguenze delle nostre azioni ci sfuggono di mano. Il rendersi interpreti del disagio della civiltà, in passato, era prerogativa delle opere letterarie e cinematografiche: che sia arrivato anche per il videogioco il giorno della maturità? Il fatto che l’ideologia tecnoludica riesca a veicolare un messaggio così alto, significandolo però attraverso il proprio peculiare linguaggio, e mantenendo quindi un certo distacco e una certa indipendenza rispetto alla realtà e alle sue molteplici e usate rappresentazioni, fa ben sperare… Fiduciosi e convinti che sia questa la strada da seguire, e attendendo perciò ulteriori passi in avanti, non possiamo che gustarci questo enorme capolavoro, e consigliarvelo senza riserve

Conclusioni

Una produzione di altissimo livello, e contemporaneamente un'esperienza irripetibile da vivere con il fiato sospeso. Giocatelo a fondo, non ve ne pentirete.


Commenti

McDohl

29/10/2008 13:35

il migliore della serie per me, senza alcun dubbio! complimenti per l' ottima recensione; che titolo ragazzi! poi secondo mio parere si è raggiunti l' apice con il remake per cubo; Resident Evil Rebirth, che per me resta il miglior Resident Evil di sempre!( cavoli, meglio dell' originale sotto praticamente tutti i punti di vista!)