Recensione

Victor Vran

Pubblicato da Isma92 21/08/2017 - 17:52

Innanzitutto, chiedo immensamente scusa per il ritardo della pubblicazione di questa recensione. Tra impegni ed altro, il tempo è tiranno. Comunque sia, quel che conta è che siamo qui, pronti a parlarvi del pregevole lavoro del team bulgaro di Haemimont Games; autori di un gioco che potrebbe strizzare l'occhio all'ultimo Van Helsing, nonché a Diablo (da cui tutti prendono più o meno spunto), ma che a modo suo dispone di un buonissimo e valido carisma. Ecco a voi, Victor Vran! Action RPG piuttosto interessante, uscito in Early Access due anni fa, su Steam. Arrivato lo scorso Giugno in digital download, per PlayStation 4 ed Xbox One (versione da noi recensita). Il regno infestato e corrotto dal male Victor Vran non è solo il titolo del gioco in questione, ma anche il nome del protagonista. Un cacciatore di vampiri dall'oscuro passato, giunto a Zagoravia per porre fine alla maledizione e al caos in cui è caduta la città. Assolto per questo incarico proprio dalla regina Katarina (figura anch'essa emblematica), Victor si farà strada tra aree urbane, cimiteri, cripte e quant'altro per scacciare mostri e scoprire l'origine del male. Non mancherà qualche colpo di scena, nonché rivelazioni e dettagli sul passato di Victor. Tuttavia, niente di così eclatante o particolarmente coinvolgente. Citavo Van Helsing anche per un altro motivo, poiché il nostro eroe sembra prendere spunto proprio dal cacciatore, protagonista della pellicola omonima (tralasciando tutte le apparizioni del personaggio in questione, nonché la prima nel romanzo di Bram Stoker: Dracula), un po' sia per lo stile che per il look. A tormentare il nostro cacciatore vi sarà infine una simpatica voce, la quale un po' sbeffeggia le sue gesta (ed in automatico, anche le vostre) o semplicemente avrà sempre qualcosa da ridire (ma a volte vi sprona anche ad uccidere). Non sveleremo nulla della sua origine o identità; vi basti sapere che essa vi accompagnerà nell'avventura e vi strapperà anche qualche sorriso, quasi ricordando a Victor che ci troviamo in un videogioco. La sua risata angosciante vi resterà sicuramente impressa (indelebile) nella mente. Graficamente il titolo si difende bene, pur non essendo particolarmente pretenzioso od impeccabile. Lo stile adottato per Victor Vran è un gothic dark fantasy con delle sottili linee horror e l'art direction riesce a risultare, nel complesso, singolare ed appagante . La visuale sarà infatti a volo d'uccello, un po' per scelta stilistica, essendo chiaramente in parte ispirato nella struttura a Diablo, un po' anche per non dover osare troppo a livello tecnico. Sia chiaro, il gioco è bello ed interessante da vedere. Non mancheranno cut-scene ‒ seppur poche ‒ e "filmati", realizzati tramite artwork fissi (quindi non animati); belli e particolari, ma non espressamente ispirati od originali. In definitiva, quindi, il lavoro svolto è più che apprezzabile, seppur non manchino dei difetti, tipo qualche leggero pop up, palette di colori non sempre efficace e cali di frame sporadici (più che ingame, in situazioni particolari, come ad esempio antecedentemente all'inizio di una cutscene, o quando vien presentato un boss). Le animazioni sono abbastanza solide e di buon livello, mentre lo stesso non si può dire per il level e map design delle ambientazioni e dei dungeon. Ci troveremo ad affrontare numerose mappe e non mancheranno scorci interessanti, paesaggi ispirati e dungeon caratteristici. Tuttavia, spesso sarà avvertibile la sensazione di già visto, sia per della ripetitività di fondo che per ispirazioni esterne. Senza contare qualche sezione leggermente spoglia o comunque poco ricca dal punto di vista visivo. Stesso discorso per il character design dei mostri: il bestiario risulta alquanto privo di varietà, seppur artisticamente i nemici siano interessanti, risultano purtroppo piuttosto pochi per un gioco che cerca forse di voler mettere troppa carne a fuoco. La colonna sonora di Victor Vran, un po' come il comparto tecnico, risulta a grandi linee di buon livello con anche delle tracce davvero evocative, che donano al titolo in questione una certa atmosfera. Tuttavia, il problema sorge poiché risultano piuttosto risicate e quindi poche per tutto il contesto del gioco. Poche per cercare di essere quantomeno caratteristiche. I brani sono molto belli ed alcuni in particolare hanno scelte di composizione di un certo rilievo. Ma per quanto possano essere belli, ascoltarli in ogni situazione e in luoghi diversi, sia dal lato stilistico che per le ambientazioni in sé, il derivato totale risulta in linea di massima anonimo. Questo è un gran peccato, poiché il compositore, George Strezov, ha dimostrato gran talento ed anche tanto estro creativo; poteva sicuramente osare di più, realizzando in primis più brani, mentre il team poteva cercare di rendere più concreto il titolo, limando un pochino luoghi e dungeon ed aggiungendo eventualmente altro per allungare il brodo, qualora fosse necessario. Per quanto riguarda invece gli effetti sonori, non vi sono particolari note di merito. Tutto di buona fattura, ma senza chissà quali picchi di rilievo. Nota di merito invece per il doppiaggio inglese, il quale risulta veramente notevole ed interessante. Le voci sono tutte azzeccate e, udite udite, Victor è doppiato da colui che ha dato la voce a Geralt di Rivia. Ciononostante, il lavoro migliore di doppiaggio appartiene all'entità misteriosa; la voce che sente solo Victor (ed il giocatore). Si va a caccia! Come dicevamo nelle battute iniziali, Victor Vran è un Action RPG che richiama per struttura e stile di gioco il capolavoro di Blizzard Eintertainment, ma allo stesso tempo riesce a garantire un'identità tutta sua, derivante dal suo setting incentrato più sull'action e sulla narrativa che non sul farming puro e potenziamento del personaggio esclusivo. Il nostro cacciatore, oltre a muoversi e combattere (ovviamente), potrà avvalersi di un comando per la schivata ed un altro per il salto. Salto che risulterà utile spesso e volentieri per trovare passaggi segreti o per proseguire nell'avventura, poiché Victor potrà anche balzare sulle pareti. Prima di iniziare, potrete scegliere una sorta di classe, ma ciò non influirà sulle armi che potrà equipaggiare il protagonista, bensì su alcuni rispettivi benefici. A seconda della scelta, vi saranno pro e contro nelle skill. Infatti, Victor potrà non solo equipaggiare diverse armi, tra cui pesanti, da fuoco, leggere e così via, ma anche equipaggiarne due alla volta (dopo aver raggiunto un certo livello nel gioco). Tutto questo, offrirà quindi un pizzico di strategia ai combattimenti, poiché, specie in non pochi casi particolari, buttarsi a capofitto a mo' di button mashing, non servirà ad altro, senonché morire. Schivare precisamente gli attacchi nemici ed usare le armi giuste risulterà fondamentale, specie nelle battute avanzate del gioco. Ogni arma avrà inoltre delle tecniche speciali, ma una volta utilizzate, esse risulteranno riutilizzabili solo dopo un rispettivo periodo di tempo (che varia da pochi secondi ad una bella manciata). Le armi sono davvero molteplici e donano da questo punto di vista una varietà incredibile, ma forse se ne ottengono fin troppe, rendendo un po' confusionario il menù (che di suo comunque non risulta impeccabile). In ogni caso, la varietà è tanta e pur potendo equipaggiarne due, il giocatore si troverà sempre nella condizione di cambiare armi o perlomeno quella secondaria. Non mancherà ovviamente l'accoppiata vincente, ossia quelle che, sempre in base alle esigenze, il giocatore utilizzerà più di tutte le altre. Vi saranno inoltre delle abilità attivabili tramite la barra della Rabbia, utili per recuperare energia vitale, incrementare la difesa o per effettuare degli attacchi magici. Le abilità in questione vengono denominate nel gioco come poteri demoniaci e sappiate che vi ritorneranno utili più di quanto possiate credere. Ultime, ma non per ultime, ci saranno pozioni e bombe di vario tipo, anch'esse riutilizzabili poi dopo un periodo di tempo preciso. Soprattutto per le pozioni, calcolare il momento in cui utilizzarle è di vitale importanza, poiché una volta usata un'unità dovrete poi aspettare per poterne utilizzare un'altra. Il sistema di crescita di Victor consiste nel classico Level Up, raggiunto una volta ottenuta EXP a sufficienza per il passaggio al livello successivo. Ad ogni livello corrisponde un incremento di alcune abilità e "doni" vari; mentre, tramite il sistema Carte del Destino, è possibile potenziarne svariate in maniera passiva, a seconda delle esigenze del giocatore. l'Action RPG di Haemimont Games si suddivide in varie aree che a loro volta fungono da HUB per l'accesso ai rispettivi dungeon. L'HUB principale, però, risulta il Castello di Zagoravia, luogo dal quale possiamo parlare con i pochi personaggi presenti nel gioco, acquistare prodotti e conservare armi, oggetti vari e le carte del destino, nonché per sfruttare la transmutazione, feature attivabile una volta raggiunto il livello 16. Questa funzione che funge come una sorta di crafting serve per potenziare o creare delle armi attraverso altre ed oggetti vari, ma anche per creare dei colori per il vestiario di Victor. Tornando al castello, è da qui che si accede alla mappa del gioco, in modo tale da selezionare le varie aree. Ovviamente, non è possibile andare in un punto lontano se prima non si è fatta la rispettiva strada attraverso i vari livelli. La quest principale del gioco risulta comunque alquanto lineare, infatti non bisognerà far altro che seguire l'obiettivo corrispondente e muoversi da area ad area e da dungeon a dungeon e tornare al castello di tanto in tanto per "aggiornamenti". Non mancheranno missioni secondarie, ma più che missioni, andrebbero meglio definite come condizioni speciali, siccome sono delle vere e proprie condizioni da superare, per rispettare i vari obiettivi; sempre cinque in tutto, in qualsiasi area o dungeon. Sebbene ci sia comunque della varietà in queste condizioni speciali, alla lunga non fanno altro che essere delle aggiunte mere ad allungare il brodo e null'altro, senza arricchire particolarmente l'esperienza o renderla quantomeno più profonda. Chiaro che in un gioco con meccaniche da RPG ed un level up, recarsi in dungeon facoltativi e superare le varie missioni secondarie risulti utile per incrementare l'EXP e quindi salire di livello, potenziandosi maggiormente. Ciò però non toglie che vi sia una certa ripetitività di fondo ed una ridondanza piuttosto marcata e nauseante. Questo perché i cinque obiettivi, per quanto diversi, saranno comunque sempre simili tra le varie aree e dungeon, e gli stessi dungeon facoltativi non offrono nulla di diverso. Simpatici risultano invece i malocchi, attivabili e disattivabili a piacimento (non nella modalità Hard). Essi, in pratica, consistono in benefit per i nemici (tipo maggior potenza, rigenerazione e così via) e deficit per Victor, oltre ad uno che fa apparire più campioni (le versioni più potenti dei vari mostri standard). Come cosa in sé risulta interessante, ma comunque una semplice caratteristica in più, tra l'altro facoltativa in modalità Normal. Purtroppo, il gioco tende quindi ad essere un "vai, ammazza e torna" con delle piccole fasi esplorative e qualche forziere e passaggio segreto da trovare, ma null'altro di particolarmente appagante ed avvincente. Pertanto, se nelle prime ore vi è della carica per ciò che il titolo offre e per scoprire tutto ciò che esso mette a disposizione, dopo un po' non è difficile che possiate essere un pochino assuefatti dal tutto. In ogni caso, il gioco potrebbe magari risultare comunque meno noioso e più appagante se giocato in multiplayer nella modalità cooperativa, online fino a quattro giocatori e in locale, in due. Purtroppo non abbiamo potuto testare nessuna delle due modalità e quindi non possiamo analizzarle in sede di recensione. In definitiva, quindi, Victor Vran è un titolo interessante e che mette però forse fin troppa carne a fuoco, pretendendo più del necessario ed allungando il brodo più del dovuto. Sebbene per fare tutto i completisti troveranno pane per i loro denti, è pur vero che riusciranno a non annoiarsi prima? Le cose da fare sono sì anche tante, considerando l'offerta complessiva del titolo, ma non incisive. Dal menù principale sarà inoltre possibile accedere ai DLC del gioco che offrono qualcosina in più al content complessivo. Il titolo tutto sommato è divertente, ma se fosse stato gestito nel migliore dei modi, avrebbe di sicuro potuto offrire un'esperienza di gioco ancor più galvanizzante e profonda e ne avremmo giovato tutti. Ma come si suol dire... va bene anche così.

Conclusioni

Questo titolo paga purtroppo lo scotto di essere forse fin troppo pretenzioso, osando meno dove dovuto e troppo dove invece non era necessario. Musicalmente poteva inoltre offrire qualcosa in più, ma evidentemente serviva più sintonia tra il composer ed il resto del team.
Il problema di Victor Vrain non è tanto quindi nelle sue meccaniche di gioco e nel suo gameplay, poiché infatti risulta anche piuttosto solido (tralasciando la poca varietà dei mostri). Il grattacapo sorge nella struttura stessa, la quale tende alla monotonia. Può essere divertente all'inizio esplorare dungeon e location sconfiggendo orde di nemici, cercando forzieri segreti e provando a superare le diverse condizioni speciali. Alla lunga, però, tutto ciò diventa piuttosto ridondante e ripetitivo. Bastava probabilmente porre più attenzione sui contenuti ed offrire magari anche meno dungeon e luoghi da esplorare, ma con più situazioni e varietà di gioco.
In definitiva, il lavoro svolto dai ragazzi di Haemimont Games è comunque molto apprezzabile, poiché non risulta particolarmente complesso ed è alla portata di tutti. Un pizzico di attenzione in più e meno ripetitività avrebbero sicuramente giovato all'opera, potendola rendere un potenziale giocone. Anche così resta un titolo modesto e divertente, seppur alla lunga possa, purtroppo, stancare un pochino. Un consiglio potrebbe essere quello di gustarselo in piccole dosi per accusare meno la ripetitività generale, ma ciò non risolverà comunque i piccoli difetti di cui si avvale. Bisogna comunque fare un plauso al team bulgaro, poiché non era facile realizzare un Action RPG Diablo oriented nella struttura, senza finire in un triste e banale copia-incolla ed offrendo nel complesso un prodotto interessante e con del carisma.
Infine, ne approfitto per chiedere ancora scusa per il ritardo della pubblicazione, sperando che almeno il lavoro sia stato gradito.


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