Recensione

Dragon Ball Fusions

Pubblicato da RaffyMayCry 24/02/2017 - 20:20

Dragon Ball è diventata una pietra miliare per quanto riguarda i manga, gli anime e anche dal punto di vista video ludico ha una bella fetta di storia. L’opera di Akira Toriyama ha fatto sognare generazioni intere e, da 30 anni a questa parte, tutti conoscono le avventure di Goku & co. Sin dai tempi del NES, fino alle nuove console, si può dire che Dragon Ball è stato soggetto a cambi di ogni genere, dal JRPG, al picchiaduro a scorrimento, allo strategico fino ad arrivare allo stra-utilizzato picchiaduro a incontri. C’era bisogno di qualcosa di nuovo, e per trovarlo bisognava tornare alle origini e Dragon Ball Fusions prometteva proprio questo, il ché creò molto interesse tra i fan, stanchi dei soliti giochi fotocopia. Faremo la conoscenza di due nuovi guerrieri, Tekka e Pinich, che dopo aver finalmente raccolto tutte le sette sfere del drago, per evocare Shenron e realizzare il loro più grande desiderio: quello di indire il più grande Torneo di Arti Marziali mai organizzato. Tuttavia, dopo lo svanire del leggendario drago e la conseguente dispersione delle sfere, alle loro spalle si apre uno strano portale che li trascina al suo interno senza alcuna via di scampo. Il mondo in cui si risveglieranno sarà molto famigliare per noi giocatori e vedrà convergere tutti i luoghi principali della Terra e degli altri pianeti apparsi nella saga. Grazie all’aiuto di Bulma, e delle sue invenzioni, Tekka e Pinich inizieranno a girovagare e allenarsi in vista del grande torneo, affrontando sia vecchie conoscenze che nuovi lottatori pronti a dare il meglio, per dimostrare chi è realmente il più forte. Prima dell’inizio dell’avventura, saremo liberi di personalizzare Tekka, partendo dal cambiargli il nome e scegliere la razza che più ci piace troveremo gli Umani, i Saiyan, i Namecciani, gli Alieni e gli Oltranei (gli dei in pratica). Ogni razza avrà delle caratteristiche diverse che andranno a formare le nostre statistiche. Prima di iniziare ad esplorare il mondo di gioco e affrontare i vari avversari, incontreremo Nappa e Raditz che ci illustreranno i rudimenti delle battaglie (il tutorial insomma), facendoci scegliere una delle tre categorie da assegnare al nostro personaggio, scegliendo fra Tecnica, Potenza e Velocità, che avranno un classico funzionamento in stile carta-sasso-forbici nel corso dei combattimenti. Una volta liberi di volare in lungo e in largo tra i vari livelli dei mondi fusi insieme faremo la conoscenza di nuovi alleati e ostici avversari, passeremo da missioni principali, per portare avanti la trama di gioco, a side-mission che ci verranno assegnate da personaggi celebri della serie o da NPC. A queste si aggiungerà anche tanto free roaming dove, a nostro piacimento potremo esplorare da cima a fondo i particolari scenari per conversare con i personaggi e cimentarci in svariati combattimenti contro i nemici randomici utili per accumulare esperienza, sbloccare personaggi o mosse speciali, e soprattutto alcune particolari sfere del potere. Per proseguire in altri mondi e distruggere i campi di forza che si pareranno davanti sarà necessario accumulare più energia possibile, combattendo, portando a termine missioni oppure reclutando più membri possibile. Difatti il loro numero influirà sulla quantità massima di energia che potremo accumulare: ogni razza è collegata a un tipo di Energia, alla quale è collegato un colore, lo stesso delle razze presenti nel gioco. Per esempio, per aumentare l’energia Verde, dovremo reclutare più personaggi di razza Namecciana. Per la prima volta il grinding non si limiterà all’aumento delle statistiche dei nostri personaggi, ma anche all’avanzamento della storia o allo sbloccare nuove aree da esplorare. Quando si passa all’azione vera e propria, è possibile controllare fino a cinque personaggi in uno spazio circolare in 2D, gli attacchi si decidono in ordine seguendo una sorta di ATB che scorre in basso allo schermo. Appena arriverà il turno di uno dei nostri potremo compiere tre tipi di attacchi, attacchi fisici, di tipo aura o mosse speciali, oppure caricare l'aura o tentare la fuga. Negli attacchi fisici si può attaccare da otto direzioni diverse usando l'analogico: l'avversario ha la possibilità di tentare di azzeccare la direzione dell'attacco per eseguire una parata, ma se si pone dal lato opposto sarà colpito in pieno con conseguenti danni maggiori. Gli attacchi d’aura non offrono questo tipo di meccanismo d'interazione, ma generalmente infliggono meno danni dove è possibile posizionare i propri personaggi. Tale posizionamento risulta essere molto importante in numerosi modi. Per esempio, quando si attaccherà un nemico vicino all’area dei nostri alleati, questi ultimi attaccheranno in automatico il nemico creando danno extra, stessa discorso vale quando si lanceranno gli attacchi in mischia, sarà possibile creare una catena di attacchi e colpire tutti gli avversari contemporaneamente. Quando si utilizzano i colpi di Ki o mosse speciali, invece, si potrà decidere di colpire più nemici in una linea retta o colpire una determinata area. E’ anche possibile buttare fuori l’avversario dall’arena provocandogli danni aggiuntivi e far perdere il turno, questo può colpire anche nemici vicini, in modo tale da agevolare la tattica e agevolare lo svolgere dell’incontro a nostro favore. Una volta compiuto abbastanza attacchi, o subito dei danni, si riempirà la Ultra-Bar che ci permetterà di utilizzare gli Attacchi Zenkai e la devastante Ultrafusion. Gli Attacchi Zenkai saranno utili al fine di ricaricare l’Aura, che potrà poi essere spesa per utilizzare una delle nostre mosse speciali, e molto importanti per far unire al nostro gruppo nuovi combattenti. L’attacco non è molto potente ma grazie alla completa libertà d’azione potremmo colpire il nostro avversario fino allo scadere del tempo a nostra disposizione – 10 secondi al massimo – e concludere tutto con una mossa speciale. Se sotto la barra salute del nemico sarà presente una stellina, e se sconfitto dal nostro attacco Zenkai, esso potrà essere reclutato e aggiunto successivamente alla nostra squadra. Insomma potremmo utilizzare questo attacco come “prova di forza” contro chi crede di essere più forte di noi. L’Ultrafusion è una fusione che richiede tutti e cinque i membri del nostro party per essere effettuata, dopo aver riempito metà o tutta la Ultra-bar, a differenza della normale Fusion, utilizzata all’inizio solo da Goten e Trunks, e la Ex-Fusion utilizzabile solo dopo aver ottenuto il Metamo-Ring, la Ultrafusion creerà un super guerriero con l’aspetto fisico del combattente dipenderà principalmente dalla razza del personaggio con cui l’avremo selezionata, presentando però anche qualche richiamo agli altri quattro. La sua durata sarà limitatissima e si concentrerà principalmente in una serie di attacchi normali fino allo scadere del timer, concludendo automaticamente con una spettacolare mossa finale. Purtroppo le fusioni, che dovevano essere il marchio di fabbrica del gioco, non sono così infinite come Bandai-Namco voleva farci credere. Come detto in precedenza, le Ex-Fusion verranno introdotte a gioco inoltrato e, sebbene le fusioni da poter effettuare con questa tecnica sono veramente tantissime, è valida solo per alcuni personaggi, fatta eccezione per il nostro avatar, non si potranno proprio fondere con chiunque vogliamo, ma ciascuno di questi avrà da uno a quattro combattenti ben precisi con cui potersi unire, rendendo il tutto relativamente obbligato o quasi. Tutto questo ha senso se si pensa che lo sviluppo di tutte le fusioni di tutti i personaggi del gioco avrebbe richiesto uno sviluppo molto più lungo. Nonostante tutte queste caratteristiche interessanti e combattimenti tattici molto ben strutturati, che si discostano dai soliti giochi di Dragon Ball visti fino ad oggi, alcuni aspetti potevano essere gestiti in maniera migliore. Prima di tutto i combattimenti, alla lunga risultano ripetitivi e frustranti, questo dovuto alla presenza delle cut-scene dei colpi e delle fusioni che portano via tanto tempo, sarebbe stato meglio avere la possibilità di disattivarle. Il cast dei personaggi è davvero infinito e per formare la nostra squadra c’è davvero l’imbarazzo della scelta. Tutto molto bello, se solo non ci fosse il problema che per recuperarli tutti è stato implementato un sistema di sfere di energia, che si possono ottenere solo reclutando vari tipi di guerrieri. Il reclutamento poi è affidato alla nostra discrezione, ma per ottenere più sfere e progredire con la storia, bisogna reclutare molti personaggi che alla lunga risulteranno inutili o fotocopia. Sicuramente capiterà, nelle prime fasi di gioco di reclutare un alleato di livello molto superiore agli standard dell’arena che stiamo esplorando, e inserito nel party, questo sbilanci molto lo svolgere degli scontri a nostro favore, rovinando l’esperienza e facilitando di molto il gioco, facendo perdere il fascino tattico degli scontri. Forse un sistema di blocco e successivo sblocco dei personaggi reclutati, una volta raggiunti determinati livelli, sarebbe stato molto gradito. Dal lato tecnico, Dragon Ball Fusion gira alla grande sul New 3DS. Gli ambienti 3D sono vasti, parecchio definiti e dettagliati dovuti, anche, all’assenza del 3D stereoscopico, la quale non si fa di certo sentire. Lo stile dei deformed dei personaggi è azzeccatissimo e in linea con lo spirito divertente e spensierato del gioco. Per quanto riguarda la longevità, il gioco terrà impegnati per parecchio nella lunga modalità avventura, ed una volta terminata questa ci si potrà lanciare in battaglie multiplayer in locale oppure online.

Conclusioni

Tirando le somme, Dragon Ball Fusions ha tantissime nuove idee interessanti che potevano essere sfruttate molto meglio. Bandai-Namco è finalmente riuscita a spezzare la monotonia dei giochi ispirati a Dragon Ball tornado al JRPG che si sposa benissimo con l’universo creato dal maestro Toriyama. Il gioco strizza l’occhio a classici del genere come Pokémon, per via del gran numero di personaggi che è possibile “catturare”, tramite un bel sistema di reclutamento dei guerrieri, e una strizzatina d’occhio anche a giochi come Fire Emblem, dal punto di vista tattico dei combattimenti. Poi la grande quantità di fusioni presenti nel gioco farà la gioia dei fan più accaniti e la possibilità di rendere reali fusioni tra personaggi che non lo farebbero mai. Detto questo, il team di sviluppo Ganbarion è stato in grado di creare un titolo che potrà piacere a una vasta fetta di pubblico, appassionato e non.


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