Recensione

The Last Guardian

Pubblicato da longx 3/02/2017 - 09:30

L'IMMENSA FATICA DI UEDA è ORA NELLE NOSTRE MANI. Come da titolo finalmente l'opera del maestro Ueda, ideata all'inizio per PlayStation 2, presentata per PlayStation 3 nel 2009 dopo un lunghissimo silenzio è approdata sulla semi nuova piattaforma Sony (PlayStation 4). Inutile descrivere l'incredibile esulto e giubilo dei milioni di fan che aspettavano dagli arbori di piazzare le proprie zampe sul terzo capitolo della magica saga che ha caratterizzato ed incantato la generazione della PS2 con capolavori del calibro di ''ICO'' e ''Shadow Of The Colossus'' oltre ad un'altra fetta di videogiocatori che venne a conoscenza di The Last Guardian non tanto dal gioco in se per se, ma dalla snervante attesa dei fan che fece di questo titolo una leggenda quasi in arrivabile. Vorrei ricordare inoltre che molti avevano perso le speranze nel vedere l'opera sugli scaffali, addirittura molti sostenevano che il gioco nemmeno fosse stato in programma, ma che fosse solo una mossa da parte di ''Sony Computer Entertainment'' di promuovere la potenza della loro (all'epoca nuovissima) console PS3. Ebbene, ora che il gioco è entrato nelle nostre vite possiamo dedicare del nostro tempo per parlarne. PARADOSSO TECNICO: L'attuale generazione di console è proiettata verso la qualità grafica, e purtroppo (almeno per chi come me ama le emozioni) sembra che non ci si voglia più focalizzare sulla narrazione e/o sceneggiatura delle opere proposte, d'altronde anche l'occhio vuole la sua parte, tuttavia mi sento di dire che nonostante un titolo come The Last Guardian nasca con uno sviluppo vecchio di decenni sul groppone, e quindi con un po' di ''muschio'' addosso, rimanga comunque un gioco godibile anche ora, e per le tematiche che tratta, estremamente attuale. I limiti tecnici si notano, e purtroppo tra cali di frame in zone dove a schermo le animazioni e dettagli grafici sono molto presenti, telecamere lente e non molto precise mandano un po in confusione il giocatore che magari in un gioco uscito nel 2016 e dopo nove anni di agonizzate sviluppo, si aspetta un diverso approccio a livello di tecnica nel gameplay. Nonostante i limiti di telecamere e cali di frame rate, c'è un altro punto molto discusso dagli utenti, ossia la resa grafica, The Last Guardian, come detto sopra purtroppo è un gioco che ha i suoi anni ed il suo comparto grafico sembra essere rimasto un pò a quelli che erano gli standard di qualche anno fà, sinceramente però credo che questo non sia un male, il comparto grafico riesce a donare degli scorci ambientali, delle illuminazioni e dei paesaggi di una bellezza unica, che raramente si riescono a scorgere negli attuali giochi, senza contare il piumaggio ed il modello di ''Trico'' (La creatura che ci accompagnerà nella nostra avventura) che vi lascerà senza fiato, sopratutto negli scenari all'aperto, dove il sole si infrange nel suo mantello e dove ogni piuma è animata a se stante, davvero impressionante. Allora perché ''Paradosso Tecnico''? Beh, molto semplice, perché nonostante i suoi problemi (non da poco) riesce ad essere un titolo di tutto rispetto, e sicuramente soddisfacente nei confronti delle aspettative. NARRAZIONE ED INTERAZIONE: Come abbiamo già visto nei due titoli di Ueda usciti precedentemente su PlayStation 2, anche The Last Guardian presenta un modo di narrare la sua storia molto delicato, l'idea che si ha durante tutto il gameplay, è che ogni sasso, ogni specchio, ogni mattone ed ogni torre di quella fortezza abbia una vera e propria storia, e che in quel preciso istante il giocatore la stia ripercorrendo nella sua avventura; l'unica cosa che davvero differisce in tal senso rispetto alle precedenti opere è che in questo capitolo c'è un narratore esterno, che dai primi momenti scopriamo essere lo stesso protagonista oramai adulto che ci racconterà le vicende da lui vissute e le emozioni provate in tempo reale al gameplay. A rendere più interattiva la narrazione l'intelligenza artificiale di ''Trico'' ricopre un ruolo fondamentale nel corso del gioco, con tutta franchezza non ho nessun timore nel dire che sembra in tutto e per tutto ''vivo'' e reale, questo grazie alle curatissime animazioni che gli sviluppatori hanno apportato all'animale, oltre ad un sistema di intelligenza artificiale a parer mio mai vista prima, che danno un'incredibile realismo al tutto. Il protagonista nel corso della storia dovrà chiedere aiuto a Trico per superare enigmi e raggiungere posti che altrimenti sarebbero inaccessibili, e con esso instaurerà un rapporto sempre piu profondo, che porterà il giocatore non solo ad innamorarsi della bestia, ma ad approcciarsi in maniera sempre più significativa con la trama. Il gioco è costellato di enigmi ed attraverso questi nei protagonisti si scorge rabbia, paura, sconforto e gioia, questo dà un che di poetico al tutto in quanto il titolo riesce ad immergere ed ad affezionare il giocatore sin dai primi minuti sino alla fine del viaggio che i due percorreranno. Oltre a questo a fare da contorno ci sono dei piccoli accorgimenti che rendono questo gioco un'opera prettamente artistica, dalla vibrazione del Dualshock 4 ad ogni passo di Trico, alle carinerie che il protagonista farà all'animale per calmarlo durante i combattimenti con i nemici, sino alle ambientazioni incredibilmente funzionanti che saranno in alcuni casi parti stesse degli enigmi o soluzione. Non mancano di certo i misteri in The Last Guardian, infatti la narrazione sembra rimandare dei collegamenti ai suoi due predecessori (con questo non voglio dire che sia direttamente collegato e quindi non giocabile se non si ha giocato gli altri) e pone dei dubbi nel giocatore su quando cronologicamente la storia viene narrata rispetto agli altri due titoli, e se ne ha una concreta congiunzione. Insomma The Last Guardian è un viaggio che va percorso godendoselo in ogni particolare, ove i difetti vengono definiti come valore aggiunto, ove la poesia fà da padrona e il tempo sembra sussurrarci cosa era il passato del videogame in un mix di nostalgia ed innovazione.

Conclusioni

Mio malgrado mi sento di non consigliare questo titolo ad un utente che si basa soprattutto sul casual gaming, non di certo sconsiglio un avvicinamento od un interesse, ma di certo l'eventualità che il gioco non venga apprezzato da una buona fetta di videogiocatori è reale, perciò consiglio un approccio molto lento al titolo ed analizzare fino in fondo se un'esperienza come quella che offre The Last Guardian può andare a soddisfare le esigenze richieste dallo specifico utente. Ricordo che The Last Guardian è disponibile in esclusiva per PlayStation 4 dal 7/12/2016 ed è possibile acquistarlo in tre versioni differenti: VERSIONE BASE: Gioco e confezione standard VERSIONE DELUXE: Gioco, tema dinamico per PS4 e SteelBook da collezione COLLECTOR'S EDITION: ArtBook, Gioco in SteelBook, stickers, Diorama di Trico, Colonna sonora scaricabile e tema dinamico per PS4


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