Recensione

Final Fantay XV

Pubblicato da Isma92 24/12/2016 - 05:01

Eccoci qua! L'attesa è finalmente giunta al termine! Ci siam presi tutto il tempo necessario per scrivere questa recensione. Il codice non è arrivato prima del day one, ed anche per questo motivo non siamo in anticipo coi tempi; purtroppo ci son stati anche impegni e contrattempi personali che hanno allungato il periodo per la pubblicazione di questo articolo (giusto giusto per la vigilia di Natale... qual miglior regalo da parte nostra?). Ma siamo qui, pronti per analizzare a dovere l'ultimo capitolo della Fantasia Finale, creata quasi trent'anni or sono dal maestro Hironobu Sakaguchi, giunta ormai al quindicesimo appuntamento (esclusi quindi vari spin off e seguiti di episodi appositi). Dieci anni... sembra ieri quando venne annunciato l'allora Final Fantasy Versus XIII, il primo progetto capitanato da Tetsuya Nomura, prima che tutto cambiasse e la palla passasse nelle mani dell'attuale director del gioco,Hajime Tabata e che da Versus XIII diventasse direttamente Final Fantasy XV. Ma quando i giochi subiscono sviluppi travagliati e duraturi come questo, è sempre difficile riuscire a c'entrare tutti i bersagli. Troppe cose in ballo, troppi cambiamenti ed altrettanti tagli, nonché tempi e scadenze da rispettare e purtroppo non si riescono a far rispecchiare le alte aspettative, che nascono dalla lunga attesa e dall'enorme hype scaturito dalla stessa. Final Fantasy XV non è da meno, infatti quello che abbiamo tra le mani non è il capolavoro preannunciato e tanto desiderato dai fan del brand, premettendo che la saga abbia ormai preso comunque un cambio di rotta effettivo (pertanto poi sta al videogiocatore/fan se accettare o meno il cambiamento). Infatti, man mano, dai turni si è passati all'imminente Action RPG puro... ma molto più action che non RPG (nel battle system almeno, non tanto nella struttura di gioco e nel sistema di sviluppo dei personaggi). In ogni caso, la serie, dopo la dipartita di Sakaguchi da quella che all'epoca era Square e dopo il IX fantastico episodio (non diretto ma concepito e curato da lui), aveva perso un po' di smalto coi capitoli successivi, per l'appunto amati ed odiati dal fandom e dai videogiocatori, segno che comunque alti e bassi ci siano stati. Infatti, ora non vogliamo soffermarci sugli altri episodi, bensì vogliam parlare del potenziale non totalmente espresso da questo Final Fantasy XV, e di come sia allo stesso tempo la rinascita del brand, un nuovo punto di origine da cui ripartire... Un nuovo inizio per un futuro roseo, per far tornare a risplendere di luce propria questa gloriosa saga che aveva bisogno di evolversi e di dare una ventata d'aria fresca al tutto. Fatte le dovute premesse, direi quindi che siam pronti per partire con questo viaggio... Il viaggio del principe Noctis alla riscoperta di sé stesso e dell'accettazione dei propri compiti e del proprio destino. Il matrimonio che vorrei L'incipit narrativo alla base di Final Fantasy XV è molto semplice: a causa dei conflitti tra il regno di Lucis e l'impero di Niflheim, per cercare un accordo e vivere un periodo di pace, si decide di far sposare i due contendenti ai rispettivi troni, ovvero il principe Noctis Lucis Caelum con la nobile e bella Lunafreya Nox Fleuret, chiamata anche Luna (il personaggio che ha sostituito quello di Stella, cancellato tempo dopo l'annuncio). Noctis partirà quindi con i suoi tre amici fidati, Gladiolus Amicitia (abbreviato in Gladio), Ignis Scientia e Prompto Argentum. Tuttavia, qualcosa andrà storto durante il viaggio per raggiungere il luogo della cerimonia, infatti l'impero penserà bene di tradire il regno di Lucis ed assalirlo, conquistando così il Cristallo. Non sarà dunque facile raggiungere Luna ed il compito del principe si tramuterà in ben altro che un semplice matrimonio. Ci sarà infatti un regno da riconquistare, seppur ovviamente man mano sarà l'intero mondo ad essere in pericolo per una minaccia ancora più grande e non mancheranno epici momenti, colpi di scena toccanti, ma anche molte scelte discutibili e buchi di trama abnormi, senza contare personaggi non approfonditi al meglio ed alcune situazioni poco chiare. Tra l'altro è anche consigliabile la visione del film Kingslaive: Final Fantasy XV e l'anime Brotherhood: Final Fantasy XV, per far sì che sia più chiara la comprensione della trama del gioco, anche se ciò non basterà per colmare alcune lacune evidenti, dovute sicuramente al passaggio del testimone ed al cambio di rotta da Versus XIII a Final Fantasy XV, allo sviluppo travagliato (che ha avuto anche un impatto ludicamente parlando, purtroppo) e a tutto il resto. Pertanto, non sarà il motivo del viaggio a lasciare il segno, seppur il finale sia davvero di grande impatto (a quanto pare Tabata ha mantenuto la parola), bensì il cammino che percorreremo con Noctis e compagni sino ai titoli di coda. Perché sì, noi ci affezioneremo a questi quattro ragazzi! Un gruppo di amici fantastico e caratterizzato in maniera certosina, dove ogni dialogo non è lasciato lì al caso; dove ogni momento sa essere toccante e non mancheranno battibecchi, consigli, strigliate da parte di tutti, perché ognuno di loro ha la propria personalità, il proprio modo di reagire e di affrontare le situazioni. Noctis sarà il giovane che non riesce ad accettare il suo destino, ponendosi mille problemi e dubbi esistenziali, ma ci sarà Gladio che appunto, tutto d'un pezzo, ricorderà al nostro eroe chi è, senza fargli mancare ramanzine e cazziatoni. Poi abbiamo Ignis, il tipo riflessivo, colui che vede tutto da un'altra prospettiva (per chi ha finito il gioco, questa suonerà come una pessima battuta; capirete...) ed infine, Prompto, il più spensierato del gruppo e quello che cerca sempre di portare allegria nello stesso, ma pure lui avrà dei retroscena interessanti, come ognuno di loro, d'altronde. Fortissimo comunque quando in sella al Chocobo fa stronzate o quando canticchia la Victory Fanfare al termine di qualche scontro. Ma non saranno da meno gli altri, come battutacce di Gladio sulle dimensioni del membro di Noctis durante la pesca e quant'altro. Oppure Ignis, che si preoccupa sempre di tutto e delle guide notturne e che avrà il ruolo di padre e/o fratello maggiore. Ed è proprio perché abbiamo un gruppo così affiatato che tutta l'avventura di Final Fantasy XV ci risulterà più bella ed avvincente di quello che comunque già è di suo (con i suoi alti e bassi, sia chiaro). Non per altro, infatti, con personaggi di calibro inferiore non è difficile escludere che buona parte del gioco fosse potuta risultare un pochino più noiosa. Invece, tra una missione principale, una caccia, una secondaria ed un giro in macchina, nonché i vari combattimenti, avremo questo gruppo di amici, vivo, e che coi loro dialoghi ed i loro momenti ci renderanno il tutto meno pesante e più leggero, ma soprattutto ci faranno vivere tutta l'avventura con un impatto diverso, con emozioni e sensazioni differenti (nonché con tanto divertimento), perché un dialogo toccante lo ascolteremo e leggeremo in tutt'altro modo, facendoci affezionare sempre più a loro. Consigliato il doppiaggio JAP; l'enfasi data raggiunge tutt'altri livelli!

Ogni momento è buono per una bella chiacchierata... i personaggi hanno un legame unico ed ogni occasione è assolutamente verosimile e di gran spessore
Il continente di Eos e le sue meraviglie Parlare del mondo di gioco di Final Fantasy XV, dell'art direction e del comparto tecnico in generale, non è assai facile, perché forse è ciò che ha subito maggiormente l'impatto dello sviluppo travagliato. Il nuovo capitolo della saga è ambientato in un mondo reale, non per altro i nostri protagonisti per spostarsi utilizzeranno la Regalia, la macchina di famiglia Lucis, oltre ai sempre presenti Chocobo (che non mancheranno infatti in questo nuovo episodio, insieme all'immancabile Cid e al mitico duo di Biggs e Wedge, marchi di fabbrica di Final Fantasy). Non mancheranno ovviamente elementi fantasy, caratteristici della saga, ma in linea massima il mondo di gioco sarà perlopiù realistico. Si tratta però di un open world strano, nel senso che è open world solo nelle regioni di Leide, Cleigne e Duscae, dove appunto avremo un vasto territorio da esplorare, tante missioni secondarie da svolgere e quant'altro. Non per altro, il gioco si suddivide per i primi 8 capitoli in questa parte del continente, finché dal capitolo 9 con l'arrivo ad Altissia, la città più bella mai vista in un Final Fantasy, lo scorrimento del gioco e delle location sarà molto lineare (per la cronaca, la stessa Altissia non è completamente esplorabile). Tuttavia, il problema non è nemmeno poi tanto questo. La parte lineare del gioco alla fin fine non dà grossi problemi ed anzi è stata la scelta più saggia per dar maggior spazio alla narrazione. Quello che lascia dunque con l'amaro in bocca è questo mondo che non si può esplorare totalmente, nonché la presenza di non pochi muri invisibili. Sì, avete letto bene... muri invisibili. In un gioco di questo calibro, ma soprattutto in un open world, non è del tutto accettabile la loro presenza. Ricordo che l'anno scorso la critica lamentò tanto la presenza degli stessi in Devil's Third, un gioco in cui tutto sommato non provocano chissà quale fastidio, eppure fu uno dei tanti motivi per criticarlo. Però sia chiaro, in linea massima in questo nuovo Final Fantasy non sono del tutto un problema, alla fine. Peccato, però, che in molti punti siano del tutto assurdi ed implicano dover fare giri enormi solo perché magari non si può superare una piccolissima altezza. E questo vale in una miriade di casi (poi però ci sono le proiezioni tattiche... e ne parleremo a breve). Ciò è snervante perché spesso, magari in sella al chocobo, si fa un salto per superare una piccola roccia, senza poterla superare e questo vale per moltissime altre cose. E la cosa è buffa anche perché stiamo parlando di un open world che però a quanto pare tanto open non è. Altra nota stonata, dovuta al motore grafico, Luminous Engine, che ricordiamo sia stato creato appositamente per questo gioco, è il fatto che ci troviamo una cura per i dettagli mostruosa, texture di altissimo livello, effetti di luce e di illuminazione di gran rilievo, solo che dalla lunga distanza e dall'alto mostra tutti i suoi limiti. Detto ciò, parliamo comunque di un gioco con belle animazioni (l'unica cosa che non mi spiego è il modo in cui corrono i protagonisti...), un framerate abbastanza stabile (seppur a volte ci siano dei cali in situazioni dove è strano che capitino), un art direction di spessore, seppur con molti alti e bassi e un character design di buon livello in definitiva, poiché Nomura ci sa fare alla fine, ma senza molto stile ed originalità, con un tratto fin troppo ripetitivo e simile ai lavori passati. Bisogna però lodare la qualità altissima dei volti dei personaggi e dei dettagli facciali. Infatti troveremo i nostri protagonisti che si sporcheranno gli abiti, le braccia oppure la faccia, man mano che passano del tempo senza dormire e a girare a zonzo per strade, boschi, foreste e quant'altro, e durante la pioggia vedremo persino la capigliatura di Noctis subire l'effetto dell'acqua, oltre agli abiti ovviamente (e se sono sporchi, con la pioggia avranno una ripulita). Nulla da dire anche per il level design dei vari dungeon, ambientali e non, dove molti di questi mostrano veri e propri tocchi di classe; stesso dicasi per le città, tutte realizzate in maniera ottimale, soprattutto Altissia, di cui parlavamo già prima. Insomma, ci troviamo di fronte ad un comparto tecnico di alto livello ma che paga lo scotto di scelte discutibili, alcuni problemi e degli alti bassi tecnici e artistici, ma nel complesso sicuramente il lavoro risulta di gran spessore. Passiamo invece a parlare della soundtrack del gioco, realizzata quasi principalmente da Yoko Shimomura, eccetto per alcuni pochi brani composti da altri. Che dire a tal proposito... sarà riuscita a far dimenticare il mitico Nobuo Uematsu con i suoi nuovi brani? La risposta è no, ma questo soprattutto perché avremo modo di ascoltare sulla Regalia e quando vogliamo (tramite l'acquisto di un lettore musicale apposito) le OST dei grandi classici del passato, fino all'ultimo capitolo con compositore proprio Uematsu. Ciò però non dipende solo da questa particolare e simpatica feature, ma proprio dal fatto che, nonostante la colonna sonora realizzata dalla Shimomura contenga brani di altissimo livello, non è comunque riuscita a far dimenticare quei mitici lavori musicali del passato ed infatti se una persona tende quasi sempre ad ascoltare le musiche dei vecchi capitoli anziché quelle del nuovo, qualcosa effettivamente non funziona nella colonna sonora. Infatti in molti punti e sezioni le OST del gioco sono un pochino anonime e pertanto è facile che qualcuno possa rimpiazzarle con quelle degli episodi del passato. Soprattutto nei dungeon, purtroppo, si avverte la cosa ed è un vero peccato. Anche tutti brani legati alle battle semplici, alcuni, seppur sempre di buon livello tecnico, non riescono a rimanere impresse nella mente. Discorso diverso invece per alcune battle uniche dove l'epicità è protagonista assoluta; lì la compositrice nipponica ha svolto un lavoro delizioso e nella maggior parte dei casi in cui trasmettere epicità, è riuscita a farlo in maniera eccezionale. Tuttavia e fortunatamente, la Shimomura ha centrato il bersaglio anche per altre composizioni musicali, alcune atmosferiche o altre nelle varie location con sonorità interessanti, ma soprattutto con Valse di Fantastica (pur essendo una mezza rivisitazione della superba Diddle's Organ di Legend of Mana) e la Chocobo Theme, le quali risultano essere probabilmente tra i migliori lavori del gioco. Quest'ultima, inoltre, è una composizione originale di Uematsu come ben saprete, ma il lavoro di riarrangiamento e di reinterpretazione della Shimomura è davvero particolare e di gran classe. Piccola chicca, inoltre, il fatto che correndo la musica segue un ritmo veloce, mentre da fermi o camminando lentamente anche la OST rallenta e va in versione più calma e rilassata. Stesso dicasi quando andiamo in acqua coi chocobo. Che dire, dunque, è difficile dimenticarsi del passato quando lo stesso passato occupa buona parte del gioco, tra i Revival classici di Uematsu ai vari riarrangiamenti dei brani tipici della saga. La possibilità di poter ascoltare buona parte delle OST dei vecchi Final Fantasy risulta comunque una scelta azzeccata, soprattutto in virtù della frase posta prima della schermata iniziale: "Dedicato ai fan di sempre e ai nuovi amici di Final Fantasy". Questo dimostra quanto Square-Enix ci tenesse ad una rinascita del brand, per avvicinarsi così alle nuove leve e a tutti quelli che conosceranno la saga con questo nuovo capitolo e, allo stesso tempo, accontentare i fan di sempre, dandogli in più quel pizzico di nostalgia, che non fa mai male ed è sempre gradito. E questo legame tra vecchio e nuovo risulta a modo sua una sorta di conferma. Nel complesso, quindi, tra i nuovi brani che nel complesso eseguono il loro lavoro e molti dei grandi classici del passato, la colonna sonora di Final Fantasy XV risulta essere molto valida ed avvincente, ma non eccelsa.
Dal J-RPG puro all'Action RPG Dovendo parlare del gioco che è questo Final Fantasy XV, c'è veramente molto da dire. Partiamo dunque col far presente la natura puramente action e quindi la nuova rotta intrapresa da Square-Enix, che ha scelto un approccio meno strategico ed incentrato quindi più sulla dinamicità e frenesia degli scontri e dove, purtroppo, la natura strategica tipica del genere è andata un po' persa (d'altronde ormai è un action RPG). Infatti in questo titolo, come qualsiasi action hack 'n slash che si rispetti, saremo chiamati più a dover parare/contrattaccare e schivare che a formulare una vera e propria strategia. Soprattutto con le boss battle, il problema è ancora più marcato, perché se le battaglie semplici a modo loro risultano comunque più action, hanno comunque tutta la loro componente ludica bella forte e marcata; le boss battle invece no, sono solo delle sequenze semiscriptate in cui saremo chiamati a premere sempre un solo e singolo tasto e a doverlo utilizzare anche per i QTE, legati alla pressione del medesimo tasto oppure a doverlo premere in continuazione, un po' stile God of War, ma addirittura meno avvincente ulteriormente. Le battaglie coi boss risultano quindi spettacolari, ma dal punto di vista videoludico sono di una delusione disarmante, prive di difficoltà e lasciano zero entusiasmo al termine delle stesse. Ma è proprio la difficoltà generale di questo nuovo capitolo della saga a risultare del tutto altalenante. Certo, se non si hanno oggetti con sé, la morte arriverebbe subito, ma da quando in qua in un J-RPG sarebbe possibile andare avanti senza oggetti curativi? Morire risulterà davvero difficile... poi certo, se vi avventurate per il mondo di gioco alla ricerca di qualche mostro 50 livelli al di sopra del vostro party che vi secca in poco tempo, altro discorso. Ciononostante, è comunque difficile perire per il semplice fatto che una volta persi tutti gli HP si entra in modalità Crisi, dove il personaggio non riesce a fare altro se non farsi aiutare da un compagno per il ripristino di un briciolo di energia vitale o lanciare oggetti curativi (e rimediare così alla crisi). Per questo comunque le code di fenice saranno utilizzate molto di meno rispetto al passato. In ogni caso, molte battaglie potrebbero risultare letali senza oggetti, per cui un consiglio è quello di fare sempre una bella scorta di pozioni e varie. Tornando ad analizzare il BS, sappiate che in questo nuovo capitolo non mancheranno le magie, che tornano col sistema di assimilazione già visto in Final Fantasy VIII (di cui il gioco probabilmente condivide pure alcuni altri aspetti). In particolare sarà inoltre possibile distillare le magie con la quantità assimilata e combinare il tutto con vari oggetti e materiali vari, in modo da poter ricreare magie potentissime e molte varianti dello stesso elemento, i quali risultano comunque essere purtroppo solo tre in tutto; ovvero: fuoco, ghiaccio e tuono. Le magie risulteranno molto utili in battaglia ed alcune varianti ricreate cambiano persino l'atmosfera del luogo in cui si combatte, ciò comporterà quindi la possibilità di sfruttare le alterazioni ambientali a proprio vantaggio (o svantaggio nel caso si usi una magia sbagliata) e potendo quindi attaccare coi danni elementali, in un modo che ricorda anche un pochino The Last Story, proprio di Sakaguchi. E proprio come ne l'ultima storia di Sakaguchi, il giocatore potrà prendere il controllo di un solo personaggio, in questo caso Noctis, ed utilizzare alcune abilità specifiche degli altri. Se però in The Last Story è possibile selezionare una delle varie tecniche di ogni personaggio stesso in battaglia, in Final Fantasy XV saremo limitati un pochino perché le suddette tecniche le dovremmo impostare prima e potremo quindi usarne solo una (per personaggio, si intende) durante i combattimenti. Però tali abilità avranno anch'esse un level up, diventando sempre più potenti. Più le utilizzerete e più si potenzieranno. Tra le altre caratteristiche del sistema di combattimento del gioco troviamo inoltre la possibilità delle immancabili evocazioni, anche se pure queste non sono proprio il massimo. Durante un periodo di tempo in battaglia, apparirà la possibilità di evocare uno dei sei siderei (ottenibili man mano col progredire del gioco) con la pressione del tasto LT. Tuttavia, l'evocazione sarà casuale e non potremo scegliere chi evocare, a piacimento. Sarà inoltre possibile utilizzare delle proiezioni tattiche, ovvero una sorta di "teletrasporto" veloce verso il nemico oppure verso un punto sicuro, dove poter recuperare energia vitale e potersi proiettare per attacchi potenti e a volte anche letali. Infatti, maggiore sarà la distanza della proiezione, maggiore sarà la potenza dell'attacco. Una feature interessante e molto utile, anche se i punti di appiglio che troveremo ovunque nella prima parte del gioco, dopo diminuiranno a dismisura. La pecca più grossa riguarda tuttavia la telecamera che va veramente per i cavoli suoi in certe occasioni, ma soprattutto in battaglia che incasina spesso i combattimenti, creando molta confusione e portando anche a commettere errori. Speriamo che si corregga il tiro con qualche patch. Square-Enix ha tenuto molto a marcare il rapporto tra i quattro personaggi e durante il viaggio capiterà infatti che qualcuno chiederà di fermarsi, tipo Prompto per scattare delle foto. Non mancheranno poi dialoghi in cui poter scegliere delle risposte ed ogni accampamento sarà motivo di situazioni divertenti o toccanti. Come se non bastasse, ogni personaggio ha un'abilità specifica: Prompto, che è il fotografo del gruppo, durante il cammino scatterà delle foto che potrete vedere (e salvare fino ad un massimo di 150 che alla lunga risulterà un limite un pochino strettino) ogni volta che faremo dormire il gruppo (non mancheranno foto spassose e selphie... sì dai, concedetemela). Le foto potranno poi essere condivise direttamente sui social, Facebook e/o Twitter. Ignis, invece, è il cuoco del gruppo e durante gli accampamenti in vari punti della mappa, ci delizierà con una delle sue ricette, le quali potrà apprenderle nei vari punti di ristoro sparsi per il continente o trovando spezie mentre si vaga per il mondo di gioco (ma è assurdo come Ignis arrivi ad ideare alcune ricette, nei modi più strambi possibili; pure se Noctis pesca qualcosa quello lì inventa una ricetta, o se pesta escrementi). Mangiare non servirà per ripristinare HP (quello è compito degli oggetti curativi), ma il cibo avrà un ruolo più importante ed anche profondo nel gioco. Infatti, ogni ricetta donerà dei benefici a rispettivi e più parametri dei personaggi, in modo da potenziare la forza d'attacco od incrementare l'energia vitale, la difesa, il tasso di critico e quant'altro. Ovviamente i benefici dureranno per un periodo di tempo momentaneo, non saranno infatti permanenti. Basterà però mangiare nuovamente per riottenere i potenziamenti scaturiti dal cibo. Mangiare sarà possibile solo nei punti di ristoro – pagando – o negli accampamenti – gratis – tramite le ricette apprese da Ignis, finché però si avranno gli ingredienti per prepararle. L'abilità di Gladio invece riguarda l'esplorazione ed infatti più incrementare il livello della stessa, maggiori saranno le possibilità di trovare oggetti importanti al termine delle battaglie. Infine, Noctis, è il Sampei della situazione. Pescare però alla fine risulterà solo un passatempo, ma per gli amanti della completezza, pescare e collezionare tutte le tipologie di pesci presenti nel gioco potrebbe essere una bella sfida, oltre al fatto che pescando si ottengono anche delle ricette, quindi comunque un fine "utile" c'è. Parlando invece del sistema di crescita di Final Fantasy XV, bisogna dire che esso risulterà molto particolare. Dormire diventerà fondamentale, non solo perché di notte le strade saranno infestate da Daemon che potranno risultare avversari ostici nelle prime ore di gioco, ma anche perché per salire di livello e "registrare" tutta l'esperienza accumulata sarà necessario appunto dormire (anche se sembra assurdo e non c'entri niente, mi è venuto in mente Shenmue la prima volta NDR). Infatti, l'EXP si accumulerà sempre e questa potrebbe essere anche raddoppiata o triplicata a seconda dell'hotel in cui si pernotta (ovviamente è possibile dormire in qualsiasi fascia oraria). Non sarà invece moltiplicabile accampandosi, dato che lì vi è già il beneficio delle ricette di Ignis e non per altro i punti di accampamento spesso sono anche ubicati in punti strategici, in modo da poter salire di livello registrando l'esperienza accumulata e potenziando alcuni parametri, cibandosi. Noctis avrà inoltre quattro slot nei quali poter equipaggiare armi e magie e in base a ciò che si equipaggerà, anche i parametri muteranno. Poi chiaramente la scelta delle armi avrà anche un impatto sullo stile di combattimento e quindi a seconda delle preferenze si sceglieranno le armi più adatte in base al proprio stile di gioco. Ci sarà infine una sorta di albero delle abilità che da un punto di vista di struttura somiglia vagamente alla sferografia vista in Final Fantasy X e sarà molto utile, nonché difficile da riempire poiché gli AP (Ability Point) sembra non saranno mai abbastanza e le abilità risultano essere una marea. Infine, non ci resta che dare uno sguardo sul lato dei contenuti del gioco: abbiamo infatti tra le mani un prodotto che come ribadito prima risulta essere un open world tutto a modo suo, con luoghi totalmente esplorabili, ma con certi muri invisibili che rompono veramente il GAZ e spezzano l'esplorazione, rendendola a volte stressante, dato che non si è liberi di poter fare veramente ciò che si vuole. Altri luoghi, invece, risulteranno location in "vecchio stile", nel senso che non potrete esplorarle liberamente e saranno presenti nella parte più lineare del gioco. Quel che comunque non funziona al meglio è il riempitivo di questo mondo, perché spesso ci troveremo a galoppate in groppa al chocobo (che utilizzerete molto di più della Regalia stessa) o in macchina a vagare per dei minuti nel... vuoto! Zone prive di scorci meravigliosi che almeno avrebbero reso giustizia dal punto visivo dell'opera; prive di mostri, nonché senza nulla da dover fare o oggetti da trovare. Semplicemente, il nulla. Quindi alla fine la mappa non sarà interamente vissuta e verranno sfruttati maggiormente i fast travel (spostamenti rapidi) per raggiungere il luogo di una missione, piuttosto che godersi l'esplorazione che offre davvero ben poco il più delle volte. Il paragone con XenobladeX sembrerebbe sbagliato, ma si parla di due open world e di due titoli dello stesso genere; tuttavia, il capolavoro mastodontico di Monolith Soft le suona senza pietà all'ultimo lavoro di Square-Enix, che le prende anche da The Witcher III: Wild Hunt di CD Projekt RED. Questi due titoli offrono mondi di gioco veramente più interessanti e con contenuti di gran lunga superiori. In Final Fantasy XV ci troviamo solo in una gigantesca mappa dove trovare qualche tesoro, minerale o pietanza per le ricette e poco altro e a fare missioni secondarie e di caccia (in maniera molto simile a quanto visto in Final Fantasy XII) ridondanti e ripetitive. Ci troveremo ad accettare incarichi da una persona... e sempre la stessa persona ce ne assegnerà altri tutti uguali, senza una varietà decente. Anche con la caccia, è davvero difficile che magari un mostro lo dobbiamo andare a cercare in qualche dungeon o in qualche luogo in particolare, quindi il tutto si limiterà a fare più o meno sempre le stesse cose, sconfiggendo solo nemici differenti. Anche gli spostamenti in macchina, seppur vadano visti come un mezzo per vivere il viaggio e lo spirito del gruppo, ascoltando le OST del passato, risultano comunque a volte noiosi. La guida è inoltre semi-assistita che da un lato può essere vista come una scelta per non rendere il gioco un simil GTA, dall'altro rende però spesso stressante gli spostamenti, limitati spesso al seguire il percorso tenendo premuto RT o facendo guidare Ignis. In molti casi gli spostamenti sono un pretesto per leggere/ascoltare i dialoghi dei protagonisti e seguire ciò che hanno da dire, quindi infine nemmeno un male. Ma dal lato prettamente esplorativo, invece, fin troppi limiti e quindi la scelta ricadrà sempre sul chocobo. Nemmeno la Regalia Type-F, ottenibile solo col post game (altra scelta molto discutibile) non regalerà all'esplorazione assolutamente nulla (oh voi giocatori di XenobladeX, dimenticate gli Skell... lì siamo su un altro livello proprio), oltre al fatto che sembra solo un modo per copiare dal capolavoro di Monolith Soft, non servirà proprio a niente, se non per trovare un dungeon nel gioco... stop. Quindi volare non avrà tanto senso, anche perché il sistema di atterraggio è tutto fuorché semplice, ma inoltre gli spostamenti rapidi saranno molto più utilizzati e per tal motivo la Regalia Type-F non sembra essere altro che un veicolo fanservice per colmare il vuoto di un'airship che non c'è (e che nei vecchi capitoli della saga serviva sempre per raggiungere poi nuovi luoghi, sia extra che per la main quest). Al di là di tutto, il post game almeno offre qualcosa in più ed alcune cose davvero interessanti, però è ben poco rispetto al resto che poteva essere meglio gestito. Un potenziale enorme, ma quasi totalmente inespresso. Guadagnare guil (la valuta di Final Fantasy da sempre) inoltre non risulta semplicissimo ed infatti otterrete ricompense in denaro quasi spesso solo con le missioni di caccia ed alcune secondarie in particolare, o vendendo oggetti e materiali vari. La main quest risulta invece molto interessante, seppur qualche capitolo stonato non manchi. Almeno, però, a differenza di Final Fantasy XII, abbiamo una storia più coinvolgente, nonostante alcune scelte discutibili, e personaggi di gran lunga più caratterizzati, il che ci porta a vivere l'esperienza con maggior entusiasmo. Saremo ad un certo punto davvero catturati dalle vicende e vorremo sapere come si concluderà la storia e la parte non open world del gioco, essendo più lineare riesce maggiormente nella cosa, oltre ad essere i capitoli molto più epici ed interessanti, seppur da rivedere il 13 (dove infatti si parla di patch in arrivo per sistemarlo, oltre ad altre patch che sistemeranno la trama, aggiungendo addirittura delle cutscene). Durante l'avventura, inoltre, avremo modo di giocare alcune sezioni particolari ed avvincenti che non sto qui a descrivere per evitare spoiler. Sappiate solo che oltre ad alcune stealth che risultano nel complesso divertenti, ci saranno molte altre particolarità, donando quindi al tutto una bella varietà di gioco che fa sempre bene, oltre ad essere anche questo un marchio di fabbrica della saga. Tuttavia, un piccolo appunto sulle proiezioni tattiche è il fatto che queste a volte siano utilizzate anche al di fuori delle battaglie per raggiungere un punto o nelle fasi stealth o altrove. Chiaro che sia una scelta di game design e che altrimenti sarebbe tutto raggiungibile tramite queste, però non è possibile vedere Gladio che aiuta Noctis a saltare per scalare una piccola parete e subito dopo utilizzare una proiezione per raggiungere un punto ad una marea di metri di distanza. Tutto questo capita spesso e in alcuni casi si creano delle incongruenze assurde. Però alla fin fine, va bene così, anche se in certi casi sarebbe stato meglio rivedere certe cose, specie quando ti trovi un muro invisibile e non puoi superare una piccola roccia o altro e certe scelte a quel punto ti stanno sui maroni un po'. Parlando invece dei dungeon principali del gioco, è un peccato che, pur essendo molto belli stilisticamente ed interessanti per alcune cose da fare, si limitino comunque esclusivamente ai combattimenti in linea massima. Niente puzzle o qualche sezione platform che sfrutti salti e proiezioni tattiche (per l'appunto), e ciò è davvero un peccato specie in virtù della presenza di Pitioss, un dungeon extra post-game che basa tutto proprio sulla componente platform e puzzle e visto il suo potenziale è proprio un peccato non ci sia altro di simile. In ogni caso, la main quest di Final Fantasy XV si può portare a termine in circa 25 o 30 ore (tempo più - tempo meno, in base alle abilità dei giocatori), mentre per completare il gioco al 100% potrebbero essere necessarie anche 100 ore (se non di più). Il content complessivo di questo nuovo capitolo della saga offre moltissimo, peccato solo per alcune scelte discutibili della componente extra che potrebbero portare alla noia prima. Tante cose sono interessanti e godibili da affrontare, altre, invece... non del tutto. Però il gioco è divertente e non poco ed anche solo per una bella grindata (no, non grigliata... quella ce la fa Ignis) potrebbero passare tante ore a maciullare mostri come se non ci fosse un domani, senza stancarsi mai!

Conclusioni

Siamo qui, giunti alla fine di questo viaggio (solo una metafora per denominare questa recensione)... un viaggio come tanti, ma anche come pochi. Final Fantasy XV non sarà un capolavoro assoluto, avrà dei difetti e scelte discutibili, un mondo non sfruttato al meglio, però è un gran gioco. Anche la storia che ci narra, seppur con alti e bassi, saprà colpire nel cuore; non solo per quel che ci racconterà ed il suo finale toccante, ma anche e soprattutto per i suoi protagonisti che lasceranno il segno. Tutte le vicende avranno una marcia in più proprio grazie a loro e credo di non azzardare dicendo che difficilmente si sia vista una caratterizzazione così profonda dei personaggi principali e del loro legame.
Per il resto, ci troviamo un titolo che ha fatto rinascere il brand, per cui sebbene ci siano dei difetti e cose da sistemare, la ventata d'aria fresca portata da questo nuovo capitolo era davvero necessaria. Ci sono inoltre in vista vari DLC e aggiornamenti vari per correggere il tiro e migliorare ancora l'esperienza. Non è del tutto condivisibile dal sottoscritto il modo di fare odierno, ma è comunque una realtà oggigiorno, pertanto speriamo che anche per Final Fantasy XV ciò che Square-Enix aggiungerà sarà utile per perfezionare quello che comunque già così risulta essere un buonissimo prodotto. Final Fantasy ricomincia da qui e siamo sicuri che questa sarà un'ottima base per i capitoli successivi, in modo tale da migliorare quanto di buono fatto in questo episodio, sperando si ritornino a sfornare capolavori degni di questo nome. Il gioco è estremamente consigliato e per molti, le lacrime ai titoli di coda non mancheranno affatto.
Stand By Me...


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