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Xbox360 PS3 PC
25/04/2011
Genere : Puzzle
Anno di uscita : 2011
Mese : Aprile
Software House : Valve
Distribuito da : N/A

Portal 2
Review By
Jurik360
Quello che mi trovo a recensire è una perla rara. Non è semplicemente un videogioco, ma un piccolo grande progetto videoludico. Unico nel suo genere. Imperativo categorico: spremersi le meningi e farsi rapire dai suoi rompicapi geniali!

Se avete giocato a Portal sapete quello che mi accingo a dirvi. Se non lo avete mai provato, sappiate che dovrete vedere questa esperienza come qualcosa di nuovo, un’esperimento nell’esperimento...e voi siete le cavie prescelte!
Facciamo un passo indietro. Portal nacque come un’idea felice ma ancora abbozzata, una gradita appendice di quell’Orange Box che includeva al suo interno i primi 3 episodi del capolavoro di Valve, Half Life, Team Fortress 2 e appunto questo Portal.
Come sempre in questi casi le intuizioni geniali devono radicarsi ed essere accolte dal pubblico prima di diventare popolari ed avere un seguito; Portal era un breve insieme di “stanze” (o “chambers”) che richiedevano il superamento di un dato enigma per passare alla successiva.
Nei panni di Chell dovevamo trovare il modo di fuggire dai laboratori di Aperture Science, asettici locali zeppi di trappole comandati da un’intelligenza artificiale, GlaDOS, il cui solo scopo era di usarci come dei topolini in un labirinto!
Superare queste stanze richiedeva l’uso di 2 portali, sparati da una speciale pistola gravitazionale, presa direttamente dal concept della medesima pistola vista in Half Life (era evidente che un marchingegno simile aveva delle potenzialità da sfruttare!).
Il gioco si presenta con una visuale in soggettiva, ma qui non dovremo abbattere dei nemici, non dovremo sconfiggere una razza aliena o un’orda di zombie nazisti, ma solo superare in astuzia l’intelligenza artificiale e sopravvivere indenni ai suoi crudeli test!
Portal si basa sul concetto dei portali (mi pare ovvio), ossia che creando questi 2 squarci nello spazio potremo entrare nel primo ed uscire dal secondo, ovunque esso sia stato piazzato.
In questo modo potremo raggiungere piattaforme inarrivabili, coprire spazi insormontabili, o sfruttare la forza di gravità per compiere salti esagerati facendoci catapultare attraverso un portale strategicamente predisposto!
I fan si innamorarono subito del progetto e fu premura di Valve realizzare un seguito a sé stante, un’intera avventura che si avvalesse del gameplay dei portali...e non solo.


In Portal 2 il puzzle solving si fonde con una trama ben congegnata, che si sviluppa tra la risoluzione degli enigmi e ciò che resta delle sconfinate strutture degli Aperture Laboratories.
Al termine del primo capitolo eravamo riusciti a disfarci di GlaDOS, l’intelligenza artificiale tanto crudele quanto cinicamente divertente, però non eravamo riusciti a “evadere” da questo posto pazzesco.
Nel nuovo capitolo qualcuno ci viene in soccorso un piccolo robot sferico (una sorta di bulbo oculare meccanico) che si muove su alcune rotaie, Wheatley. Anche lui come tutti i prigionieri dei laboratori era sempre stato costretto a fare il suo lavoro senza farsi domande; non gli era possibile muoversi liberamente, non gli era possibile sfruttare le proprie potenzialità né tantomeno interagire con i “puzzolenti” umani (come dice distrattamente lui!).
E’ evidente che voglia ribellarsi e godersi un pò di libertà! Dopo anni passati in un container sospeso nel vuoto, tenuti in vita per compiere i test della Aperture, finalmente veniamo liberati, con una manovra rocambolesca che ci proietta in questa nuova avventura.
Il posto non è più asettico, candido e immacolato come ce lo ricordavamo: la vegetazione si è fatta strada tra le lamiere e il cemento, le strutture che stanno dietro alle stanze dei test sono messe a nudo e degli altri prigionieri non vi è nemmeno l’ombra! Seguiti da Wheatley e dai suoi spassosi monologhi, dovremo raggiungere le uscite, imbattendoci nelle vecchie stanze-test e pure nella vecchia GlaDOS!!! Senza rivelarvi nulla della trama, l’intelligenza artificiale torna in vita e il nostro Wheatley rivestirà un ruolo a dir poco centrale nel nostro percorso verso la salvezza...un ruolo però del tutto inaspettato!

Dal punto di vista del gameplay quello che abbiamo è certamente un’arma a doppio taglio: per chi avesse già giocato a Portal: Still Alive (nella sua versione stand alone) gran parte dei concetti che stanno dietro alla risoluzione degli enigmi è già collaudata e sarà pertanto relativamente facile farsi largo nell’avventura (che, ribadisco, è un puzzle game, nonostante sia stato inserito in un racconto per essere molto più appetibile e meno noioso).
Per chi fosse nuovo a questa esperienza, avrà tuttavia modo di procedere per gradi e imparare in breve come raggiungere un cubo per azionare un bottone permanente, come sfruttare i portali per spostare campi di forza, evitare letali torrette automatiche, direzionare dei laser o usare le catapulte idrauliche...in modo creativo!
Oltre a ciò è stato introdotto anche un nuovo elemento, quello dei liquidi-gel che potremo “spruzzare” in giro per il mondo di Aperture Science per ottenere determinati scopi: ad esempio il gel azzurro, detto “repulsive gel”, respinge che vi entra in contatto facendolo saltare più in alto; quello arancione riduce l’attrito creando rampe di accelerazione su misura; quello bianco infine consente di creare portali su superfici che non erano destinate ad ospitarli (non tutte sono adatte!).
Con questa introduzione il gameplay si amplia e spalanca le porte a scenari ancora più complessi, fatti da mix di gel colorati, salti rocamboleschi e oggetti che, se colorati, “impazziscono” rimbalzando o scivolando come le leggi della fisica prevedono!
A complemento della campagna c’è poi la nuova Co-op, sia in locale in split-screen che via internet.
Atlas e P-Body sono due goliardici robot, sfruttati da GlaDOS per sperimentare i suoi innumerevoli test. Nei panni dei due simpaticoni avremo modo di sfruttare un numero doppio di portali (essendo in coppia ben 4!) aumentando esponenzialmente la complessità e la spettacolarità delle azioni necessarie alla risoluzione di un enigma!
Dovremo liberare la strada al nostro compagno, fargli cadere un cubo proprio durante un suo salto e in generale raggiungere l’uscita della stanza unendo le proprie forze!
Durante queste complicate sfide sarà necessario comunicare: è stato pensato un sistema non verbale per potersi indicare dove osservare o sparare i portali, per gesticolare al compagno col proprio robot (spassoso, ma non utilissimo) e coordinarsi per mezzo di un comodo timer per quelle operazioni che richiedono tempismo assoluto!
Nulla è stato lasciato al caso e come per il resto del gioco la cura e l’attenzione ai dettagli è rispettata fino all’ultimo particolare.

Il comparto tecnico è tutt’altro che trascurato. Sebbene il Source Engine, il motore che stà dietro ai prodotti Valve ormai da diversi anni, sia sempre lo stesso, i ritocchi e gli aggiornamenti gli permettono di sfornare un prodotto spettacolare dal punto di vista visivo, con atmosfere minimali ma altamente suggestive, ricche di dettagli e parti robotiche in movimento, enormi magazzini sotterranei stipati di parti di ricambio e un’illuminazione dinamica molto accurata che rende gli immensi ambienti abbandonati, a modo loro, vividi.
Particolare cura, come è ovvio che sia, è stata riposta nella “fisica” di questo titolo e ogni rimbalzo, movimento, spinta o liquido che sia, si comporta in modo assolutamente fedele alla realtà.
Anche il comparto sonoro non è da meno..suoni, echi e voci sono assolutamente spettacolari, con linee di dialogo e doppiaggio di prim’ordine, che spesso riescono a strappare un sorriso e farci amare anche le intelligenze artificiali che ci tengono prigionieri.
Nota dolente da segnalare ai non anglofoni: tutti i dialoghi sono in inglese. Nonostante io non abbia problemi in tal senso, trovo scorretto doversi attardare a leggere svariate righe di sottotitoli e perdere il focus di quello che si sta facendo. La doppia lingua sarebbe stata senza dubbio la scelta più felice.
Pro
  • rompicapi geniali
  • dialoghi ironici e ottima sceneggiatura
  • ottima longevità per un puzzle game
  • co-op avvincente
  • Contro
  • nessun doppiaggio italiano
  • moooolti caricamenti!
  •  Conclusioni
    Dati Tecnici
    Supporto : 
    Versione : 
    Multiplayer : 
    Online : 
    Blu-Ray & DVD9
    PAL
    Si
    Si
    Una sceneggiatura raffinata e dei giochi di logica che solleticheranno la nostra mente e ci terranno incollati allo schermo: ecco quello che Portal in definitiva è. Un titolo artisticamente raffinato e ricco di scorci surreali, che premierà la notra intelligenza e capacità di adattamento ad un universo paradossale e intrigante. Consiglio a tutti questo Puzzle Game unico nel suo genere, che vi terrà impegnati, a seconda della vostra abilità col “pensiero laterale”, dalle 8-10 ore per la campagna in singolo e ad altre 6-8 ore per la campagna cooperativa. Perdersi in questo mondo governato dalle macchine e dalla Scienza sfrenata è un’esperienza da provare. Come dicevo in principio, una perla rara, un titolo fuori dagli schemi in un periodo in cui troppo spesso l’obiettivo di una Software House è puntare al blockbuster e al profitto ad ogni costo, rinunciando all’originalità e all’azzardo.
    Screenshots
    Portal 2 Cover Art
    Portal 2 Cover Art

    Atlas e P-Body, che mattacchioni!
    Atlas e P-Body, che mattacchioni!

    Stanza con laser; in primo piano la pistola spara portali.
    Stanza con laser; in primo piano la pistola spara portali.

    Wheatley è un personaggio...a tutto tondo!
    Wheatley è un personaggio...a tutto tondo!

    Valutazione
    Presentazione : 
    Grafica : 
    Audio : 
    Giocabilità : 
    Longevità : 
    Retro Factor : 
    8
    9
    9
    9.5
    8.5
    N/A
     
    Voto
    9