![]() Nintendo DS
09/05/2011
Genere : Role-playing
Anno di uscita : 2010 Mese : Marzo
Software House : Game Freak
Distribuito da : Nintendo Pokèmon Argento Soul Silver Review By
Nintendo, 'tacci sua, continua a colpirci prepotentemente alle spalle con questa ondata di remake e ritorni che hanno il sapore nostalgico di un'età perduta. E come potrebbe essere altrimenti? Già il solo leit-motiv della serie Pokèmon, di per sé, è il ritorno a tempi più semplici e spensierati, con protagonisti ancora bambini, ragazzi o, più raramente, anziani e saggi che valutano molto importante il rapporto con la natura e con gli animali, seppure la presenza ad ogni livello della tecnologia non faccia che ricordare continuamente il numero di comodità inventate dall'uomo - da usare, si ricordi, sempre e solo con moderazione e rispetto. Il mondo di Pokèmon è il nostro, non ci sono santi: le regioni di Kanto e Johto riprendono vere terre giapponesi, e l'ossessivo motto "gotta catch 'em all!" riprende la passione infantile del creatore della serie, Satoshi Tajiri, per la collezione di insetti che faceva quando era bambino. Ma, lungi dall'essere questo un gioco rivolto a bambini soli e casalinghi, la spinta positiva a conoscere nuovi posti e nuove persone, ad uscire e tenere contatti e relazioni con i mezzi che la tecnologia ci offre, viene continuamente rinnovata ad ogni progresso tecnico; non ultimo, quindi, il curioso accessorio Pokèwalker incluso nella confezione delle versioni Oro Heart Gold e Argento Soul Silver. E' come se Tajiri, nel creare Pokèmon, avesse preso tutto ciò che di buono avesse per condividerlo con gli altri: lui, che sin da bambino era affetto da una particolare forma di autismo, abbia, per reazione, improntato il proprio lavoro di maggior successo allo scambio e alla conoscenza reciproca, al duplice e positivo rapporto di fiducia e sfida. Con buona pace di chi potrebbe considerare Pokèmon un gioco per bambini solo per via del character design semplice e cartoonesco, possiamo affermare di avere di fronte un gioco di ruolo profondo ma presentato in termini semplici, alla portata potenzialmente di chiunque, a patto di dedicargli le giuste cure e attenzioni, e in grado, a lunga distanza, di dare grandi soddisfazioni.
Alex2 Acchiappali tutti, dieci anni dopo Pokèmon Oro e Pokèmon Argento uscirono originariamente nel 2001 su Game Boy e Game Boy Color, a ben 5 anni di distanza (in versione giapponese) dai loro predecessori Rosso e Verde. Le confezioni in cartoncino dei due remake per Nintendo DS inducono senz'altro l'appassionato a ritornare per un attimo con la mente a quelle degli originali (oggi le custodie dei giochi sono tutte in plastica, mentre solo un decennio fa erano molto più comuni le loro "colleghe" in derivati della clorofilla), sono molto colorate, rifrangono la luce e sono grosse il doppio di una comune confezione di un gioco per DS: questo perchè all'interno troviamo, oltre al gioco, il Pokèwalker, un contapassi simile per funzionamento a quello di Walk with me! (trovate la recensione qui http://www.gamescollection.it/reviews/show/509), fintanto nell'accumulo dei watt necessari per sbloccare nuovi percorsi (e, conseguentemente, nuovi mostriciattoli da acchiappare), dal look rosso e bianco che richiama le iconiche sfere Pokè e un display LCD da un paio di pollici e in bianco e nero che svolge egregiamente il suo lavoro. Si tratta, a guardarlo con freddezza, di una specie di Tamagotchi con funzione contapassi: in pratica è quanto di più vicino ci sia all'avere un Pokèmon che cammina insieme a noi. All'avvio del software sul Nintendo DS è possibile scegliere l'opzione Pokèwalker e trasferire via porta infrarossi (presente sulla cartuccia oltre che, naturalmente, sul contapassi) uno dei proprio Pokèmon all'interno dell'accessorio: il mostriciattolo prescelto sarà visibile sul display, con tanto di piccole animazioni stile Game & Watch, e reagirà al tempo trascorso con noi oltre che al numero di passi effettuato. Ogni tanto, se giustamente riempito di attenzioni, troverà degli oggetti per noi, oppure ci permetterà di catturare alcuni Pokèmon che appariranno in un percorso piuttosto che in un altro e, al rientro sulla cartuccia del DS, porterà con sé i Watt accumulati e potrebbe anche salire di livello (uno solo però, indiscriminatamente, sia che abbiate girato intorno all'isolato, sia che abbiate percorso una maratona). Si tratta tutto sommato di un'aggiunta curiosa e divertente per un adulto, ma anche di una ulteriore spinta ad uscire e camminare (rivolta principalmente ai bambini, che avranno comunque modo di portarsi il proprio Pokèmon preferito anche senza avere in tasca il ben più ingombrante Nintendo DS). Come sempre nella tradizione della serie di Game Freak, Oro e Argento sono lo stesso gioco, ma cambiano alcuni dei Pokèmon selvatici che si possono incontrare o no nell'una e nell'altra versione, oltre che l'ordine di cattura (e lo stato in cui troverete) dei Leggendari: la spinta allo scambio ed all'aiuto reciproco di cui sopra, come vedete, è insita nel concept stesso del gioco. Il protagonista è un giovane allenatore (10 anni, l'età perfetta in cui identificarsi per un bambino) che parte dalla regione di Johto per realizzare il suo sogno di diventare Maestro di Pokèmon: la strada è lunga e irta di pericoli ma la determinazione non gli manca, oltre alla consapevolezza che, per riuscire nel suo intento, non dovrà solo allenare i propri mostriciattoli ma anche farseli amici. Il primo Pokèmon gli verrà donato da uno studioso del suo paese, il professor Elm, a scelta del giocatore tra Chikorita (erba), Cyndaquil (fuoco) e Totodile (acqua): ogni mostro nel gioco appartiene a un determinato tipo elementale (a volte anche due) e, come in un complesso ed enorme carta-sasso-forbici, ha vantaggi e svantaggi nell'uso in battaglia contro gli altri (acqua vince il ghiaccio e l'erba ma perde contro acqua, ecc.). Il primo passo per comprende appieno la profondità di Pokèmon sta proprio nella quantità di combinazioni possibili: ogni mostriciattolo ha a disposizione quattro slot di mosse selezionabili, e non ne può memorizzare di più, il che rende necessario scegliere la propria strategia di lotta in base alle mosse preferite, al tipo del Pokèmon ed alle sue caratteristiche (un tipo Fuoco avrà sicuramente più chance di vincere usando attacchi diretti del proprio elemento, mentre un Veleno punta alla lenta e continua disintegrazione dei Punti Salute del suo avversario), influenzabili peraltro tramite oggetti e medicinali disponibili nel progredire del gioco. Ogni battaglia vinta frutterà dei punti esperienza al Pokèmon (punti guadagnabili più velocemente tramite scambio con un altro allenatore), facendolo salire di livello (da 1 a 100), e ogni tot. di livelli potrà imparare una nuova mossa (dovendo poi scegliere se tenere quella nuova o le vecchie dalle 4 disponibili), rendendo la progressione del gioco legata all'aumentare di potenza dei proprio piccoli amici: andare in giro con un solo Pokèmon forte, infatti, vi renderebbe facile preda del redivivo Team Rocket. Persino nel mondo idilliaco e spensierato di Satoshi Tajiri, infatti, esiste il male: persone che trattano male gli animali, che li considerano armi e servi da cui trarre il massimo vantaggio, come la già citata associazione criminale Team Rocket che, persa la guida di Giovanni (sconfitto negli episodi precedenti da Rosso/Ash), è ora rinato per via di alcuni fanatici intenzionati a riprendere il potere con i loro Pokèmon malvagi (è inutile dire che "tale cane, tale padrone"). E così, Pokèmon, da semplice gioco di ruolo per bambini, acquisisce tutt'altra dimensione: scuola di vita e di comportamento, riunisce in sé, in piccolo, tutto ciò che un bambino dovrebbe apprendere sin dai primi anni. Curiosità, bontà, senso del dovere e della giustizia, positività nel relazionarsi verso il prossimo (non è un caso che, negli anni del boom della telefonia portatile, in Oro e Argento venisse introdotto il Pokègear, un orologio super accessoriato fornito di radio - con tanto di programmi musicali e di intrattenimento a tema Pokèmon -, mappa, indice di forza e debolezza delle mosse e cellulare per poter tenere i contatti con gli allenatori sconfitti parlando del più e del meno e, volendo, sfidarli nuovamente), e rifiuto delle azioni malvagie. I bambini, si sa, prendono tutto molto seriamente. Pro
Contro
Conclusioni
Dati Tecnici
Supporto :
Versione : Multiplayer : Online :
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