![]() PC
07/02/2011
Genere : Adventure
Anno di uscita : 2001 Mese : N/A
Software House : Funcom
Distribuito da : Ubisoft The Longest Journey Review By
I Videogiochi, in quanto medium oramai cresciuto e indipendente,possono offrire diversi approcci a seconda del prodotto che il giocatore ha di fronte. Possiamo giocare per divertirci in compagnia, per distrarci, per passare cinque minuti in attesa di qualcosa, oppure giocare per evadere dalla realtà per un po’ di tempo e, perché no, dimenticare la frustrazione e le cose che ci rendono oppressi nella comune vita di tutti i giorni. E in un genere a rischio di estinzione come quello delle avventure grafiche (nonostante tenga ancora duro) l’immersione del giocatore e la narrazione di una realtà fittizia sono generalmente rese in maniera molto sentita, quasi costringendo l’interattore a rifugiarsi nell’ultima delle categorie descritte poco sopra. E se in particolare stiamo parlando di The Longest Journey, allora la filosofia di videogioco inteso come evasione dalla vita reale raggiunge il suo apice, in quanto chiave e narratore allo stesso tempo di questa particolare ideologia; Quello che i ragazzi di Funcom hanno creato è una delle avventure più enormi e coinvolgenti della storia del PC gaming, un viaggio che vi porterà lontano dalla vostra scrivania, un’avventura che vi farà sognare e dimenticare la realtà e che cullerà dolcemente la vostra mente e i vostri sensi in un tripudio di fantasia ed emozioni…
AlexTofa … il più lungo dei vostri viaggi. Quando due mondi collidono April è una ragazza diciottenne in piena balia di un’età dove la voglia di rendersi indipendenti e di uscire dal “guscio” della famiglia si fa sentire più che mai, necessità marcata ancora di più dal cattivo rapporto con il padre che ha spinto la nostra giovane protagonista ad andare a vivere da sola in una pensione per studenti in quel di Venice, città massacrata dall’inesorabile avanzamento della tecnologia e dello sviluppo partorente una realtà tra le più oppressive ad asfissianti. Ed è in questo contesto che il nostro ego virtuale scoprirà l’esistenza di un mondo parallelo, l'antitesi della realtà tecnologica e meccanica in cui vive, un posto dove magia ed esseri viventi di natura impensabile si fondono per creare uno dei dipinti più innovativi e dolcemente fantastici che i nostri occhi possano vedere e le nostre menti possano assorbire. “Arcadia” è il perfetto opposto della depressiva realtà di città che opprime la protagonista, sfoggiando panorami ed ambienti naturali che faranno sognare sia il giocatore che la protagonista grazie anche ad una qualità dei fondali bidimensionali che farà svitare la mascella a molti nonostante i dieci anni di vecchiaia che The Longest Journey ha alle spalle. Non vi riveleremo il motivo dell’esistenza di questa realtà alternativa, ne il motivo per cui la nostra protagonista ne finisce dentro, in quanto rischieremo di rovinarvi uno dei plot narrativi più belli e coinvolgenti della storia videoludica, ma è giusto che sappiate che il continuo andare avanti ed indietro di April per questi due mondi creerà inevitabilmente un contrasto oltre che visivo anche emozionale, comparando stress e meraviglia, tra una fabbrica abbandonata ed arrugginita ed un meraviglioso paesaggio di montagna, due realtà contrastanti unite solamente dalla chiave principale di una narrazione basata su personaggi stravaganti e affascinanti, accomunati da tematiche mature come l’omosessualità, la morte, la spiritualità, la vita e quello che ci potrebbe essere dopo. Un titolo che non ha ne peli sulla lingua ne paura di affrontare argomenti che molto spesso, ancora oggi, sono soggetti a discriminazione e scetticismo da parte della società nonché facile bersaglio per il bigottismo che ancora oggi dilaga sovrano. La giocabilità di The Longest Journey è quella classica dei punta e clicca, dove con il cursore del mouse potremo interagire con gli oggetti circostanti analizzandoli e, ovviamente, confrontarci con le persone vicine a noi con la possibilità di avere risposte multiple e diversi argomenti di cui parlare ed approfondirne la natura. Gli enigmi, vero fulcro di questa tipologia di gioco, saranno di media-ardua difficoltà, ma sempre e comunque risolvibili con una logica a cui è possibile arrivare con il giusto ragionamento da parte dell’interattore, il quale trarrà non poca soddisfazione dalla risoluzione di un enigma che magari ha richiesto molto tempo coniugato a diversi ragionamenti e tentativi. L’unico neo da segnalare è la presenza di un paio di rompicapi particolarmente ostici che potrebbero creare un senso di frustrazione nel giocatore, data la sensazione che essi si affidino più alla pura fantasia ed immaginazione che su un filo logico a cui venire a capo (l’enigma della paperella nelle rotaie della metro è passato alla storia). Nulla di incredibilmente impossibile o che mini l’esperienza di gioco, diciamo solamente un paio di occasioni in cui questi indovinelli potevano essere strutturati in maniera più chiara e logica. In definitiva, alla ricerca di un giudizio da dare ad un’esperienza così colossale e ben strutturata sotto l’aspetto narrativo-giocabile, possiamo dire che The Longest Journey è un’avventura grafica nel senso più puro del termine che consigliamo sia a chi è estraneo al genere sia a chi ne ha fatto il suo intrattenimento preferito da anni. Difatti, nonostante la difficoltà degli enigmi sia a volte collocata sopra la media, essi saranno sempre risolvibili con della semplice e sana logica, dote che chiunque può avere anche senza il bisogno di aver giocato decine di avventure grafiche in passato. The Longest Journey premia il giocatore che sa pazientare e riporre i suoi sforzi in ogni minimo dettaglio e particolare, sia che si tratti di enigmi, che di fissare un meraviglioso paesaggio bidimensionale o di raccogliere ogni frangente della meravigliosa trama che vi porterà lontano, molto lontano dalla realtà… Non abbiate timore, avventuratevi nel vostro Viaggio più Lungo. Pro
Contro
Conclusioni
Dati Tecnici
Supporto :
Versione : Multiplayer : Online :
Cd
PAL No No
|






