![]() Playstation
11/12/2010
Genere : Action/Adventure
Anno di uscita : 1998 Mese : N/A
Software House : Konami
Distribuito da : Konami Metal Gear Solid Review By
Correva l’anno 1998 e nel fior fiore del ciclo vitale della prima, mitica PlayStation, faceva la sua comparsa nei negozi quello che era destinato ad essere un titolo di rilevanza importante sia per il vecchio biscottone di casa Sony, che per il genere Stealth in se, allora considerato ancora come una nicchia nell’ormai ampio e affermato panorama video ludico: Il titolo in questione è ovviamente Metal Gear Solid. Nonostante le origini della saga risalgano a ben dieci anni prima, Metal Gear Solid fu una sorta di battesimo del fuoco di una delle serie che ancora oggi, dopo più di 20 anni, è tra le più amate nel panorama video ludico mondiale grazie alla sua narrativa penetrante e alle forti emozioni in essa nascoste, donate a coloro che si sono addentrati nelle intrigate vicende di Solid Snake e di suo padre, la causa di tutto, la costante della saga, quel Big Boss che ha trovato l’importanza e lo spazio narrativo che meritava in quel capolavoro di Snake Eater.
AlexTofa Ma non c’e’ spazio in questa recensione per parlare del vecchio Jack, di Naked Snake. Qui si parla di Solid Snake, la leggenda, l’agente infiltrato del governo americano che deve svelare la verità dietro il centro di stoccaggio nucleare di Shadow Moses, dando il via ad un’avventura intrigata, piena di emozioni, toccante, crudele, fredda come il metallo. Metal Gear Solid mette subito in chiaro le cose: siamo soli nella tana del lupo e con noi, oltre ad una pistola ed una ricetrasmittente, non c’e’ nessun volto amichevole. L’unico elemento che ci farà compagnia sarà il gelido freddo dell’Alaska, costante del gioco e ciliegina sulla torta di un’atmosfera grigia, metallica, illuminata solamente da fredde luci al neon. Ed oltre a ciò, la cosa ancora più certa del fatto che siamo soli, è che il minimo errore può essere fatale; Sia chiaro, il capolavoro di Hideo Kojima nonostante la linearità, lascia al giocatore la libertà di espressione nel gameplay, elemento che si sarebbe poi ripercosso per tutto il resto della saga. Essenzialmente la regola è una: evitare il contatto con il nemico. Vuoi fare lo spaccone della situazione? Accomodati, ma nessuno garantirà per la tua vita, e anche se ci fosse qualcuno disposto a farlo, sarebbe sicuramente poco conveniente. Regola semplice, ma fondamentale che ha permesso alla saga di Hideo Kojima di non scadere nel difetto della maggior parte dei titoli stealth, quell’ombra chiamata trial and error, quel “se scatta l’allarme devi rifare tutto da capo”. Ti avverte che ti conviene fare in una certa maniera, ma non ti obbliga in nessun modo a farlo. Che poi il fatto di giocare a FAMAS spianato castri senza pietà l’atmosfera e l’anima del gioco, è un altro discorso. E sin dal momento in cui l’oramai celeberrimo ascensore ci presenterà davanti l’enorme complesso di Shadow Moses, la tentazione di fare il Rambo della situazione passerà di mente anche al più frenetico e schizzato dei videogiocatori: telecamere, guardie armate fino ai denti, fari che illuminano il complesso, elicotteri che sorvolano il perimetro… forse era meglio passare dal retro. Il tutto è ovviamente reso perfettamente dall’allora sconvolgente grafica della primogenita di casa Sony, che rende il tutto magnifico grazie a texture dalla definizione poco chiara e dalle espressioni facciali praticamente inesistenti: si sa, certe cose sono belle sempre, anche a distanza di anni e anche se c’e’ di meglio… è nato in quel modo, e lo ameremo per sempre per come è. Una cosa che invece non sfigurerebbe nemmeno oggi e che anzi, farebbe sicuramente più bella figura di molti prodotti attuali, è la caratterizzazione dei personaggi: Per chi scrive, Metal Gear Solid vanta la migliore caratterizzazione di tutta la serie, presentandoci la storica unità Fox Hound in maniera immediata ma approfondita creando il perfetto bilanciamento tra narrazione e caratterizzazione dei personaggi, due elementi che oggi giorno, la maggior parte delle volte, appaiono come distanti. Ed è grazie a questa magica formula che il gioco ci regala picchi di emotività non indifferenti che ancora oggi rimangono piacevolmente impressi in coloro che hanno vissuto all’epoca la storia di Solid Snake, dell’uomo con la bandana, dal cuore freddo come il ghiaccio dallo sguardo tagliente come una lama, ma comunque umano e con dei sentimenti. E dall’inizio fino alla fine di questa avventura non ci sarà tempo per pensare: Metal Gear Solid ti risucchia nel suo vortice ludico-narrativo che rapisce il giocatore e lo tiene incollato allo schermo fino alla fine, tra amicizie, insicurezza, pistoleri psicopatici, momenti belli e brutti, amore e dichiarazioni, fiducia e sfiducia, colpi di scena e verità nascoste… e in meno che non si dica il giocatore si ritroverà alla fine senza neanche accorgersene, vivendo l’avventura tutta d’un fiato e ricordando ogni singolo momento con nostalgia, forse con un pizzico di tristezza, ma con un solo pensiero in testa: rigiocarlo. Ancora una volta, due volte, tre volte, quattro volte… Pro
Contro
Conclusioni
Dati Tecnici
Supporto :
Versione : Multiplayer : Online :
Cd
PAL No No
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Screenshots

Cover

Un classico della serie... la visuale da dietro l'angolo.

Per la serie "non tutte le ciambelle escono con il buco": Liquid Snake, il fratello cattivo.

Le scene riguardanti il Cyborg Ninja sono sempre un pò crude... ma comunque bellissime.

Come dimenticarsi del mitico Codec?

Chi a suo tempo lo ha giocato, sicuramente non avrà dimenticato questo frangente di gioco

La componente stealth rivestirà un ruolo di primaria importanza per tutto il gioco
Valutazione
Presentazione :
Grafica :
Audio :
Giocabilità :
Longevità :
Retro Factor :
Grafica :
Audio :
Giocabilità :
Longevità :
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Voto
9.5
