Username
Password
Remember me
Xbox 360
27/10/2010
Genere : First Person Shooter
Anno di uscita : 2010
Mese : Settembre
Software House : Bungie
Distribuito da : Microsoft

Halo Reach
Review By
Alex2
C'erano una volta le killer application. Di cosa stiamo parlando? Tanti anni fa, quando il numero di giochi legati in esclusiva ad una singola piattaforma era decisamente più corposo, si parlava di "killer application" nel caso di quei videogiochi talmente belli, talmente unici da bastare e avanzare da soli come incentivo all'acquisto di una particolare console. Riuscite ad immaginare il Game Boy senza Tetris? Il Super Nintendo senza Super Mario World? Un solo gioco poteva fare la fortuna di una console. Figurarsi, poi, cosa potevano fare molti giochi.
Halo è stato senz'ombra di dubbio la killer application di Xbox, fin dal suo debutto. Il perchè è presto detto: è una serie realizzata da un team americano per persone con gusti americani. Negli ultimi dieci anni il mondo dei videogiochi è stato sconvolto dal lento ma costante calo della produzione "di qualità" dei videogiochi in Giappone, con il risultato di una sempre maggiore occidentalizzazione del character design e del gameplay dei videogiochi prodotti nel paese del Sol Levante, mentre i team di sviluppo occidentali hanno rapidamente guadagnato consensi su scala globale. Che questo sia effetto di una crisi interna al mercato giapponese o di un progressivo aumento qualitativo delle produzioni occidentali poco ci importa: fatto sta che Halo rappresenta, a suo modo, l'Occidente. Un Occidente teso e preoccupato da un clima di costante conflitto, non solo economico e politico ma anche, e soprattutto, interno: sarà un caso che Halo è uscito sulla prima Xbox in seguito all'attacco terroristico al World Trade Center e tratta di una colossale guerra intergalattica con una razza aliena (qualunque popolazione straniera potrebbe apparirci come straniera), in cui l'Occidente sembra prossimo alla sconfitta e per di più in cui i motivi scatenanti sono di natura religiosa, maschera però di secondi fini tutt'altro che immateriali?
Eppure, Halo non si preoccupa di diplomazia nè di politica. Halo ci mette un'arma in mano e ci spedisce dritti nella mischia. Non è possibile parlamentare con un nemico onnipresente e implacabile, violento e di cui non si conosce la lingua: gli si spara un bel colpo in testa e finita lì. L'Occidente vuole sognare, l'Occidente ha bisogno di vivere in pace per poter sognare.
Tutti questi problemi giacciono appena sotto il pelo dell'acqua in Halo. Si intuiscono, si intravedono per un secondo - sotto forma di classici battibecchi tra protagonisti senza volto con più anima di molti giornalisti venduti senza dignità -, ma non vengono mai approfonditi. Non è Metal Gear: niente digressioni perditempo. La serie di Halo ha una trama, certo, e anche meno semplicistica di quanto si potrebbe credere: ma non è questo il punto. Il punto è sognare. E' divertirsi. It's entertainment, baby. Bungie gioca con i ricordi di chi ha amato la saga di Star Wars, ma anche di Star Trek, di Spazio: 1999 e mille altre avventure di fantascienza, ma non solo. Appare palese il confronto tra gli Spartan, soldati speciali geneticamente modificati che nascondo un passato terribile, e Samus Aran, la protagonista determinata e coraggiosa di Metroid: costantemente al "sicuro" nella propria armatura, costantemente in pericolo, costantemente determinati a portare a termine la propria missione. Per non parlare del fatto che Halo, proprio come Metroid, è una saga ormai conclusa da anni che proprio non ne vuole sapere di finire nel dimenticatoio, perchè, per tornare a quanto dicevamo a inizio recensione, la serie di Master Chief è già solo come nome e marchio un blockbuster dal successo assicurato, in grado di garantire lunga vita alla console che lo ospita. Così, anche se la storia di Master Chief si è conclusa, Bungie ha dovuto sfornare un altro capolavoro. Le aspettative erano enormi e mantenerle sarebbe stato difficile, se non impossibile. Il timore maggiore di chi raggiunge un risultato altissimo è di non riuscire a ripeterlo ancora. Il risultato è stato raggiunto, ma l'incanto, ormai, è svanito.

IL GIOCO

Reach è ambientato nel 2552, pochi giorni prima della missione che avrebbero dovuto affrontare Master Chief e gli altri suoi Spartan con il capitano Keyes a bordo della Pillar of Autumn per fare prigioniero un Profeta Covenant: i protagonisti sono sei soldati Spartan che non hanno nulla a che fare con il protagonista della trilogia, ma che vi assomigliano molto nell'aspetto e nel comportamento. Per l'esattezza, la squadra sarebbe composta da cinque elementi, a cui vi aggiungerete voi con il vostro personaggio (chiamato "affettuosamente" dagli altri Sixth, cioè Sesto), personalizzabile nell'aspetto e nell'armamento ma solo a livello estetico (nessuna influenza in combattimento, insomma... peccato) e solo esteriormente (non lo vedrete mai in volto, esattamente come Spartan 117). Sarà proprio questa squadra di Spartan, il Noble Team, a incappare per la prima volta nei Covenant, sbarcati in gran segreto sul pianeta Reach (la più potente base militare dei terrestri) con l'evidente intenzione di fare piazza pulita dell'odiato nemico umano. La trama inizia quindi di gran fretta ma, nonostante si entri presto nel vivo dell'azione e i paesaggi visitati siano spesso mozzafiato, non si percepisce lo stesso pathos, lo stesso crescendo emozionale della trama del primo Halo (per chi non lo sapesse, abbiamo a che fare con un prequel, e parrebbe logico attendersi un certo sapore da ritorno alle origini). Vabbè, in compenso però ci si diverte.... la maggior parte del tempo. Impossibile glissare su alcune delle più gravi pecche di Reach (che invece avrebbero dovuto essere i suoi cavalli di battaglia): il Noble Team sembra non esistere. Ci si sente costantemente da soli, nonostante l'apparente spinta impressa da Bungie nel presentare Reach come l'episodio dove, più di ogni altro, avremmo fatto parte di una squadra. A questo si aggiungono le monotone sezioni di combattimento aereo (una nello spazio e una in volo sopra una città) che ricordano molto, per le caratteristiche sbagliate, il vecchio Star Wars Starfighter, piazzandoci a bordo di un'astronave che richiama anche nel design la saga di Lucas e che si fa forte di laser e missili infiniti per restare quasi fermi a crivellare di colpi tutti i Phantom Covenant in arrivo fino alla fine del livello.
La maggiore e più gradita innovazione a livello di gameplay risiede sicuramente nelle abilità aggiuntive dell'armatura che si trovano sparse per i livelli, assieme a proiettili e granate, negli armadietti dell'UNSC. Scudi portatili e blocchi armatura fanno però da mero contorno all'introduzione del jetpack, aggiunta gradevole nella modalità storia e di importanza notevole in multiplayer online, oltre che alla fin troppo richiesta possibilità di correre come in un qualunque altro sparatutto in prima persona. Per il resto, ci troviamo di fronte lo stesso arsenale di armi che ci accompagna dal 2007, più o meno gli stessi nemici e gli stessi veicoli, ma ciò non toglie che il tempo scorra via senza grossi intoppi (escludendo alcuni improvvisi e inspiegabili picchi di difficoltà dovuti a un numero troppo elevato di nemici in una stanza piuttosto che in un'altra) fino alla fine della storia, dove un atteso ma quantomeno intenso finale (in tutti i sensi), vissuto come sempre dagli occhi del protagonista, ci lascia dopotutto l'amaro in bocca e, sulle parole della dottoressa Halsey, ci fa tornare con il ricordo a Reach, al sacrificio di quegli uomini di fantasia, e a quello di chi, quel sacrificio, l'ha dovuto compiere davvero.

MULTIPLAYER ONLINE

L'online è sicuramente la parte più ricca di intrattenimento e di soddisfazione che ha da offrire il menu preparato da Bungie. Connettendosi a Xbox Live, è possibile unirsi ad un amico in modalità Cooperativa e finire assieme la Campagna a qualunque difficoltà in qualunque momento, oppure creare una squadra e impostare secondo i propri desideri una partita Sparatoria a punteggio contro orde crescenti di nemici, oppure ancora combattere tutti contro tutti in modalità Matchmaking... e mille altre opzioni ancora.
Nel multiplayer online è davvero possibile personalizzare tutto, dalla durata in minuti al numero e al tipo di ogni singolo nemico in arrivo, oltre che ai tantissimi tipi diversi di partite che è possibile disputare contro giocatori di tutto il mondo quasi sempre senza lag (almeno, non in quantità eccessiva) o senza perdite di punti. Ogni giorno, poi, si attivano delle speciali sfide da completare per vincere crediti da usare poi nell'armeria, oltre che per salire di grado rispetto agli altri giocatori.
Su questo fronte, Bungie non fa prigionieri.


Pro
  • Campagna appassionante...
  • Tecnicamente ottimo
  • Multiplayer virtualmente infinito
  • Versione Legendary splendida...
  • Contro
  • ...ma alcune missioni appaiono sotto la media
  • Improvvisi picchi di difficoltà a volte frustranti
  • ...anche se ingombrante
  •  Conclusioni
    Dati Tecnici
    Supporto : 
    Versione : 
    Multiplayer : 
    Online : 
    DVD9 (Dual Layer)
    PAL Ita
    Si
    Si
    Halo Reach è la summa di tutto ciò che di buono ha saputo darci Halo in questi anni. La trama non è nulla di particolarmente nuovo o intenso (nonostante abbia i suoi momenti, ma forse proprio la consapevolezza che tutto andrà storto rovina parzialmente la risoluzione dell'intreccio), il gameplay non presenta novità per cui strapparsi i capelli, eppure non è possibile bollare Reach come un brutto gioco nè dire che si sarebbe stati meglio senza: non è possibile, perchè Reach rappresenta una sorta di testamento e di atto d'amore di Bungie nei confronti dei fan e della serie che loro stessi hanno creato. Gli Spartan sono loro stessi, grafici e programmatori senza volto scesi in trincea per regalarci (e regalarsi) un'ultima emozione con l'equivalente moderno di Star Wars, un'epopea fantascientifica che per qualche ora si permette di allontanarci dai nostri problemi e risolvere senza troppo sforzo quelli di un futuro molto lontano. In fondo, per chi ha giocato ad Halo (il primo), sarà impossibile dimenticarsi di Reach.
    Commenti (3)
    Non ho mai giocato un Halo in vita mia, comunque la tua recensione mi incuriosisce.... Complimenti come sempre! ;)
     By McDohl - 28-Oct-2010 02:10
    Se sono riuscito a fare una cosa del genere devo farmi assumere all'ufficio pubbliche relazioni di Microsoft :D ahahah
     By Alex2 - 27-Oct-2010 15:10
    Recensione sublime che fa passare la mia pigrizia :D è arrivato forse il momento di dedicarmi ad un Halo!!!
     By Fedeweb - 27-Oct-2010 14:10
    Screenshots
    1
    1

    2
    2

    3
    3

    4
    4

    5
    5

    6
    6

    7
    7

    8
    8

    9
    9

    Valutazione
    Presentazione : 
    Grafica : 
    Audio : 
    Giocabilità : 
    Longevità : 
    Retro Factor : 
    10
    9.5
    9
    8.5
    9
    N/A
     
    Voto
    8.5