![]() Xbox 360
28/07/2010
Genere : Action/Shoot'em Up
Anno di uscita : 2010 Mese : Luglio
Software House : Ruffian Games
Distribuito da : Microsoft Games Studios Crackdown 2 Review By
Non so voi, ma Crackdown mi ha riportato alla mente quei pomeriggi adolescenziali in cui, ospite a casa di amici o cugini, si finiva a giocare davanti a una Playstation 2 e una copia di Grand Theft Auto III (o successive incarnazioni, non faceva molta differenza quale), quando ancora non esistevano un codice PEGI né tantomeno genitori o negozianti capaci di discriminare tra giochi adatti ai minori e giochi inadatti (pardon, volevo dire “giochini”, chè in fondo non sono molto più che l’evoluzione dei pupazzi con cui giocavamo da piccoli, nevvero?). Per inciso: cosa mi colpiva tanto di quelle occasioni? Beh, io non avevo una PS2, né tantomeno una versione qualunque di GTA, dato che fin dalla più tenera età ero un utente Nintendo. Cresciuto a pane, Nutella e Super Mario. Sì, un bambino pacioccoso con le manine impiastricciate di Nutella, come si diceva ai bei tempi di Consolemania.
Alex2 Il mondo violento, non sense e, soprattutto, free-roaming, liberamente esplorabile, di GTA III (e seguenti), per me fu una rivelazione. Ma, ancor di più, fu una rivelazione vedere in seguito un mio cugino (mio coetaneo) giocare con una PS2 senza neanche la memory card: così, tanto per il gusto di premere dei tasti e ottenere degli effetti stupidi (bastava inserire i cheat per avere da subito soldi e munizioni infinite, per non parlare del leggendario panzer di Vice City). Ai miei occhi pareva assolutamente assurdo, assuefatto com’ero da anni (eravamo in piena epoca GameCube) a profili giocatore, statistiche (Smash Bros. Melee su tutti) e percentuali di completamento. Eppure, all’epoca di Super Mario Bros. per NES, anch’io avevo giocato così, solo per il gusto di giocare, fantasticando su una trama quasi inesistente e sul muovere un personaggio virtuale in un mondo di luce creato dal mio televisore, per il puro gusto ludico di azione e reazione. Ecco, questo, signori, è Crackdown. Niente trama, eccetto qualche breve sequenza esplicativa di obiettivi e nemici (sempre molto vaghi e generici). Così, dopo un “veloce” cambio di sviluppatore (Ruffian Games ha preso in custodia, immagino cautelare, il titolo a tre anni di distanza dall’uscita del primo episodio), famoso oltretutto per avere contenuto l’accesso iper-pubblicizzato alla beta di Halo 3, eccoci pronti a muovere i primi passi in quel di Pacific City, una città che di tranquillo e pacifico ha davvero poco. Eliminate anche le vaghe e sintetiche descrizioni dei boss medi e grandi del predecessore, Crackdown 2 ci fornisce a malapena di un editor per personalizzare il protagonista con il volto che più ci aggrada – tutti peraltro anonimi e pure piuttosto simili a quelli dei personaggi non giocanti – e ci spedisce a calcioni in mezzo al nostro personale campo di battaglia, Pacific City, dove una mappa à la GTA si riempirà velocemente di simbolini colorati atti a indicarci l’ubicazione delle varie sub-quest, tutte disponibili dai primi istanti di gioco. La popolazione locale è divisa tra ribelli e mutanti (conseguenza del finale del primo titolo della serie, di cui non parleremo per evitare spoiler agli ultimissimi interessati…!), differenziando leggermente le IA tra questi due gruppi di PNG; per il resto, le missioni si assomigliano un po’ tutte, come molti altri titoli sandbox di questa generazione hanno già dimostrato (vedi Prototype), tanto che è possibile riassumere le missioni nello schema “raggiungi la locazione – distruggi i nemici – attendi i rinforzi e legna tutti”. Ad agitare un po’ le acque ci pensano la differente quantità di mostri presenti per le strade tra giorno e notte, le gare di velocità a bordo di veicoli o a piedi, e la costante ricerca di potenziamenti (sfere) per il nostro bravo personaggio Insomma, è difficile allontanare una certa ripetitività di fondo, nonostante il gioco ce la metta tutta nel fornire alternative e obiettivi secondari, così come una modalità online cooperativa – con tanto di potenziamenti esclusivi per il Live – o sfide multiplayer, dal classico deathmatch all’innovativo “Rocket Tag”, in cui tutti i giocatori combattono contro un singolo armato solo di granate. Tecnicamente, ci troviamo di fronte a un gioco graficamente molto povero vista la media dei titoli di oggi, quasi tirato fuori dalla vecchia generazione di hardware in certi passaggi, e nemmeno il reparto sonoro si fa notare. Nonostante tutto Crackdown 2 è esplorabile in lungo e in largo, e divertente per chi si accontenta di un mero sandbox privo di tutto il contorno fatto di personaggi memorabili e sfondo affascinante a cui siamo stati abituati negli ultimi anni da altre produzioni (Rockstar, tanto per dirne una, la stessa con cui avevamo aperto la recensione); ma, dopotutto, accanto ai film impegnati esistono anche quelli leggeri da sabato sera, ed è a quel tipo di spettatori che il titolo Ruffian Games si rivolge. Pro
Contro
Conclusioni
Dati Tecnici
Supporto :
Versione : Multiplayer : Online :
DVD
PAL Ita Si Si
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