![]() Film
24/06/2010
Genere : Action
Anno di uscita : 2010 Mese : Maggio
Software House :
Distribuito da : N/A Prince of Persia - Le Sabbie del Tempo Review By
E ci voleva tanto?
Alex2 Ci hanno provato in tanti: Super Mario Bros., Tomb Raider, Resident Evil, Silent Hill... ma finora, a mio parere, nessuno, vuoi per mancanza di un budget adeguato, vuoi per mancanza di registi o attori di talento, era riuscito a produrre un lungometraggio che ricreasse decentemente non dico l'appeal, ma la semplice caratterizzazione di ambientazioni e personaggi come si erano viste nel videogioco da cui il film traeva ispirazione. Ci sono voluti molti anni di attesa per arrivare a questo Prince of Persia - Le Sabbie del Tempo, adattamento cinematografico dell'omonimo capolavoro Ubisoft del 2003. Molti anni, un produttore con molti mezzi a disposizione (Jerry "Pirati dei Caraibi" Bruckheimer assieme alla stessa Disney), e, soprattutto, molti attori dal pregevole background come Jake Gyllenhaal, Ben Kingsley e Alfred Molina, che sono riusciti con la loro recitazione a trasmettere il feeling "videoludico" dei rispettivi personaggi. Un "bravo" se lo merita soprattutto Jake, diventato famoso anni fa grazie a "Donnie Darko" e trasformatosi qui - dopo un bel po' di allenamento atletico - nell'agile Principe barbuto, autoironico e coraggioso che tutti noi giocatori conosciamo e amiamo con rinnovato vigore dalla "trilogia delle Sabbie" in avanti; mentre Ben Kingsley rappresenta la personificazione del Visir videoludico, qui diventato il fratello di Re Sharahman di Persia. Non faccia storcere il naso la apprentemente indiscriminata reinterpretazione che ha subito la trama nel passaggio dalla console alla celluloide: si può facilmente intuire quanto questo passaggio fosse necessario, visto l'onere di dover raccontare una storia lunga un paio d'ore, che non poteva - e fortunatamente non è stata - solo rappresentazione di sfarzosi effetti speciali e di sequenze di combattimento contro un esercito di mostri di sabbia (invece questi, purtroppo, sono del tutto assenti). D'altro canto, riscalda il cuore leggere nei titoli di coda, dopo quindi aver assistito al dipanarsi dell'intreccio, il nome di Jordan Mechner accanto alla dicitura "Soggetto e sceneggiatura": chi meglio di lui, che creò il personaggio e il mondo del Principe di Persia più di vent'anni fa, avrebbe potuto condurre senza troppi traumi questa trasmutazione dal gioco al film? E sembra ironico pensare che Mechner fosse un aspirante regista, e dal creare videogiochi sia passato a scrivere film. Il regista invece è Mike Newell, già conosciuto nel mondo del fantasy per il suo discutibile (ad essere gentili) adattamento di Harry Potter e il Calice di Fuoco, e difatti alcune scelte, come l'uso a volte indiscriminato e fuori luogo del rallenty, riportano alla mente la sufficienza scarsa del film Warner. Ma bando ai ricordi tristi: qui abbiamo veramente di che gioire. La trama racconta del giovane Dastan, un orfano di strada "salvato" da Re Sharahman in seguito ad un atto di coraggio da parte del bambino che colpì molto il sovrano: fu così che il piccolo divenne parte della famiglia reale. Passano gli anni, Dastan diventa adulto, ma non perde il coraggio e la semplicità che possedeva da bambino, diventando un Principe "senza mire al trono", come lo definisce il padre: un Re saggio e un genitore premuroso, che conosce bene i punti di forza dei propri figli e crede nella centralità dei legami affettivi per mantenere la pace e poter governare con saggezza. Purtroppo sarà proprio questa fiducia la causa della sua rovina, e l'inizio del complotto contro l'ignaro Principe in seguito all'invasione di una città santa della Persia, dove, tra l'altro, incontrerà la misteriosa principessa Tamina... Preferisco fermarmi qui con la descrizione della trama per non rovinare il piacere dell'intreccio a chi vorrà godersi il film al cinema. Agli appassionati della saga videoludica, dico soltanto che il film, a contrario delle aspettative, mescola elementi di Le Sabbie del Tempo con quelli di Prince of Persia "2008" (la bandana rossa e blu che indossa Dastan in un certo momento è un'allusione fin troppo esplicita, e la stessa principessa Tamina ha in sè sia la caratterizzazione di Farah che quella di Elika); il personaggio del Visir è stato eliminato, trasformandosi in un altro, mentre il fratello del Principe (Malik nella saga videoludica) è stato sostituito da due fratelli, uno più grezzo e violento ma in fondo di buon cuore, l'altro saggio e ponderato ma ambizioso e donnaiolo. Fra tutti, quelli più simili alle controparti di silicio sono sicuramente il Principe e il Re Sharahman, resi molto bene nella carica divertita e divertente del primo, saggia e comprensiva del secondo. A tutti questi, si aggiungono delle gradite sorprese: Alfred Molina interpreta un ricco fuorilegge che organizza corse illegali di struzzi per fare soldi senza pagare le tasse, senza risparmiarsi frecciatine e termini che probabilmente duemila anni fa non esistevano, ma che oggi fanno addirittura satira politica (!); gli Assassini, setta segreta al servizio dei Re di Persia, strizzano l'occhio all'altro blockbuster Ubisoft, così come molte scelte di inquadratura (specialmente all'inizio del film), lasciando ben sperare anche per un adattamento cinematografico (di più lungo respiro dopo Lineage) dedicato ad Assassin's Creed. In sostanza, la trama sa vagamente di già sentito (certi riferimenti poi richiamano Il Re Leone di disneyana memoria), ma sono le battute dei personaggi e il ritmo, oltre naturalmente alle sequenze d'azione e quelle acrobatiche, a farla sembrare nuova e godibile. In più, si aggiungono molti passaggi dal sapore fiabesco ma, in qualche modo, "adulto", che sa mantenere l'ingenuità dello sguardo di un bambino rivolto al magico, al cartone animato, ma accompagnandolo alla maturità e alla disillusione dell'adulto (e la maturazione di Dastan verso la fine del film esprime bene questo passaggio); gli effetti speciali sono ben fatti, come era lecito aspettarsi da una produzione di questo livello, e il leggendario Pugnale del Tempo richiama il design del gioco originale; solo le modifiche di ambientazione lo tengono separato, quasi fosse "un'altra versione", ma invece di disturbare l'appassionato, questa differenza sottolinea e, allo stesso tempo, porta rispetto alla differenza tra videogioco e film. Pro
Contro
Conclusioni
Dati Tecnici
Supporto :
Versione : Multiplayer : Online :
N/A
PAL Ita No No
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