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PC
25/05/2010
Genere : Role-playing
Anno di uscita : 1995
Mese : N/A
Software House : Blue Byte
Distribuito da : Blue Byte

Albion
Review By
GendoIkari
Prima di diventare praticamente “The Settlers Inc.” da quando è stata acquisita da Ubisoft, Blue Byte sviluppò e pubblicò giochi di vari generi, anche se alcuni non riuscirono a trovare successo al di fuori della nativa Germania. Uno di questi è Albion, unica avventura della casa tedesca nel campo dei giochi di ruolo, creato da esuli della Thalion che avevano prodotto anche Amberstar e Ambermoon (e, di tutt’altro genere, Lionheart), di cui è l’erede spirituale; lo sviluppo iniziò su Amiga e fu poi traghettato su PC. La tardiva traduzione in inglese, almeno un anno dopo l’uscita tedesca, accompagnata da una distribuzione silenziosa e dal fatto di essere arrivato sul mercato già vecchio tecnicamente, non gli rese giustizia.

Il mediocre FMV iniziale, accettabile solo perché rappresenta una sequenza onirica, non fa buona impressione ma tranquilli, dopo quello niente filmati ulteriori, si passa ad una piacevole visuale 2D dall’alto e si indossa i panni di Tom Driscoll, pilota di una megacorporazione futura. Già l’antefatto è molto interessante: passati i primi dialoghi necessari, potete decidere di rispondere subito alla chiamata di presentarvi all’hangar, oppure ignorarla di continuo e gironzolare l’astronave Toronto per conoscere di più del background, potreste persino infilarvi in un mini-dungeon (il livello di servizio) e recuperare un oggetto utile. Dopodiché, precipitati sul pianeta che dovevate esplorare per conto della compagnia insieme allo xenobiologo Rainer Hofstedt, l’universo narrativo di Albion si apre al giocatore in tutta la sua bellezza. È un vero mondo parallelo e credibile, sospeso fra fantascienza e fantasy, senza però cadere nei maggiori stereotipi di quest’ultimo genere. La civiltà degli Iskai, felini umanoidi che salvano i due personaggi, è descritta con dovizia di particolari e originale in molti aspetti; le altre popolazioni non raggiungono questo stesso livello ma sono comunque molto curate. Intrattenendosi con i numerosi NPC è possibile conoscere le leggi, le tradizioni, la storia e la filosofia di vita (e morte) delle genti del pianeta – neppure il suo nome, che suona ben poco alieno, è casuale. L’affetto che Tom sviluppa per Albion nel corso della sua avventura è pienamente condivisibile.

La grafica si alterna fra tre visuali: 2D dall’alto, 2D sempre dall’alto ma a maggiore distanza, e 3D nei dungeon e negli esterni dei centri abitati più grandi, fasi in cui si rende disponibile anche un automap, con i luoghi più importanti marcati per potervisi “teletrasportare” rapidamente. È un 3D finto e tutto sullo stesso piano, la visuale non è molto ampia e ci sono un sacco di oggetti 2D assai cubettosi da vicino, fra cui NPC che guardano sempre nella direzione del giocatore e animati con 3-4 frame… Tuttavia il design azzeccato e l’ottima qualità delle texture gli permettono comunque di funzionare nei dungeon “artificiali”, non altrettanto nelle caverne (un ampio dungeon facoltativo ma con troppi oggetti utili per essere ignorato), il passaggio meno riuscito del gioco. Comune a tutte le modalità è un ottimo gusto nella scelta e nell’uso dei colori. Musiche ed effetti sonori potevano essere più vari ma fanno il loro dovere, in particolare il tema dei territori Iskai. Tocchi di classe: il tempo scorre in modo leggermente diverso nelle tre visuali, in proporzione con la velocità di spostamento dei personaggi, e gli Iskai ci vedono meglio al buio, buon motivo per metterli come leader nei dungeon.

Il gioco è gestibile interamente via mouse, anche se ovviamente la tastiera resta consigliata per gli spostamenti, in particolare nelle sezioni 3D dove, per fortuna, è anche possibile correre. L’interazione con l’ambiente circostante può diventare scomoda in alcuni momenti, si tratta di tenere premuto il pulsante destro del mouse, rilasciare sull’oggetto o persona (a non più di qualche passo di distanza dal personaggio) e a quel punto selezionare l’azione da intraprendere. Ci vuole anche un po’ di abitudine con i vari clic destri, sinistri e doppi richiesti, ma in generale l’interfaccia resta molto snella e non si perde fra decine di menu. Va sottolineato come non vi sia alcuna creazione dei personaggi, le loro caratteristiche e l’avvicendarsi sono determinati dal fluire della storia, particolare che farà storcere il naso ai più puristi e ha portato addirittura qualcuno ad avvicinare Albion ai GdR orientali. Un errore perché il gioco non rinuncia comunque ad uno strato di maggiore complessità, ogni personaggio presenta un discreto numero di statistiche a caratterizzarlo, per non parlare poi della gestione dell’inventario: ogni singolo oggetto ha un peso, anche le razioni di cibo (necessarie per recuperare energia quando si riposa) e il denaro, che va quindi amministrato con cura – benedirete i forzieri che si trovano in giro, così come gli amuleti che aumentano la forza e quindi anche il peso trasportabile da un personaggio, ma questo non vi eviterà situazioni in cui dovrete letteralmente buttare i soldi! Neppure vendere qualunque oggetto inutile (per guadagnarci almeno qualche soldo piuttosto che buttarlo e basta) è possibile, visto che i commercianti hanno spazio limitato… Preparatevi a imbestialirvi spesso su questo aspetto. Le conversazioni sono gestite con un sistema che evidenzia nuovi argomenti man mano che vengono citati durante i dialoghi. È anche possibile digitare manualmente delle parole ma, a meno di non sapere esattamente di cosa si vuole parlare, è generalmente inutile; risulta necessario solo in due situazioni opzionali, ma che portano beneficio se risolte positivamente.

Il combattimento avviene per scontri non casuali, a turni, su una piccola griglia di 6x5 caselle; è un po’ schematico ma non per questo privo di tattica, ed è molto importante stabilire in precedenza la disposizione del party sul campo. Nessuno scontro va preso sottogamba ma è anche vero che fra un turno e l’altro si può tranquillamente entrare nell’inventario e consumare pozioni. I risultati sono mostrati con una soggettiva del party, che presenta anche alcuni simpatici effetti grafici per gli incantesimi. A proposito di magia: i membri capaci di usarla la possono apprendere da maestri o tramite pergamene magiche, inoltre l’efficacia non è determinata dal livello del personaggio ma cresce usandola più e più volte in battaglia, indispensabile con gli incantesimi per togliersi rapidamente di mezzo creature demoniache. Oltre all’esperienza (il livello massimo è 50) dai combattimenti si guadagnano Training Points che, insieme a una somma in denaro, possono essere spesi presso allenatori per migliorare le capacità di combattimento a corto e lungo raggio, più un paio di abilità speciali.

Per un mondo di gioco così curato, la trama al contrario non è nulla di speciale, anzi, gli sviluppi della quest principale sono abbastanza prevedibili quasi fin dall’inizio. Occasione parzialmente sprecata anche con i personaggi, ognuno possiede un paio di dialoghi per caratterizzarlo meglio e nulla di più; anche la bizzarra storia d’amore che si crea fra due di loro va poco oltre la scena in cui la vediamo nascere. Alcuni incantesimi sono un po’ sbilanciati rispetto ad altri, più che altro, troppo utili e potenti per poterli ignorare. È necessario parecchio grinding (leggasi: spendere molto tempo a combattere per macinare esperienza e salire di molti livelli) per non avere seri problemi nelle fasi più avanzate, e la varietà scarsina dei nemici non aiuta. Ad un certo punto si può reclutare un mago o una guerriera ma, visto che il primo è comunque obbligatorio da prendere con sé per una fase, lei è un po’ inutile. Per via di questi problemi sentivo il gioco stagnare un po’ nella parte centrale, anche come varietà grafica, ma proprio a quel punto, risolta una quest, si è aperta una nuova fase tutta in crescendo che schiude territori inediti, fra cui un immenso dungeon che richiederà da solo diverse ore. Ci sono possibilità di divagazione ma non troppe, rendendo il mondo di Albion vasto ma mai dispersivo, e portando ad un finale rapido ma molto soddisfacente.

Un paio di consigli spassionati prima di chiudere.
- Prima di salpare dal territorio iniziale, portate con pazienza tutti i personaggi almeno a livello 12, acquisite tutte le magie e l’equipaggiamento Iskai migliore, e comprate almeno 300 semi magici. Dopo non potrete più avere accesso a oggetti Iskai per molto tempo e sareste notevolmente svantaggiati nel secondo territorio, già molto più difficile.
- Svista dei programmatori: NON date il colpo di grazia al boss del mega-dungeon con l’incantesimo Fungification, o insieme a lui dissolverete anche un oggetto che lascia, indispensabile per finire il gioco!
Pro
  • splendido mondo di gioco
  • ottimo compromesso fra accessibilità e profondità
  • graficamente piacevole
  • Contro
  • storia e personaggi non molto sviluppati
  • parecchio grinding
  • sezioni 3D non sempre all’altezza del resto
  •  Conclusioni
    Dati Tecnici
    Supporto : 
    Versione : 
    Multiplayer : 
    Online : 
    Cd
    N/A
    No
    No
    Pur con qualche pecca, Albion è stato ingiustamente sottovalutato a suo tempo; farà la felicità di gran parte degli appassionati del genere e potrebbe attirare pure chi considera i vecchi GdR occidentali generalmente indigesti. Ha anche il raro pregio di essere un gioco che non mette fretta di finirlo: è piuttosto da gustare poco per volta, perdendosi a passeggiare nel suo mondo, sperando di non doverlo abbandonare troppo presto. Da notare infine che se avete visto il recente Avatar di James Cameron, troverete in Albion simpatiche analogie, a partire dalla copertina!
    Screenshots
    Box
    Box

    Inizio, sulla nave spaziale Toronto
    Inizio, sulla nave spaziale Toronto


    "primo contatto" di Tom con gli Iskai

    sezione 3D in esterni
    sezione 3D in esterni

    conversazione
    conversazione

    combattimento
    combattimento

    automapping delle sezioni 3D
    automapping delle sezioni 3D

    Valutazione
    Presentazione : 
    Grafica : 
    Audio : 
    Giocabilità : 
    Longevità : 
    Retro Factor : 
    6.5
    8
    7
    8
    9
    N/A
     
    Voto
    8.5