![]() Gameboy Classic
30/03/2010
Genere : Action
Anno di uscita : 2000 Mese : Luglio
Software House : Game Freak
Distribuito da : Nintendo Pokèmon Giallo Review By
L'anno 2000 si aprì in Italia con l'arrivo della serie animata (e del conseguente attacco di carte collezionabili, figurine, pupazzi e merchandising di ogni tipo) dei Pokèmon, nati due anni prima in Giappone come RPG per l'ormai vetusto Game Boy, ma portatori di un'idea così potente da generare ancora oggi un esercito di cloni e imitatori che, in vario modo, hanno saputo rimescolare l'idea di base e fornire nuovi IP di successo (basti pensare ai "sosia" Digimon o ai "derivati" basati su giochi di carte come Yu-Gi-Oh!, oppure ancora su mostri collezionabili di diverso tipo, come i Bakugan). In sostanza, l'idea centrale su cui ruota il gameplay di Pokèmon è molto semplice: la crescita del personaggio - tema basilare di qualunque gioco di ruolo - non avviene mediante punti esperienza e caratteristiche direttamente modificabili su quest'ultimo, ma tramite dei pocket monsters (da cui il sostantivo contratto Pokèmon) che il personaggio (l'allenatore) può trasportare miniaturizzandoli e riponendoli nello zainetto grazie a degli oggetti tecnologici che hanno quasi del magico: le sfere Pokè. Ogni allenatore può trasportare (e usare in combattimento) fino a un massimo di 6 Pokèmon per volta, senza ulteriori discriminazioni: ciò significa che ogni allenatore può adoperare mostri di tipo diverso o meno, di livelli differenziati o meno, ecc.: e questa libertà così accentuata non si limita alla scelta della tipologia di mostri, ma alla cernita di abilità che ogni Pokèmon può memorizzare (4 al massimo su un totale di 20-25 abilità per ogni mostro; ogni abilità viene "sbloccata" al raggiungimento di un dato livello e solo allora si può decidere se insegnarla o no all'animale. Le abilità rifiutate vengono perdute e non c'è modo quasi di impararle una seconda volta). Facendo un rapido calcolo, vi renderete subito conto di quanto Pokèmon sia in realtà un gioco complesso, e quanto sotto l'aspetto morbido e rassicurante del character design degli animali e dei personaggi sia facile in realtà percepire la difficoltà della ricerca dell'equilibrio perfetto all'interno della propria squadra di mostri tascabili, oltre che dell'equilibrio nel ventaglio di attacchi a disposizione di ognuno.
Alex2 La crescita del personaggio avviene tramite 8 tappe principali: ogni tappa è legata ad un Capopalestra, ovvero all'allenatore più forte della rispettiva città. All'inizio del gioco il Professor Oak, lo studioso di Pokèmon della città dove vive il protagonista, spiega cosa sono questi affascinanti animali, per poi fornire un primo Pokèmon e un Pokèdex (una specie di agenda che registra tutti i dati e i commenti sui mostri incontrati o catturati) al giovane protagonista. La trama, di per sè molto semplice, fa da sfondo e da piacevole accompagnamento all'avventura del protagonista, contrariamente alla tradizione degli RPG in cui la storia ha una parte decisamente più corposa: qui il pretesto narrativo serve solo a giustificare le mosse dell'allenatore e ad illustrare meglio il mondo dei Pokèmon, un mondo fantastico in cui questi particolari animali convivono assieme agli umani, a volte pacificamente e a volte meno. Eppure, coerentemente con la drammarica dichiarazione dell'allora presidente di Nintendo Hiroshi Yamauchi (che in seguito alla rottura con Squaresoft definì i giochi di ruolo "giochi per ragazzi sfortunati e soli"), Pokèmon punta fortemente alla socializzazione: il gioco non si esaurisce affatto al completamento della storia e alla sconfitta di tutti i Capipalestra, ma anzi il vero punto di forza del gioco sta nella ricerca e nella cattura di tutti i Pokèmon contenuti nella cartuccia (ben 139) per poi ottenere gli 11 restanti scambiandoli con altri giocatori. L'unica differenza apprezzabile tra le versioni del primo Pokèmon sono infatti gli 11 animali "mancanti" in ogni cartuccia, diversi a seconda che si giochi Giallo, Rosso, Blu o (solo per il Giappone) Verde: visibile forse come sorta di catarsi del creatore del gioco, Satoshi Tajiri, affetto dalla sindrome di Asperger (un disordine dello sviluppo imparentato con l'autismo) Pokèmon rompe la regola del gioco solitario cara agli RPG e punta all'incontro di nuove persone di tutte le età, alla formazione di una comunità universale con cui scambiare Pokèmon, scontrarsi e crescere insieme. E non c'è un messaggio positivo più forte nella più epica delle storie. Pro
Contro
Conclusioni
Dati Tecnici
Supporto :
Versione : Multiplayer : Online :
Cart
PAL Ita Si No ------------------------------------------------
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