![]() PC
19/11/2009
Genere : Beat'em Up
Anno di uscita : 2009 Mese : Luglio
Software House : Capcom
Distribuito da : Halifax Street Fighter IV Review By
Lo sputtanamento di Capcom continua. Strano come cappello introduttivo, vero? Beh, mi spiace, ma dopo aver provato il tanto atteso quarto capitolo della mia saga videoludica preferita in assoluto, quel commento è l'unica cosa che mi è venuta in mente. E mi spiace, mi spiace davvero dover constatare come anche una casa storica come la Capcom si sia purtroppo venduta al dio denaro e alle leggi di mercato. Se il quinto capitolo di Resident Evil, che pure ha fatto storcere il naso a molti, da non grandissimo fan (quarto episodio a parte) mi aveva lasciato più o meno indifferente, non posso non constatare come, dagli enormi bicipiti di Chris Redfield a questo quarto capitolo di Street Fighter, sia perfettamente chiara la strada che la casa di Osaka ha deciso di intraprendere. Creare prodotti commerciali, indirizzati soprattutto al ragazzino medio di oggi, che vede nella serie GTA la massima espressione videoludica, e sempre meno adatti agli hardcore gamers, razza, ahimè, destinata a una inesorabile estinzione. Penso sia ormai chiaro che questa non sarà l'ennesima recensione che espone solo i pregi (pure tanti a ben vedere) di questo picchiaduro, ma anche e soprattutto i molteplici difetti e mancanze. Una recensione controcorrente, ma che, spero serva a dare una visione d'insieme di un gioco, si molto ben riuscito, ma anche decisamente discutibile.
OniZ Tanto per cominciare, è bene chiarire che questo articolo prende in esame la versione PC del gioco. Quella, strano ma vero, meglio riuscita tra le tre disponibili (le altre due sono naturalmente appannaggio delle console XBOX 360 e PlayStation3), non fosse altro per il semplice fatto che, mentre su console la risoluzione grafica è quella, oramai standard, di 720p (1280x720), su PC, soprattutto se sufficientemente performanti, si raggiunge la strabiliante FullHD a 1080p (1920x1080) che, con tutte le opzioni grafiche attive e i filtri al massimo, e con il frame rate ancorato a 60 fotogrammi al secondo, vi assicuro è un gran gran bel vedere. Tecnicamente, davvero niente da dire. Capcom ha confezionato un prodotto superbo: ogni pixel trasuda stile e ricercatezza, dai menù alle barre energetiche, finanche ai caratteri usati per i nomi dei lottatori, niente è lasciato al caso. Si capisce subito che abbiamo di fronte un titolo di qualità, messo insieme con gusto ed esperienza e dove tutto è stato creato per deliziare la vista, ancor prima di impugnare effettivamente il pad. Dove avrei da obbiettare, ma qui entriamo nei gusti personali, è nella scelta operata sul character design. Dal mio punto di vista, si va dall'accettabile al largamente discutibile. Alcuni personaggi, Ryu e Ken tanto per cominciare, li trovo francamente orridi: figure tozze e quasi prive di collo, e per di più con tratti somatici che quasi niente condividono con quelli storici. Altri, vedi le ragazze, splendide nel fisico, ma anche qui rivedibili nel viso. Altri ancora, decisamente ben riusciti, come Zangief, Blanka, il vecchio boss M.Bison (o Vega versione Giapponese), lo stesso ninja spagnolo Vega, oltre chiaramente ai quattro personaggi nuovi che, essendo appunto nuovi, non sono giudicabili su queste basi. Ho trovato, in ogni caso, eccessivamente occidentalizzati i tratti somatici della totalità dei personaggi, uno stile alla Shinkiro che tanto apprezzavo quando lavorava per SNK e tanto ho odiato da quando ha cominciato a mettere mano, malamente, ai videogiochi Capcom. I fondali sono anch'essi molto ben fatti ma altrettanto altalenanti. Si passa dalle meravigliose rivisitazioni degli stage di Chun Li e Blanka, vere e proprie opere d'arte, roba da mettere in pausa solo per godersi i vari dettagli, ad ambientazioni del tutto anonime, come la distilleria o il laboratorio che ospita il duello finale. Ambientazioni che ho trovato completamente convincenti solo nei casi delle rivisitazioni delle vecchie location. Una critica molto sentita la voglio muovere alle cut scene animate, iniziali e finali, di ogni personaggio. Siamo di fronte ad anime hentai di basso livello, e non sto affatto esagerando. Specifico che cito gli hentai non perchè le scene rappresentino materiale vietato ai minori, ma perchè tale qualità negli anime l'ho riscontatrata solo in produzioni, scarse, di quel genere. I fasti dello studio Mad House, responsabili dello splendido lungometraggio animato del 1994, sono decisamente lontani, e trovo francamente inspiegabile che la Capcom abbia avallato, in un progetto tanto ricercato, tali aberrazioni. Il sonoro, da parte sua, svolge il suo ruolo senza infamia e senza lode. I soliti rifacimenti dei pezzi storici (incredibile come riescano a riarrangiare all'infinito determinate tracce e sempre con risultati apprezzabili) a farla da padrone, e alcuni nuovi brani subito orecchiabili (un vero plauso alla splendida intro “The Next Door”), misti a motivi tirati un po via. Se tecnicamente vi è veramente poco o nulla da obbiettare (tranne, ripeto, per le scelte stilistiche), dove conservo molte riserve è sul fronte della giocabilità, che dovrebbe essere il vero fulcro di qualunque picchiaduro, e nello specifico di un titolo che rappresenta il brand di sua Maestà Street Fighter II, La Giocabilità per eccellenza. Capcom, per questo quarto capitolo (e qui mi ricongiungo al cappello introduttivo), abbandona quasi del tutto la strada verso la ricerca dell'eccellenza tecnica, già raggiunta a mio modo di vedere nel 1991 (Street Fighter II), e portata alla completa maturazione con Street Fighter Third Strike (Capcom 1999), per assemblare un picchiaduro ruffiano, capace di farsi apprezzare fin da subito, tanto dal neofita, quanto dal giocatore più smaliziato. Un gameplay semplificato, che vede sparire ad esempio le parry e gli high jump, nonchè diverse altre mosse dal repertorio di ogni fighter che, invece di guadagnare nuove tecniche, perdono anche alcune di quelle già acquisite. Una velocità di gioco aumentata e, cosa ben più grave, non modificabile come una volta. Prese, unica nota dolente del Third Strike (a mio modo di vedere, sia chiaro) eseguibili ancora con la pressione contemporanea di due tasti, e dove la novità è rappresentata dai Focus Attack. Sempre tramite pressione contemporanea di due tasti, questa mossa rende il nostro combattente parzialmente invulnerabile agli attacchi avversari, durante il caricamento, oltre a permettergli di sferrare un attacco imparabile. Unica novità degna di nota del pacchetto, altrimenti nato già vecchio di oltre dieci anni: questo tipo di attacco, se usato oculatamente, è capace di cambiare completamente gli equilibri di uno scontro. Chiudono il conto le solite super e le ex, già abbondantemente viste negli episodi precedenti. Un'altra nota negativa sono le collisioni tra gli sprite. Queste, vero fiore all'occhiello della produzione Capcom, devono purtroppo sottostare a leggi tecniche che impediscono di replicare alla perfezione, in campo 3D, le meccaniche già ampiamente collaudate e prossime alla perfezione, che potemmo apprezzare nei titoli in due dimensioni. Il gameplay semplificato, unito a una velocità di gioco eccessiva e non modulabile, spostano gli equilibri di questo picchiaduro verso lo smanettamento accanito, ben poco incline alla ricerca della perfezione della tecnica. Street Fighter IV, per carità, se approfondito adeguatamente è capace di regalare diverse soddisfazioni, in special modo affrontando avversari umani e non la sola CPU, stupidamente frustrante già a livelli di difficoltà medi. Un gioco che, come tutti i picchiaduro moderni, vive due vite: una offline, determinata da quanta voglia avrete di finirlo con tutti i personaggi e completare le varie sfide, per sbloccare combattenti e costumi extra. E una online, virtualmente infinita e che su PC, nello specifico, si affida al servizio Windows Live, il quale permette “l'intrusione” di sfidanti in qualunque momento, se la specifica opzione è attivata, anche durante una sfida arcade. Praticamente, ce ne stiamo tranquilli a giocare per gli affari nostri e, di punto in bianco, ti arriva il rompi di turno che, senza inserire il gettone, come accadeva nelle care vecchie salette, con un semplice click sulla tastiera ti lancia il suo guanto di sfida e: “Here comes a new Challenger”. Concludo parlando di comandi. Per apprezzare appieno questo gioco occorre naturalmente un buon joypad o ancora meglio un joystick. Per quanto mi riguarda, ho ripiegato su un adattatore per pad PlayStation e uso un vecchio joypad (digitale perchè quelli con croce analogica come i Dual Shock2 non vanno bene) della PsOne. Molti consigliano il pad della 360 for Windows, io ve lo sconsiglio caldamente, la croce direzionale è pessima per i picchiaduro, e lo stick analogico, beh, per i picchiaduro 2D inutile parlarne. Alla prossima. In collaborazione con RetroGioco Pro
Contro
Conclusioni
Dati Tecnici
Supporto :
Versione : Multiplayer : Online :
DVD9 (Dual Layer)
PAL Si Si ------------------------------------------------
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