![]() Saturn
28/03/2009
Genere : Beat'em Up
Anno di uscita : 1998 Mese : N/A
Software House : Capcom
Distribuito da : N/A Vampire Savior Review By
Terzo episodio della saga di Darkstalkers, Vampire Savior viene convertito per Saturn nel 1998. Trattasi di un elegante picchiaduro bidimensionale prodotto da Capcom. La paternità del titolo è in questo caso molto significativa: il pensiero di qualunque videogiocatore corre inevitabilmente a Street Fighter, e non è facile reggere il paragone con uno dei mostri sacri della storia dei videogiochi. Ebbene, Vampire Savior trae il massimo dal confronto con un passato ingombrante, in un progressismo mai dimentico di una storia gloriosa. Gli sviluppatori sono stati abili ad ampliare gli orizzonti del beat’em up, grazie ad una ricerca che si volge alla drastica disomogeneità all’interno del parco personaggi, non solo dal punto di vista del design, ma anche da quello dello stile di combattimento. Ne deriva un gameplay complesso e articolato, che pone al centro la performabilità delle combo in quanto sistema di esponenzializzazione dell’elemento spettacolare. D’altra parte, nell’intreccio tra statica e dinamica dell’immagine, si delinea un approccio all’estetica videoludica il cui fondamento è da identificarsi nell’impatto emozionale di un’espressività trasognata, che gioca col colore nel tentativo di dare luogo ad accostamenti suggestivi e vagamente barocchi. La particolare natura del quadro semovente cui dà origine Vampire Savior sovraespone il viluppo di orpelli nella ricerca del perfezionamento totale, propelle l’opera verso il bello, ordisce una trama di forme armoniose, nel compenetrarsi di azione e contemplazione. L’ambiente, dall’incanto del bosco fatato al desolante stagliarsi della città fantasma, mantiene un non so che di inquietante, un alone di mistero che si sostanzia nell’ineffabilità dell’immagine come costrutto poliedrico, irriducibile, incommensurabile. Dietro al velo parallattico di strutture in primo piano si cela un mondo vago e indefinito, che il giocatore intravvede e non coglie. Al contempo, i personaggi mostrano, nel loro forte differenziarsi, una spiccata personalità, frutto delle suggestioni più eterogenee. E’ nella corrosiva carica ironica data dall’incontro fra tradizione fiabesca e disincanto del pensiero moderno che si generano figure paradossali e carismatiche, in grado di danzare su fondali a volte sospesi nel tempo, più spesso tendenti all’aporia cronologica. Dinnanzi al giocatore, vige il continuo plasmarsi e disfarsi d’un disegno unitario che aggrega e disgrega mediante il ritmo del moto dei tasti e dei pixel, che avvicina al passato.
kienzan Il videogioco dà luogo ad un mondo difficilmente riducibile al mero intrattenimento: l’esperienza ludica è la superficie di un fenomeno il cui cuore pulsante è la cultura come continuo farsi e rifarsi (o, per meglio dire, rifarsi e farsi). Il caposaldo è la citazione, ma l’oggetto è gettato fuori da sé, ed è vittima di un ambiente che lo snatura, lo pervade, lo dissacra. Vampire Savior è denso, spiazzante, inaspettato. Anche per questo, è uno dei punti più elevati raggiunti dal beat’em up non solo sulle console a 32-bit, ma nell’intera storia dei videogiochi. Semplicemente imprescindibile. Pro
Contro
Conclusioni
Dati Tecnici
Supporto :
Versione : Multiplayer : Online :
Cd
NTSC Jap Si No ------------------------------------------------
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