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Gamecube
18/03/2009
Genere : Action Strategy
Anno di uscita : 2002
Mese : N/A
Software House : Nintendo EAD
Distribuito da : Nintendo

Pikmin
Review By
Alex2
In Pikmin lo scopo del gioco è quello di utilizzare i suddetti Pikmin che danno il nome al gioco per ritrovare i pezzi dell'astronave del capitano Olimar entro 30 giorni (virtuali) e permettergli di tornare sul suo pianeta prima che esaurisca le riserve di ossigeno (o qualunque altro gas egli respiri, insomma).
Bene, ora che ci siamo tolti questo peso, passiamo a discutere delle cose serie: che cavolo di gioco è Pikmin?

Corre l'anno 2002 e il GameCube, la nuova console di Nintendo, è appena stato lanciato sul mercato. Il fatto sarebbe già curioso di per sè, visto che per la prima volta non c'era un gioco di Mario a mostrare le qualità del nuovo hardware, ma toccò invece a Luigi fare gli onori di casa con il suo primo vero gioco da protagonista... ma questa è un'altra storia. La cosa importante qui è che oltre a Luigi's Mansion, tra le esclusive GC disponibili al lancio, c'era questo Pikmin, che è sicuramente uno dei prodotti più particolari e densi di genialità di Shigeru Miyamoto. Egli disse che l'idea per questo gioco gli era venuta in giardino, probabilmente nel periodo in cui si appassionò - appunto - di giardinaggio, e giocando viene da chiedersi perchè ci potesse pensare solo lui e non anche uno di noi comuni mortali.

La "scusa" di far precipitare l'astronave dello sfortunato Olimar (anagramma, almeno nel nome originale giapponese, di "Mario") su un pianeta molto simile alla Terra - ma abitato da creature decisamente fuori dal comune - torna comoda per presentare al giocatore un ambiente vagamente familiare e dai pericoli piuttosto evidenti, nonostante l'apporto di mostri di fantasia, come fuoco, acqua, rane e così via. Olimar fa conoscenza con il primo Pikmin praticamente appena mette il naso fuori dai resti della sua astronave, e vedere quella strana creaturina simile all'incrocio tra un fiore e un animale umanoide è un momento stranamente intenso. Di lì in avanti però non ci sarà più tempo per riflettere sulle meraviglie della natura, se non nei momenti di pausa tra una giornata e l'altra in cui Olimar appunta i suoi pensieri (che nascondono suggerimenti per il giocatore) sul diario di bordo, visto che croce e delizia di Pikmin è il suo orologio interno, che scandisce il ritmo dei 30 giorni virtuali in cui si divide l'avventura. Ogni giornata va sfruttata al meglio per raccogliere più pezzi possibile (25 sono i pezzi minimi da raccogliere per far funzionare l'astronave e vedere il finale di gioco peggiore, con 30 si sblocca invece il finale migliore), raccogliere più bottoni numerati possibile e riportarli alle Cipolle per accrescere la popolazione di Pikmin, risolvere più enigmi possibile in modo da essere avvantaggiati nei giorni successivi: Pikmin è probabilmente il gioco degli aspiranti manager, ma invece di mettervi alla guida di una azienda e darvi da fare con dei freddi numeri, avrete la possibilità di esplorare un lussureggiante microcosmo naturale, dove voi (Olimar) siete solo un intruso che non ha niente ha a che fare con la lotta per la vita che si svolge qui quotidianamente, se non fosse per l'amicizia che Olimar stringe con i piccoli Pikmin - tanto da fargli decidere di portare con sè le Cipolle, dove vivono gli esserini, in volo sopra il pianeta durante la notte, impedendo agli animali notturni di divorarli.
E in tutto questo non ho ancora accennato al fatto che i Pikmin si dividono in tre differenti razze (o specializzazioni): rossi, gialli e blu. Com'è intuibile, i classici accostamenti cromatici significano che i Rossi sono più resistenti, più adatti al combattimento e capaci di affrontare le fiamme senza paura; i Gialli sono più leggeri, saltano più in alto quando Olimar li lancia e sono capaci di preparare piccole bombe utili per abbattere i muri più resistenti. Infine i Blu sono gli unici in grado di respirare anche sott'acqua. Ma tutte queste cose sono solo particolari accessori, utili ovviamente ai fini del gioco ma superflui per l'esperienza che Pikmin, nella sua semplicità, sa offrire al giocatore paziente e rilassato: c'è una soddisfazione sensoriale, tattile, oltre che audiovisiva, nel comandare la propria truppa (max. 100 Pikmin alla volta, divisi come si vuole nei vari colori), guidarla attraverso le insidie che il pianeta nasconde (?), sconfiggere delle pericole coccinelle affamate e riportare a casa (o meglio, alla Dolphin, la navicella di Olimar) un prezioso pezzo di astronave... anche se a volte lo stesso Olimar non sa a cosa serva (il tipico sense of humour alla Miyamoto, se avete presente). Ed è superfluo dire che nei 30 giorni concessi al giocatore, si forse anche più per via di quel limite di tempo, si sviluppa un certo rapporto affettivo del giocatore nei confronti dei Pikmin, e anzi ci si sente in colpa quando alcuni muoiono per un errore dell'I.A. che li controlla (si tratta pur sempre di microcefali vegetali, che vi aspettavate?), o quando muoiono in combattimento per via di un nostro ordine (e lì non è detto che si trattasse di un errore: magari era una mossa ad hoc per vincere lo scontro...), con tanto di fantasmini dagli occhi vuoti che volano via dai loro corpicini colorati, quasi a sottolineare il giusto senso di colpa nel giocatore, perchè è lui e solo lui ad essere responsabile dell'esistenza dei Pikmin.
Pro
  • Grafica e sonoro eccellenti: svolgono il proprio lavoro con in più la capacità di immergere il giocatore nel mondo dei Pikmin
  • Quei 30 giorni sono un incentivo a non perdere tempo e a godersi ogni istante di gioco. Poi, si può sempre ricominciare da capo.
  • Contro
  • 30 giorni passano in fretta...
  • Multiplayer assente
  •  Conclusioni
    Dati Tecnici
    Supporto : 
    Versione : 
    Multiplayer : 
    Online : 
    Mini Dvd
    PAL Ita
    No
    No
    Ho segnalato questo gioco nel genere "action strategy", ma in realtà neanche "strategico o gestionale in tempo reale" renderebbe esattamente l'idea: Pikmin è Pikmin, punto e basta. Si tratta di una perla rara e come tale non ha bisogno di nessun genere in cui categorizzarlo: non va esaminato sotto l'aspetto tecnico - per quanto importante e ben realizzato -, ma sotto l'aspetto emozionale. Pikmin è un gioco strano, dove tutti gli aspetti tradizionali del "videogame" vengono giustificati dalla storia, rendendo il tutto estremamente plausibile: avete un obiettivo da raggiungere in un tempo dato e parecchi ostacoli che cercheranno di mettervi i bastoni tra le ruote. E' paurosamente simile alla vita vera, non credete?

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    Commenti (3)
    Beh MADrigal come sempre ognuno ha i suoi gusti... personalmente ho apprezzato molto il primo Pikmin, e cercando di analizzarlo il più oggettivamente possibile, credo che si tratti di un ottimo gioco: magari per me vale 9, mentre per qualcun altro può valere 7 o 8... sta a voi criticare la mia recensione se sembra troppo "soggettiva" :P
     By Alex2 - 19-Mar-2009 11:03
    saro' strano io ma a me questo gioco ha annoiato un po'... e' uno dei pochi giochi per GC che ho abbandonato molto in fretta... :-/
     By MADrigal - 19-Mar-2009 09:03
    Pikmin!!
     By Argo - 18-Mar-2009 19:03
    Screenshots
    Cover versione NTSC
    Cover versione NTSC

    Pikmin giallo
    Pikmin giallo

    Che sguardo intelligente, vero?
    Che sguardo intelligente, vero?

    Eppure se ne lanciate tanti contro una coccinella...
    Eppure se ne lanciate tanti contro una coccinella...

    Olimar e i Pikmin nella versione Smash Bros. Brawl
    Olimar e i Pikmin nella versione Smash Bros. Brawl

    Valutazione
    Presentazione : 
    Grafica : 
    Audio : 
    Giocabilità : 
    Longevità : 
    Retro Factor : 
    9
    9
    9.5
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    Voto
    9