![]() Xbox360 & PS3
30/11/2008
Genere : Action
Anno di uscita : 2008 Mese : Novembre
Software House : DICE
Distribuito da : EA Mirror's Edge Review By
Uno dei generi più abusati dell’ultimo decennio videoludico è sicuramente quello degli fps, gli ormai celebri sparatutto in prima persona. Prima persona… questa parola rappresenta una particolare visuale che ha fatto la storia dei Videogiochi, mostrandosi come una finestra attraverso gli occhi del nostro alter ego virtuale permettendo un immersione ed un’atmosfera che altri punti di vista non riescono a dare; Le ambientazioni, la grafica, l’architettura dei livelli, le animazioni, l’armamentario, tutti questi fattori sono stati in continua evoluzione anno dopo anno diventando gli spettacolari e cinematografici sparatutto che oggigiorno affollano gli scaffali dei negozi. Ma c’e’ un aspetto dei giochi in prima persona che non ha avuto l’evoluzione che invece avrebbe dovuto affrontare, ovvero le abilità fisiche della nostra controparte videoludica. Prendiamo qualsiasi gioco in prima persona, quali sono le mosse che ci sono consentite? Movimenti in varie direzioni, un salto un po’ scrauso, e quando va bene uno scatto in avanti… punto. Possiamo quindi tranquillamente dire che i movimenti permessi oggi nei giochi in prima persona sono rimasti perlomeno quelli che potevamo eseguire una quindicina di anni fa in Doom o nel primo Quake. Cosa che, parlando dal punto di vista evolutivo, è sinceramente sconcertante soprattutto per la sottovalutata importanza data a questo aspetto. Ma prima o poi (per fortuna in questo caso) tutto è destinato a cambiare, e anche se con un ritardo un po’ imbarazzante, finalmente qualcuno ha avuto il coraggio di sfondare la camicia di forza che bloccava i nostri alter ego virtuali, creando un gioco che si libera di tutto ciò che sono stati finora i titoli in prima persona. Questo qualcuno è DICE, software house che sotto l’ala protettiva di EA ha finalmente rilasciato Mirror’s Edge, il titolo che all’E3 di un anno fa destò stupefazione ed incredulità nel pubblico e nella stampa, mostrando un gioco basato sulle fondamenta dell’ormai noto Parkour completamente visto da una visuale in prima persona, creando un risultato assolutamente innovativo e presentandosi come una ventata d’aria fresca nel panorama videoludico generale. Ma la domanda che attanagliava molti era solo una: i filmati visti finora rappresentavano veramente il risultato giocabile? La risposta è si, quello che avete visto per un anno prima dell’uscita del gioco è esattamente quello che giocherete una volta preso in mano il vostro pad.
AlexTofa THE GAME Il gioco ci immerge subito nel suo universo che ci vede negli abiti di Faith, una ragazza facente parte di un organizzazione composta dai Runners, ovvero ragazzi che utilizzando le loro avanzate abilità fisiche correndo tra palazzi ed edifici seguendo le regole del sopraccitato Parkour, sport di origine francese che sta vedendo la sua fama espandersi anno dopo anno in tutto il mondo. Come sfondo ci sarà una città tanto luminosa, colorata e solare, quanto corrotta e oppressa da una dittatura che ha costretto i suoi cittadini a rinchiudersi nelle loro case seguendo le strette regole imposte da una società che ricorda da vicino il Grande Fratello narrato da George Orwell nel suo 1984. Nonostante la base per una trama buona ed avvincente ci sia (anche se il cliché della dittatura oppressiva non sia certo una novità) il titolo DICE perde di smalto a causa di una storyline poco approfondita e mal gestita nella sua evoluzione, mostrando eventi che dovrebbero essere colpi di scena (ma che non colpiscono affatto) troppo rapidamente e che non faranno altro che creare confusione nella testa del giocatore, nonostante la storia sia tutt’altro che complessa. Per di più si aggiungono scene di intermezzo create in stile cartoonesco di pessima fattura e il traumatico doppiaggio di Asia Argento nella parte di Faith fa da ciliegina sulla torta ad un comparto narrativo che sfiora il pessimo. Chi cerca quindi una trama di spessore ed una narrativa magistrale è avvertito, nel titolo DICE non troverà quello che cerca. Chi invece cerca giocabilità pura unita ad un’adrenalina pompata al massimo bè, ha trovato il suo Santo Graal. Già, perché se da una parte il comparto narrativo è abbastanza penoso, a fare da contrappeso c’e’ una giocabilità innovativa e rinfrescante che vi trascinerà per tutta la durata del gioco grazie ad un sistema di controllo studiato perfettamente ed un design dei livelli che si amalgama allo stile di gioco in maniera impeccabile. Le numerose mosse disponibili come salti lunghissimi, scivolate, corse sui muri, possibilità di aggrapparsi a sporgenze varie e corse spericolate, saranno tutte gestite da un sistema di controllo tanto ridotto quanto intuitivo; del vostro pad userete maggiormente i tasti dorsali che saranno la fonte di ogni vostra azione fisica, e ad ogni tasto sarà assegnata una parte del corpo apposita: ce ne sarà uno per i salti e per le azione eseguite dalla parte del corpo superiore, uno per le scivolate e per i movimenti inferiori ed un altro per i combattimenti corpo a corpo… tanto semplice quanto funzionale. Correre sui muri e spiccare un salto al volo verso un’impalcatura, saltare da una sporgenza eseguendo un salto di dimensioni esagerate, tutto ciò accadrà con una semplicità ed una scioltezza che hanno dell’incredibile, mentre le vostre dita voleranno tra i tasti dorsali del vostro pad e il tutto avrà supporto da una game design dei livelli ottimo e ben studiato che garantirà enormi soddisfazioni e completezza da parte del giocatore. In più, oltre ad un sistema di controllo ottimo, saranno presenti anche delle scene di combattimento corpo a corpo che, nonostante non spicchino per la loro qualità, sapranno fungere da ottimi diversivi per il gameplay oltre che ad essere uno dei principali motivi per cui nel gioco correremo veramente come dei matti! Per quanto riguarda il design dei livelli invece la libertà che ci viene offerta è limitata, ma nemmeno poi così esageratamente: non stiamo parlando dei corridoi dei tipici sparatutto, ma neanche della libertà di un Far Cry 2. Piuttosto Mirror’s Edge propone una libertà fittizia dove il panorama sarà infinito ma potremo esplorarne solo una parte minore sufficiente per arrivare al punto indicato, condito magari di qualche strada alternativa, ma rimanendo comunque in determinati limiti imposti dai game designer del titolo. Certo, sopprimere la voglia di esplorazione mentre osserveremo dall’alto la magnifica vista della città sarà un po’ dura, ma dopo un po’ ne faremo l’abitudine grazie anche alla natura prettamente lineare del gioco che ci imporrà di correre e di trovare la via d’uscita nella maniera più rapida possibile, eliminando dalla testa del giocatore eventuali fronzoli sul free roaming. Detto questo, il risultato finale di tutto si può riassumere in una semplice parola: adrenalina. Già, perché se la campagna in singolo dura solamente sei ore (otto al massimo) queste saranno le ore più frenetiche della vostra carriera videoludica costernate da inseguimenti al limite delle possibilità, sbirri ed elicotteri alle calcagna, salti epocali ed inseguimenti frenetici, tutti amalgamati alla perfezione regalando soddisfazioni e divertimento incessantemente, anche se in qualche frangente potrebbe capitare di bloccarsi in qualche salto o manovra particolarmente difficili che daranno il via ad un senso di deja vu che risponde al nome di trial and error, ma nulla di particolarmente fastidioso o impossibile da superare. Dal punto di vista tecnico il gioco ha dalla sua un motore grafico solidissimo che riesce a non arrancare neanche nelle situazioni più concitate (e ce ne saranno molte), mostrando un buon dettaglio per l’ambiente circostante nonostante sia un po’ mascherato dalle fortissime tinte dei colori che donano a Mirror’s Edge uno stile grafico tutto suo, grazie alle luminosissime vedute esterne della città che ci abbaglieranno letteralmente con i loro grattacieli bianchi ed il cielo che più azzurro non si può, e negli interni con tinte veramente forti di blu, giallo, rosso, arancione, verde e chi più ne ha più ne metta, che daranno un impressionante stacco dal luminoso ambiente esterno rendendo il tutto spettacolare e alle volte anche stordente. Per quanto riguardo il comparto audio l’ago della bilancia pende a favore della colonna sonora, composta per la maggior parte da pezzi elettronici che pomperanno adrenalina nei momenti più intensi adattandosi egregiamente alle situazioni correnti, mentre in discesa vedremo inesorabilmente il già citato doppiaggio dei personaggi che in alcune occasioni ci farà veramente desiderare di tapparsi le orecchie e incominciare ad imprecare. Speriamo in un miglioramento futuro per questo aspetto… First Trailer
Pro
Contro
Conclusioni
Dati Tecnici
Supporto :
Versione : Multiplayer : Online :
DVD
PAL Ita No Si ------------------------------------------------
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