![]() Playstation 2
14/06/2008
Genere : Adventure
Anno di uscita : 2006 Mese : Febbraio
Software House : Sony Computer Enterntainment Japan
Distribuito da : Sony Shadow Of The Colossus Review By
Il coraggio può muovere le montagne.
mindthegap Se potessi scegliere , poco prima di addormentarmi, cosa sognare durante la notte, non potrei che voler sognare di vagare per le lande desolate di Shadow Of The Colossus (d''ora in avanti SOTC). Davvero. Non sto scherzando. Quei luoghi carichi di magia e di mistero ti rimangono dentro, come se li avessi visitati per davvero. E sono di una bellezza disarmante, come disarmante è la semplicità e al tempo stesso la profondità di un avventura come questa. E' difficile parlare di SOTC senza metterci dentro le proprie emozioni. E' impossibile. L'opera di Ueda (che gia ci aveva ammaliati con Ico) tocca le corde del cuore come nessun altro videogioco. Ed è incredibile pensare come ciò sia possibile senza sprecare fiumi di dialoghi od ore e ore di sequenze non interattive (chi ha detto Metal Gear?). L'incipit infatti è in apparenza dei più banali e semplici. Spinto dal desiderio di risvegliare una dolce fanciulla rapita dal sonno eterno il giovane Wanda (Wander, nella versione originale, che significa vagabondo) si incammina verso una terra dimenticata dagli uomini, viva solo nelle loro leggende. E' proprio una di queste leggende che spinge il giovane a mettersi in viaggio in sella al fido cavallo Agro. Si narra infatti che qui risiedano gli dei Dormin a cui Wanda potrà chiederà di usare l'incantesimo proibito in grado di riportare in vita la giovane. Tutto qui. Non c'è altro. Nulla ci viene detto di Wanda, su chi sia, che rapporto ha con la ragazza su chi o cosa siano in realtà i Dormin e soprattutto nulla ci viene detto di queste immense lande desolate ai confini della terra, avvolte in un alone di mistero e che da una parte inquietano e dall'altra sono fonte di facinazione senza fine. Per ore vagherete cercando di esplorare ogni singolo angolo della mappa nella convinzione di trovare quell' indizio risolutore che dia una risposta alle vostre domande. C'è un incredibile cura riposta anche nel più piccolo dettaglio. Dettaglio che si presta a tante di quelle interpretazioni che ogni giocatore alla fine gliene attribuisce una diversa. Questo senso di indefinitezza è da una parte il più grande pregio e il più grande limite (per chi vorrebbe che gli fosse spiegato tutto). L'originalità in SOTC impregna ogni singolo aspetto del gioco. Innanzitutto non ci sono nemici. Dal punto di vista narrativo non c'è un vero nemico da sconfiggere, nessun essere malvagio che mira a conquistare il mondo. L'unico motivo che spinge Wanda ad affrontare questa avventura è l'amore per la ragazza (o il suo egoismo?). Lasciando il Sacrario del culto alla volta dei colossi non incontreremo nessun ostacolo lungo la strada, non c'è l'ombra di mostriciattoli o altri esseri da trapassare. Nulla. Solo infinite (e meravigliose) distese da percorrere a cavallo. Nemmeno i colossi in definitiva possono considerarsi veri e propri nemici, dato che, l'unico motivo per cui attaccano è perché si sentono in pericolo. Presto o tardi però dovremo affrontarli, poichè ucciderli tutti è l'unico modo per tenere fede al patto con i Dormin e risvegliare la ragazza. Dal punto di vista giocoso la lotta è fantastica. Per abbattere un colosso sarà necessario trovarne i punti deboli e poi colpirli per mezzo della spada. Il compito non è certo semplice poichè tali punti sono nascosti e sono posizionati differentemente a seconda del colosso, costringendoci ad imbastire manovre di aggancio sempre diverse, utilizzando spesso anche il fido Agro e l'arco in dotazione. Una volta trovato il modo di saltare in "groppa" al colosso dovremo accuratamente dosare le energie poichè Wanda dispone di una resistenza limitata e rimanere aggrappati per troppo tempo senza muoversi significa vederlo mollare di colpo la presa e cadere nel vuoto. Ogni colosso va quindi affrontato con la giusta strategia cercando di sfruttare in modo corretto appigli e zone in cui ci si può, per un attimo, riposare. Dal punto di vista emotivo invece la battaglia è straziante, ogni volta che colpiamo nei punti deboli la bestia lancerà un grido di dolore e quando finalmente riusciremo ad abbatterlo cadrà al suolo con un lamento indicibile. Non assomiglia per niente ad altri giochi dove l'uccisione indifferente e indifferenziata di nemici non provoca il benché minimo sussulto. I colossi sembrano vivi per davvero e riescono a trasmettere con le loro incredibili movenze quel desiderio infinito di sopravvivenza che è proprio di ogni essere vivente. Abbatterli diventerà presto un supplizio e lascierà segni indelebili su Wanda (basta guardare il suo volto) sempre più in caduta libera verso un oscurità che piano piano gli avvolgerà il cuore. Egli uccide, ad ogni colosso, parte di se, e parte di se sacrificherà affinché la fanciulla possa tornare in vita. Nel giocatore invece rimarrà per sempre lo sguardo triste del colosso abbattuto e con esso il senso di colpa per avergli ingiustamente tolto la vita. Shadow of The Colossus è un gioco fuori parametro. Da qualunque parte lo si guardi si riescono solo a scorgere segni di un genio superiore. Ueda e il suo team ci regalano un gioco eccezionale, dalla qualità audio/video inimmaginabile. La ps2 inevitabilmente arranca in alcune fasi, ma a video è riprodotto uno spettacolo senza pari. Montagne, cascate, foreste e oceano si susseguono senza soluzione di continuità. Design e fotografia rendono i luoghi visitati incredibilmente plausibili e allo stesso tempo onirici. Per non parlare delle incredibili animazioni che danno letteralmente vita ai colossi, a Wanda e al suo cavallo, mentre la regia si destreggia nel zoomare o dilatare l'immagine sottolineando di volta in volta paesaggi mozzafiato e giganti al cui cospetto Wanda sembra un misero moscerino. Da rimanere a bocca aperta. A differenza di Ico poi, dove il silenzio e i rumori ambientali la facevano da padrone, in SOTC è presente una colonna sonora (nei soli scontri con i colossi e nelle sporadiche scene di intermezzo) semplicemente superba, una delle più belle mai ascoltate, capace di scuotere ancora di più le nostre sinapsi, già sfibrate dall'incredibile spettacolo che i circuiti dell'Emotion Engine (mai come questa volta davvero, motore di emozioni) disegnano sullo schermo. Se da una parte la semplicità concettuale di SOTC è senza dubbio un punto di forza oltre che sintomo di originalità, inevitabilmente porterà i più a sottovalutarlo perché la sfida vera non starà nel gioco stesso, ma alle abitudini a meccaniche collaudate, assimilate in anni di videogioco. L'assoluta mancanza di un qualsivoglia diversivo tra un colosso e l'altro possono far apparire le fasi interlocutorie, barbose e inutili. Lo stesso scontro con i colossi potrà risultare, ai più, viziato di eccessiva ripetitività. Il sistema di controllo nelle fasi di lotta poi, potrà sembrare poco raffinato se paragonato ad altri action, che vedono i protagonisti compiere evoluzioni inimmaginabili per Wanda. Perfino la longevità misurata con parametri meramente quantitativi rischierebbe di allontanare un'altra fetta di possibili giocatori (il gioco dura al massimo 5-6 ore). Ma quelli che altrove sarebbero, a ragione considerati difetti, in SOTC rappresentano le pietre angolari dell'esperienza di gioco e in questo contesto vanno valutate. Senza queste caratteristiche non sarebbe il gioco meraviglioso che è. SOTC è stracolmo di sfumature e dettagli, pieno di riferimenti biblico-mitologici e con una componente ambientalista praticamente onnipresente. E' un gioco che, o si ama, o si odia. Se non si è dotati della giusta sensibiltà si rischia di mollarlo dopo il primo colosso o dopo la prima lunga sgroppata in sella ad Agro. Se si è capaci di aprire le porte della mente e del cuore invece, la capacità espressiva dell'opera di Ueda e del suo universo incantato ci rapirà completamente, catapultandoci in un sogno ad occhi aperti . Anche dopo aver riposto il dvd nella custodia. Per chi scrive, è assieme ad Ico l'unico gioco in grado di far desiderare una Ps3. Il prossimo capitolo della saga (perchè di questo si tratta se si presta attenzione alle possibili interpretazioni connettive) infatti sarà sicuramente su lidi Sony, essendo quello di Ueda un team interno. Pro
Contro
Conclusioni
Dati Tecnici
Supporto :
Versione : Multiplayer : Online :
DVD
PAL No No ------------------------------------------------
|
Screenshots

Copertina

...

C'è sempre di mezzo una ragazza...

Il sacrario del culto

Spesso saremo costretti a usare il cavallo per venirne a capo.

Per scovare i punti deboli si deve usare la spada.
Valutazione
Presentazione :
Grafica :
Audio :
Giocabilità :
Longevità :
Retro Factor :
Grafica :
Audio :
Giocabilità :
Longevità :
Retro Factor :
10
10
10
9.5
N/A
10
10
10
9.5
N/A
10
Voto
10
