![]() Sony PSP
20/05/2008
Genere : Platform
Anno di uscita : 2008 Mese : Maggio
Software House : Irem
Distribuito da : Sony Hammerin'Harry: 4 Review al prezzo di una, GB, NES, Snes e PSP! Review By
KingpinZero
Genzō Tamura è poco conosciuto da noi. O meglio, se lo chiamiamo Hammerin' Harry è SICURAMENTE già più conosciuto. Grandissimo titolo del lontano '88 ad opera di Irem, Daiku no Gen-san è un platform irriverente, bizzarro, caratterizzato da un concept e un plot a base di carpentieri e di costruttori edili con il pallino del comando. Ebbe diverse incarnazioni anche per l'home gaming, visto il buon successo riscosso negli arcade dovuto anche alla sorprendete giocabilità che da sola rendeva il titolo interessante, con risultati misti. Oggi GC.it vi prende per mano e non vi fornisce una review, neanche due, ma ben quattro, in occasione del debutto su PSP di questo sorprendente carpentiere a suoni di martellate, Buona lettura! Hammerin' Harry - Nes - Nintendo/Irem 1990 - Fattore di rarità: alto [Esclusivo giapponese per 1 anno, poi convertito solo negli Stati Uniti]
La versione Nes di Hammerin' Harry è indubbiamente un capolavoro di conversione. Trattandosi di un riadattamento della versione Arcade, non si può indubbiamente negare la maestria da parte Irem nel trasportare tutto il feeling Arcade dell'originale, rendendo il titolo giocabile quasi quanto la sua incarnazione da sala. Ciò che spicca più su tutto è indubbiamente il fattore giocabilità, ottimamente riproposta: è possibile pertanto riutilizzare tutte le tecniche che hanno reso Hammerin'Harry estremamente giocabile in sala, come la martellata in volo, il martello a terra che fa da scudo e il cattivissimo martello roteante, acquisibile tramite il power-up del peperoncino.
Graficamente parlando, l'aspetto colorato della versione da sala è stato dignitosamente trasposto, tenendo conto delle limitazioni tecniche della macchina su cui gira. Ritroviamo i Ramen-Spot, i vari cantieri giapponesi, sali e scendi e palazzine distrutte: i vari nemici sono altresì presenti e ben caratterizzati, forse meno "vari" dell'originale, ma comunque presenti in egual misura, compresi i boss di fine livello che perdono un po' della leggera spettacolarità e demenza del titolo originale. Tazze di Ramen che volano, carpentieri che si calano dai pali elettrici, tombini volanti a mezz'aria: c'è tutto, tutto quello che ha reso Hammerin'Harry un vero fenomeno e piacere di gioco. I problemi principali però si trovano proprio sotto questo settore: il flickering atroce che affligge quasi tutti i titoli Nes è ben vistoso, in grandi dosi, spesso rendendo l'azione un disastro totale e confusionaria. L'audio è in perfetta sincronia con la qualità della conversione: il motivetto tipico di Gensan ritrova la sua incarnazione ad 8bit così come le voci digitalizzate che aprono ogni sessione di gioco (Lets Get Busy!) e chiusura (Ouch!). Insomma un gran bel titolo: certo, ha un costo spropositato, poichè la versione Americana fu prodotta in pochissime unità e ne vendette ancora meno, vuoi forse per un boxart orrendo e per la poca popolarità di cui godeva Harry fuori la sua terra natale.
[Valutazioni] Grafica: è tutto ben riprodotto, con grande cura! 8/10 Giocabilità: ci siamo, il punto forte di questa conversione. 8.5/10 Sonoro: c'è tutto, anche le voci digitalizzate! 8.5/10 Hammerin'Harry - The Ghost Building Company - Gameboy - Nintendo/Irem - 1992 - Fattore di rarità: medio/alto Oddio, che è successo? Hammerin'Harry gode di una impersonificazione, ufficiosamente un sequel, sul piccolo di casa Nintendo. Seguendo la politica di avere il GB come "spalla" o piattaforma "esclusiva" nei confronti del Nes, Irem porta questo pseudo sequel condito di spin-off con diverse novità che invece di rendere il tutto interessante, ne turbano il risultato. Harry anzitutto è ben lontano dagli sprites originali: forse per rendere il titolo più fruibile ai giocatori del Gameboy, si è pensato bene di ridisegnare e ricaratterizzare il nostro Harry in modo più Trendy. Appare così un bel ghigno da figaccione sul volto stravolto da un design tipico di un manga da teen-agers, due braccia possenti e un fisichetto minuto: questo è il nuovo Harry, volto a combattere stavolta una brutta razza di fantasmi e alieni che vogliono far loro il mondo intero.
Tralasciando il character-design veramente imbarazzante, passiamo a quello che rese la serie famosa: la sua giocabilità. Con grande dispiacere vi dico che anche la giocabilità è fallata da una sorta di slow-motion generale: il gioco è LENTO, lentissimo, scorre a singhiozzi e spesso ci farà rimpiangere di non avere un pulsante per la corsa. Tutte le tecniche che si potevano usare nella versione Arcade, sebbene esse si potevano contare sulle punte delle dita, sono totalmente sparite: lo sconforto di non trovare il martello rotante non ha prezzo. Oltre a quanto detto sopra, la collisione con gli oggetti lascia a desiderare: spesso si cade dritti dritti nelle trappole, oppure si corre a braccia aperte contro il nemico di turno. I powerup sono risicati al massimo, quello principale è una palla chiodata, che appare solo dopo aver raccolto un powerup che ci amplia la life bar.
Forse proprio alla luce di questi difetti, alla Irem pensarono bene di inserire una life bar ben più lunga, segnalata da dei piccoli martelli, per facilitare il compito. Il comparto sonoro dice addio alla main song della serie, favorendo l'avvento di alcuni temi cupi, freddi, di cattivo gusto e di chiara impostazione horror (che proprio non centra niente con Hammerin'Harry, ma più che altro con la Ghost Building Company). Inoltre, chiudendo questa mini review, i boss sono quanto di più stupido si sia mai visto in un gioco. [Valutazioni] Grafica: lenta da morire e caratterizzata in maniera discutibile, ben disegnata comunque 7/10 Giocabilità: fallimentare, problematica e piena di problemi 6/10 Sonoro: voci digitalizzate a parte, le musiche sono orrende. 5/10 Ganbare! Daiku no Gen-san - SNES - Nintendo/Irem - 1994 - Fattore di rarità: medio [Esclusivo per il mercato giapponese] Irem ci riprova e il risultato non è assolutamente malvagio, anzi. Ganbare! Daiku no Gen-san ripropone a grandi linee il concept originale, mixandolo con una buona dose di adventure che non guasta mai, quasi a mettersi in pari con altri mostri sacri del platform come nel caso del baffuto idraulico nostrano.
Condito da una bella intro, quest'ultima strizza l'occhio a quella originale: Harry finalmente riesce ad acquistare una nuova casa che immancabilmente verrà distrutta dai soliti operai malvagi della Kuromoku Group. Graficamente il Super Famicom fa bella mostra di se con sprite grandi, talvolta enormi, ben colorati e definiti: le animazioni non sono da meno, scorrono fluide e omogenee. Harry torna ad essere quello che conoscevamo dalle sale giochi: un po' basso, leggermnete panciuto, con due grandi occhi e le soprraciglia folte. Tornano le tecniche del martello che indubbiamente donano lo spessore originale della saga che si era perso con quel brutto anatroccolo di Ghost Building Company: è possibile posizionare il martello sulla testa, usarlo per creare delle onde d'urto a terra e ancora per respingere oggetti scagliati dagli operai di turno. Si abbandona il concept dell'entità aliena per favorire, di nuovo, quello del magnate dell'ediliza volto a distruggere tutto per creare una megalopoli di grattacieli e palazzine.
I riferimenti col titolo originale sono molti, tanto da far pensare ad una versione "rivista e corretta" dell'originale: trovano spazio, tuttavia, ulteriori modifiche al character design e alla struttura degli stages. Harry non indossa più la sua canotta bianca, ma indossa una sorta di giacca blu sui sempre verdi pantaloni rossi (scusate il gioco di parole): i nemici cominciano ad essere molto più vari di quelli originali, con diversi tipi di armamentari e strategie d'attacco. I boss spesso richiedono tempo per imparare a contrastarli, oltre ad essere in alcuni frangenti veramente bizzarri e ben definiti. Gameplay-wise, il titolo è un piacere da giocare: veloce, frenetico, il martello roteante torna in gran voga con una marcia in più, quella della pseudo-smart bomb. Premento X infatti si potrà lanciare il martello in aria che rilascerà una serie di mini proiettili che spazzeranno via i nostri nemici. Gli stages verranno presentati, man mano, da una sorta di mappa della cittadina giapponese in cui Harry vive. Spostandoci di quadrato in quadrato, sullo stile di Super Mario Bros. 3, sarà possibile entrare e giocare lo stage scelto.
Torna a gran voga, facendo largo uso del chip spc del Nintendone, il tema musicale e le digitalizzazioni vocali che ovviamente perdono della raucedine apprezzata sul Nes, suonando chiare e cristalline come non mai.La particolare cartterizzazione degli stage, la grafica paffuta e definita, i colori gangianti e lo stile inconfondibile della serie trovano nuova giovinezza in questo capitolo, un titolo che si lascia godere appieno senza troppi presupposti cercando di limare ed ampliare difetti e pregi dell'originale da sala. Consigliatissimo! [Valutazioni] Grafica: grande comparto grafico, ricco di colori e di chicche! 9/10 Giocabilità: ai massimi livelli, si lascia giocare veramente d'istinto. 8.5/10 Sonoro: torna il main theme della serie, condito di nuovi effetti speciali e digitallizzazioni 8.5/10 Ikuze! Gen-san: Yūyake Daiku Monogatari - PSP - Sony/Irem - 2008 - Fattore di rarità: nullo, appena rilasciato. [Traduzione del titolo: "Si va, Gen-san! La storia del carpentiere del tramonto"] L'annuncio da parte di Irem del voler sviluppare una sorta di Remake del primo titolo ha indubbiamente solleticato diversi palati in giro per il globo. Ho seguito avidamente lo sviluppo e non vi nascondo di essere contento della scelta adottata da Irem di non voler remixare il primo episodio, come si era pensato in principio, ma di crearne uno da zero che potesse fare da spalla alla serie Anime che verrà trasmessa in Giappone dal servizio online GyaOr questo Maggio. Come si comporta il nostro leggendario Harry (Genzō Tamura in giappone) nel 2008? Bene in linea di massima, nonostante il titolo sia fallato da diverse lacune tecniche. Il concept del gioco sembra voler attingere pesantemente al titolo rilasciato su super famicom per diversi fattori: anzitutto le varie locazioni, come città et simila, traggono spunto da quelle viste in Gambare! Gen-san. Anche gli sprites sembrano essere ripresi da quel titolo: Harry indossa la sua fida giacca blu, accompagnato dal suo martello e dai suoi pantaloni rossi. Torna lo stile apprezzato nella versione nintendo, da pseudo manga: grandi occhi, faccia un po' imbronciata, leggera pancia e folte sopracciglia. Stavolta però si abbandona la grafica 2d, come era lecito aspettarsi, per favorire quella 3d: nonostante il gioco rimanga stretto all'idea di platform, si trasforma in un classico 2.5d, usando un pattern puramente bidimensionale ma avendo tutto il resto, a partire da Harry stesso, in tre dimensioni. Il risultato è veramente ottimo: gli stage sono ben dettagliati e variopinti, con molte animazioni e specialmente con la presenza di personaggi secondari, come cittadini immersi nella loro vita quotidiana e affini. La PSP sembra non avere grandi difficoltà a gestire fasi particolarmente concitate, se non per un'inspiegabile rallentamento dell'azione che non ha nessun senso fondato, anche perchè era totalmente assente nella versione demo apprezzata qualche tempo addietro. Parlando di giocabilità, si sono fatti diversi cambiamenti: ora non voletemente, ma sparisce di nuovo il martello roteante. Non voglio miticizzare questo powerup, però rendeva le scorribande di Harry così frenetiche da essere piacevoli, specialmente perchè dava un tempo di risposta di zero secondi, lasciando il tutto il padroneggiare dell'azione al giocatore stesso, quasi in maniera istintiva. Con il pulsante quadrato si da una martellata normale, predisposta a respingere anche vari tipi di oggetti lanciati in nostra direzione; con X si salta e con triangolo si da' una martellata a "spazzare", ovvero più potente ma che tende a distruggere l'oggetto che colpisce. Non ci sono martellate a volo o onde d'urto: al suo posto Harry si posiziona pancia in terra e colpisce di netto col martello. Tale posizione si può utilizzare anche per "strisciare" sotto strette aperture. D'altro canto però, i powerup non mancano: sono diversi e possono essere sia raccolti che portati dall'inizio dello stage, attivabili tramite L: per "portati" intendo che prima di ogni stage, la ragazza di Harry ci farà scegliere quale pietanza ci aggrada di più per pranzo; ricordatevi che Harry è un carpentiere, quindi con questo piccolo sub-game si vuole anche rendere tributo al mitico "porta pranzo da cantiere". Le varie pietanze cucinate saranno disponibili dall'inizio e come detto conferiranno diversi tipi di powerup, a seconda di quelli scelti. Gli stage saranno selezionabili dal menu pre-partita, e quelli giocati saranno rigiocabili per una sessione di time attack. La mappa della città ricorda a grandi linee quella vista su Super Famicom: man mano che progrediremo negli stage si andranno a sbloccare nuove locazioni e nuove "giornate di lavoro" a cui Harry potrà accedere nel tentativo di combattere il solito gigante dell'edilizia. Stavolta però la città ha ancora di più il segno di una ridente cittadina giapponese: si erge con ruote panoramiche e affini su un bel pezzo di terra baciato dal mare, con tanto di animazioni di aerei che vengono e che vanno e via dicendo. Altro fattore aggiunto nel gameplay sono gli stati d'animo di alcuni personaggi non giocanti che, il più delle volte, possono tornarci utili. Colpendo questi balloon emozionali infatti, si innesta una sorta di mini animazione dagli effetti più disparati, che possono portare secondi bonus o powerups e, in alcuni casi, possono anche portare a "dare assistenza" ad Harry contro alcuni nemici e situazioni. Tornano alcuni boss apprezzati in quello da sala: fanno capolino giganti gonfiabili, gru meccaniche e torri belliche che altri non sembrano che giganti scavatori, sempre per rimanere in tema di carpenteria e edilizia. Il gioco offre moltissime situazioni divertenti, altre esilaranti ed altre ancora prive di senso (quando in quel momento che vede Harry combattere contro un colossale uomo di gomma....un piccolo raggio dal cielo lo farà ingigantire alle sue proporzioni, chiaro riferimento e tributo ai mostri stile Ultraman vista anche la personalizzazione chiaramente di ispirazione dello stage), peccato solo ci sia questo fastidioso e ancora una volta infondato rallentamento che proprio non si spiega. A livello sonoro, niente da segnalare: siamo su una macchina portatile di ultima generazione, percui le tracce audio saranno chiare, cristalline e molte di esse si rifaranno ai temi originali, come il tema principale remixato per l'occasione. Sono presenti lunghissime sessioni doppiate dagli stessi attori della serie animata, spesso accompagnate da simpatiche scenette disegnate dove Harry e i suoi interlocutori non mancheranno di animare visivamente il tutto. Nell'umd c'è anche l'episodio pilota, dalla durata di nove minuti, della serie animata da cui prende vita questo nuovo capitolo. Nota bene: avendo racchiuso le altre review con le proprie valutazioni in capitoli a se stanti, i Pro e i Cons saranno relativi, così come le Conclusioni, alla versione PSP. Pro
Contro
Conclusioni
Dati Tecnici
Supporto :
Versione : Multiplayer : Online :
UMD
NTSC Jap No No ------------------------------------------------
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