![]() Xbox 360
13/05/2008
Genere : Role-playing
Anno di uscita : 2008 Mese : Gennaio
Software House : Mistwalker
Distribuito da : Microsoft Lost Odyssey Review By
KingpinZero
Si ringrazia per il gioco: [Microsoft Italia]: Sabina Belli [Edelman]: Bettina Pieri, Michele Maschio, Nicola Veneziani. Dopo Blue Dragon, Mistwalker ci riprova con un altro RPG che dal primo aspetto sembra non avere niente in più degli altri: è davvero così, oppure qualcosa di diverso si cela effettivamente dietro il lavoro di Mistwalker che vede nel cast anche il mitico Nubuo Uematsu? L'Odissea Perduta Tutto si evolve intorno al nostro belloccio di turno, Kaim. Un immortale che si porta benissimo i propri 1000 anni, un immortale come altri tre presenti nel mondo. Un immortale, tuttavia, senza uno straccio di ricordo: sopravvissuto all'impatto di un meteorite nel campo di battaglia, come si evince dalla stunning-jaw dropping presentazione iniziale. Come avrete ben capito, tutto il gioco si evolverà intorno a questa apparente "perdita di memoria" che andrà a ripristinarsi (non del tutto, sappiatelo subito) man mano che progredirete nel gioco. Durante le nostre avventure, Kaim verrà affiancato da moltissimi personaggi, spesso mortali e spesso no, che convogliano al gameplay nutritre novità che sicuramente faranno piacere agli amanti degli RPG, in particolare a chi, come il sottoscritto, adora spendere ore a personalizzare e a potenziare il proprio team. Graficamente parlando...oddio, che roba è quello?! Lost Odyssey prende un po' dagli rpg convenzionali, un po' da Blue Dragon (precedente titolo dei Mistwalker) e un po' dall'Unreal Engine 3, ormai strausato praticamente in tutto. Da BD possiamo indubbiamente scorgere diversi effetti precedentemente apprezzati, come l'effetto blur / sfocato tanto amato per confondere e rimederiare alla capacità di profondità dello spazio: sebbene sia meno marcato e vistoso di Blue Dragon, tale effetto potrebbe (prendetela come una cosa puramente soggettiva) dare qualche noia a chi cerca sempre visuali cristalline e nitide; d'altro lato invece può far piacere a chi apprezza il simil effetto reale che forse gli sviluppatori volevano conferire al titolo. L'UT3 in questo caso rende costruzioni, fortificazioni, villaggi e superfici liquide direi in maniera soddisfacente: l'elevato livello di dettaglio sicuramente gioverà alle nostre avventure, portandoci ad assistere a grandi città ben dettagliate con texture veramente validissime, per passare da piccoli villaggi in riva al mare a castelli enormi. L'atmosfera puramente Final Fantasiana si respira in diversi posti, portando un leggero Deja-Vu a chi ha giocato ai capitoli della nota saga: i più attenti noteranno diverse similitudini con il criticato dodicesimo capitolo, mentre i piccoli scorci marini con tanto di piccoli borghi e paesi sembrano venire fuori da un misto dell'ottavo capitolo, il settimo con una spruzzatina di Kingdom Hearts e dieci-due. La nota negativa, però, risiede principalmente nel frame rate che sembra essere un po' troppo ballerino, tanto da diventare in certi termini fastidioso: la composizione delle aree alcune volte è lenta, tanto da lasciare la costruzione al momento, con dei veri e propri effetti di pop-up allucinanti, di quelli apprezzati già in Mass Effect che, guarda caso, è sempre UT3 powered. Nel mio giocare al titolo ho riscontrato soltanto un paio di volte due - tre freeze d'azione, dovuti probabilmente alle cause sopre e ad uno streaming dati non proprio perfetto. Insomma qui c'era da lavorare un po' di più, magari nell'ottimizzare l'engine. Riguardo ai modelli poligonali, devo dire che sono assolutamente fantastici. I personaggi, a partire dal nostro silenzioso Kaim (che non mancherà di dimenticarsi tale attitudine nei flashback), sono veramente dettagliati: dalle armature lucenti alle armi, dai visi alla loro animazione per passare ai lunghi capelli fluenti, tutto fa vedere di quanta pazienza e cura siano stati capaci alla Mistwalker nello sviluppare il loro secondo RPG per la next gen di casa Microsoft. I mostri, i nemici e tutta l'allegra brigada che vuole farci la pelle sono altresì magnifici, come apprezzati già in Blue Dragon. Alcuni di essi sono enormi, altri piccoli, altri di media taglia: con all'attivo più di 20 tipi di personaggi che, indubbiamente, non intendono scalfire la saga finale per eccellenza, LO fa il suo dovere e lo fa con grande stile e gusto. In chiusura di capitolo vi menziono i vari video presenti nei quattro dischi della confezione: eccellentemente realizzate, animate ancora meglio e sopratutto molto coinvolgenti. Giochiamo con gli anelli (no, non c'entra niente Juri Chechi) La giocabilità è indubbiamente Old Style, Old School. Prima di tutto, i combattimenti sono basati sulla classica turnazione, con tempi di carica da rispettare: campeggia sul lato sinistro dello schermo il solito menu' di azioni prefissate, dalle quali si legge Attack, Items, Skill e così via. Ogni volta che si vince un round, verremo premiati dalla solita Exp e anche dai Skill Points che, a differenza di altri simil titoli, non possono essere spesi dal giocatore. Invece, gli SP servono ad orientare ed ivi raggiungere un determinato obbiettivo che può essere selezionato dal giocatore che, in questo caso, deve scegliere quale skill raggiungere ed espandere. Gli immortali tuttavia non sono così espandibili, come si potrebbe aspettare dagli altri titoli RPG: essi infatti sono limitati nello sviluppo, eccessivamente limitati se paragonati agli altri componenti non mortali del team. E qui che il gameplay di LO si fa bello: avendo nel team dei mortali, potrete linkare questi al vostro alter ego immortale, poichè tale unione consentirà di acquisire skill precise che possono essere acquisite soltanto dai team mates umani. Tale skill portano a sbloccare magie, spell e attacchi anche in Tag mode, oltre a sbloccarne delle altre che non potrebbero essere normalmente sbloccate se non con la presenza dei non-mortali. A questo punto, diciamo, vi sono concesse due opzioni: creare un team di immortali, dicendo addio a tutte le varie skill, spell, magic attack e pseudo limit break ma godendo dell'immortalità (si, avete letto bene: se un immortale va a tappeto resusciterà dopo qualche turno...comodo no?) oppure creare un team bilanciato di un solo immortale e tutti mortali in modo da avere sia superiorità tattica che magica, con tutte le opzioni di linkaggio presenti descritte sopra. Avendone descritte solo alcune, per non spoilerare troppo sulla feature "regina" del titolo, un'altra graziosa implementazione sono i Ring. Tali anelli funzionano come le materia apprezzate già in Final Fantasy: quando si equipaggiano, gli anelli consentono di sviluppare doti di status a seconda della loro natura. Ad esempio esistono anelli della forza, quelli di Critical Hit, ci sono quelli che conferiscono status negativi come veleno e così via: non vi sto a dire che spesso la vera forza e riuscita di uno scontro (che vi dico subito, sono veramente difficili, tanto per rimanere in tema old style) sono proprio codesti anelli che abbinati ad un buon team (leggere sopra) possono VERAMENTE fare la differenza. Prendetelo come un consiglio. I ring su citati innestano una sorta di minigame nel game: il vostro nemico sarà circoscritto da un piccolo cerchio, mentre uno più grande coprirà l'area dello schermo; durante la fase di attacco usando il trigger del pad bisognerà ristringere il cerchio più grande affinche si avvicini o sovrascriva totalmente quello presente sul nemico. Più sarà precisa tale operazione più lo status infilitto dall'anello sarà schiacciante, in certi casi vuole dire dimezzare se non uccidere del tutto il nostro nemico. Un buon sistema di gioco, oscurato soltanto da lievi imperfezioni che risultano ostili: anzitutto ci sono frequenti caricamenti tra le varie sessioni di in-battaglia e in-game; a queste si aggiungono varie frustrazioni che vengono a fiorire anche in sezioni esplorative. Per farvi un piccolo esempio, spesso ci troveremo a dover superare dei dungeon colmi di trappole come crateri senza fine nel pavimento. Se disgraziatamente incapperete in uno di questi, al 99% dei casi sarete rispediti all'inizio del dungeon e se, in quel caso, vi era una presentazione o dialogo di apertura, sarete costretti a subirvelo DI NUOVO senza poterlo saltare. Non immaginate neanche quanta frustrazione può dare una cosa del genere, specialmente alla luce del fatto che alcune sezioni sono estremamente difficili (e oltremodo challenging, ovvero vere e proprie sfide a chi l'ha dura) con consegutive smanie sullo stile sempre in auge "tiro il pad fuori dalla finestra". I mini giochi sono gradevoli, molto innocenti e alcune volte insulsi: durano poco e quel poco non riesce a dare uno spessore di "stacco" dalla serietà del plot che si attesta su temi molto maturi, poco inclini a sogni, cuoricini e amori impossibili apprezzati in altri "colleghi" del settore. Ci sono, benvengano, ma spesso risultano un po' troppo anonimi. Il maestro ce le suona di sante ragione....aspetta...dove ho sentito 'sto motivetto? Uematsu, un nome, un icona del sound videoludico. Non era da meno in Blue Dragon non lo è neanche in Lost Odyssey: le sonorità sono sempre epiche, cavalcate potenti di tamburi, trombe e chitarre. Si addicono moltissimo allo spirito pseudo medieval-moderno (si perchè ci sono anche dei robot, dopotutto) con melodie incisive e rilassanti, a seconda della situazione o dell'azione. Di certo, la mano del maestro è una cosa che si riconosce, è come dire che le chitarre dei Guns'n'Roses suonano allo stesso modo per tutti i dischi: non mancheranno agli estimatori del maestro effetti di leggero Deja-Vu, come ritornelli, riff e rintocchi melodici del tutto simili a quelle di altre sue opere, dal nome abbastanza semplice da indovinare. Ma visto che il titolo, quando lo si recensice, va apprezzato per quello che è, devo indubbiamente premiare questo lato del gioco. Nota un po' dolente invece è il Voice Acting: nonostante Kaim e alcuni altri siano egregiamente doppiati, il buon 60% degli abitanti e personaggi vari cadono nell'irrefrenabile hype delle battute, spesso falsando di troppo la recitazione, quasi ad imbastire una sorta di gag. Poco spessore e personalità, spesso nei più giovani, fanno si che alcuni botta-e-risposta siano in alcune situazioni imbarazzanti. Fortuna che potete anche apprezzare la lingua originale, semplicemente selezionandola, gustandovi l'egregio e sopraffino lavoro di doppiaggio del team nipponico. Pro
Contro
Conclusioni
Dati Tecnici
Supporto :
Versione : Multiplayer : Online :
DVD9 (Dual Layer)
PAL Ita No No ------------------------------------------------
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