![]() Sony PSP
04/11/2007
Genere : Action
Anno di uscita : 2007 Mese : N/A
Software House : Rockstar Studios
Distribuito da : Rockstar Studios Manhunt 2 Review By
Dopo le varie controversie a cui è andato incontro il titolo, finalmente Manhunt 2 si fa largo sugli scaffali statunitensi nella sua versione riveduta e corretta per essere a norma con il rating che tutela l'utenza dei giochi in america, tale ESRB.
KingpinZero Dunque Manhunt 2 è il sequel di un gioco totalmente fuori di testa, con un plot assurdo, uscito nel 2001 circa su diverse piattaforme: nel primo titolo vestivamo i panni di uno sfortunato alle prese con uno show televisivo, unica salvezza per scontare le sue pene dopo un atroce condanna - condanna che manco a dirlo è stata creata da zero per incastrarvi. Nato dal concept di "reality show" il nostro sfigato di turno doveva fuggire da una sorta di prigione e raggiungere l'uscita senza farsi ne vedere ne beccare. Era lecito pertanto, come annunciò lo speaker dello show, uccidere violentemente a sangue freddo tutti gli ostacoli sul suo cammino...altrimenti, in onore del reality show system, avrebbero ucciso lui. Come dicevamo, concept assurdo e plot veramente fuori di testa rendeva questo titolo già "poco interessante" di per se: ma la vera forza di questa caccia all'uomo era per l'appunto, la violenza. Manhunt fece scalpore per le assurde modalità di uccisione che metteva a disposizione del giocatore, con tante armi mortali ma senza ricorrere a bazooka, mitragliette e cavalleria aerea. Il nostro scopo era quello, prettamente, di agire nell'ombra per poter eliminare i nostri avversari nel modo più cruento possibile usando martelli, mazze, mattoni, corde di violino, filo spinato, bidoni dell'immondizia, tombini e chi più ne ha più ne metta. Come fece a scappare dal rating al tempo suo, nessuno lo sa: fatto sta che il primo episodio era violento, tanto, con alcune uccisioni che sfidavano lo stomaco di diversi soggetti. Ora, dopo pesanti ritocchi cosmetici, torna il sequel: acclamato, odiato, contorto e specialmente...violento. Il Gioco, lo scopo Fuori piove, una serata pessima. L'acqua bagna le fronde degli alberi sul praticello davanti alla nostra finestra, scorrendo lentamente sulla targa che si innalza da terra a pochi metri dall'entrata. Su di essa si legge: "Asilo Sanitario Mentale". Due infermieri nella loro stanza di supervisione sembrano nervosi: un colpo d'occhio veloce alla telecamera fa capire che qualcosa non va e sta degenerando. Due ricoverati sono misteriosamente usciti dalla propria cella e stanno massacrando un infermiere: e' il caos. Dopo questa breve introduzione filmata usando il motore grafico del gioco, si passa a noi: Danny, questo il nostro nome. Nella prima battuta di gioco infatti, il nostro esordio non lascia a desiderare, anzi: la telecamera ci inquadra mentre strangoliamo un'infermiera senza pietà, quasi impazziti, per poi passare alle nostre spalle dove magicamente il cancello della cella si apre. Un nostro amico di ventura, infatti (l'artefice della semi-rivolta, sembra) ci invita finalmente ad uscire fuori e a guadagnare di nuovo la nostra libertà. Subito ci salta all'orecchio le poche capacità comunicative che abbiamo: questo aspetto, geniale a tratti, mette in luce lo stato mentale contorto e corrotto a cui eravamo sottoposti. Poche parole, scomposte, molte come dei bambini di 7 anni saranno per un breve lasso di tempo la nostra capacità comunicativa con il nostro compagno di ventura. Il plot non è assolutamente rivelato da subito, anzi: prende forma nelle battute più avanzate nel gioco, diciamo dal terzo episodio in poi. Senza rovinarvi troppo tutto l'arcano mistero, diciamo che eravate stati internati perchè vi eravate prestati come "cavie" per un esperimento mentale. Qualcosa ovviamente, è andato storto. Così, a metà tra un deficente e una pianta grassa, senza alcun ricordo, la nostra fuga riunirà i frammenti della nostra memoria fino ad avere tutto più chiaro: la nostra vendetta contro l'agenzia. La stessa agenzia che vi offrì una montagna di soldi per l'esperimento, soldi che avreste accettato per poter risollevare le sorti della vostra famiglia, con una moglie e una bimba che sembrano essere state eliminate dall'agenzia stessa quando il progetto fallì per non lasciare tracce. Così parte Manhunt 2: come cani rabbiosi, senza descrivervi niente di quello che sta accadendo, senza sapere almeno nei primi istanti chi siete, senza capire perchè tutto sta succedendo così rapidamente. Un unica cosa vi è chiara sin da subito: la vostra inclinazione al massacro, come un killer professionista. E che killer. Grafica e Gameplay MH2 graficamente, si comporta ottimamente. Calcolando che stiamo parlando di una PSP, gli stage sono ben definiti, con diversi tocchi di classe: nota importante va ai filtri grafici che il gioco usa per avvalersi dell'atmosfera "cupa" che ruota intorno al titolo. Ci saranno pesanti toni scuri, atti a rivelare zone di ombra che sono vitali per proseguire nel gioco, ci saranno insegne luminose, strade bagnate e tanta, tanta pioggia. Come se non bastasse già la pioggia a rendere tutto il sistema pesante, il gioco si svolge solo ed esclusivamente di notte: sembra infatti che i fatti narrati in questo titolo si svolgono in poco più di 2 nottate, almeno dalla probabile timeline che si può evincere dai vari stage. Gli arredi delle varie aree sono bencurati e ricordano moltissimo i quartieri malfamati di qualsiasi metropoli a questo mondo: carte da parati macchiate, divorate dalla muffa, ingiallite che si uniscono a vecchi televisori, letti disfatti come stracci, mobili divorati dalle tarme e così via. La qualità delle texture, ahimè, lascia molto a desiderare sebbene non sia, fortunatamente, applicata a tutto il resto: sembra piuttosto una scelta precisa quella di usare scialbe texture con dettaglio pari a zero per dei muri nascosti, sezioni di passaggio come piccoli tunnel e così via. Però, ovviamente, non possono passare inosservate e sarebbe stupido non mettere in luce questo aspetto in una review. I movimenti dei personaggi sono invece, convincenti: Danny e le sue vittime si muovono fluidamente, con ottime animazioni per quanto riguarda le azioni che vanno dallo scavalcare un oggetto all'uccidere, senza grossi intoppi. Le stesse animazioni sono esageratamente convincenti quando si uccide qualcuno: con l'ausilio del motion capture infatti le uccisioni saranno cruente, realistiche e veramente spettacolari: non mancheranno di farvi esclamare "Oh cavolo...Oh Dio....Ohhhh" credetemi. Le scene di intermezzo, realizzate con il motore grafico del gioco ma pur sempre filmate, non si staccano molto dal gioco di per se: si nota però l'utilizzo sapiente della ps2 in questo campo, versione che ovviamente offre un dettaglio generalmente più elevato e una pulizia visiva migliore della sua sorella minore nonostante l'engine sia lo stesso. Pertanto anche se poco percettibile, le scene saranno tutte filmate usando l'engine ps2 risultanto un poco "distanti" da quello che infine stiamo giocando noi. Niente di preoccupante comunque, tranquilli. Parlando di filtri grafici, qui entra in campo la censura: per quelli "già esistenti" si ricalca il primo episodio, come la grana della pellicola che ricopre l'intera area visiva, come se una vecchia telecamera ci stia riprendendo nelle nostre gesta. Apparte questo, la censura è stata applicata nelle scene violente: prima di tutto, sono state eliminate le particelle di sangue (inclusi i fiotti se si trattano di decapitazioni). Poi si è provveduto ad applicare un effetto Blur che scurisce e confonde l'uccisione: a questo aggiungiamo dei flash che rendono l'immagine bianco e nero a rotta di collo MENTRE si usa la grana della pellicola talmente grossolana da sembrare ghiaia. Mi dispiace, ma l'ESRB ha esagerato. Mentre il primo Manhunt lasciava libero sfogo alla deviazione mentale dei produttori, qui più che divertirsi non ci si capisce niente e si perde rapidamente interesse nel compiere questi assalti letali. Indubbiamente avrei alzato il voto di un punto e mezzo percentuale se non fosse stato così pesantemente sottoposto a censura (neanche fossimo ai tempi del Super Nintendo alle prese con Mortal Kombat, puah) ...però, c'è sempre un però. Se avete una PS2 e una Action Replay, è possibile giocarsi la versione "uncut" del gioco usando dei semplici codici: per la versione PSP invece, bisogna usare una patch sulla iso del gioco OVVIAMENTE ricavata dal vostro UMD originale. Ricordatevi però che per questa operazione avete la necessità di utilizzare un Custom Firmware. Questa review pertanto, se ve lo state chiedendo, è ovviamente basata sulla versione "liscia" della PSP, per l'appunto americana: però io stesso ho testato e giocato le versioni "uncut" approfonditamente e posso confermarvi che il gioco perde TROPPO del suo fascino deviato. Pertanto, se tra voi c'è qualcuno che può usufruire di tali mezzi, al campo Graphics va immesso un numero 8,5 e non un 7,5. Detto questo passiamo al gameplay. Il gameplay prende possesso di tutti i tasti della psp ma non temete, non dovrete essere dei polipi per giocarvi MH2. Anzi tutto, lo stick analogico muove Danny, L e R sono per gli strafe laterali e insieme per fare il focus sul target, quadrato è per tirare mazzate e se premuto a lungo, serve per decidere l'ampiezza di violenza quando si aggredisce qualcuno da dietro le spalle. Il cerchio è per le azioni di tutti i tipi, triangolo serve per strisciare lungo i muri, il D-pad sinistro scorre gli obiettivi così come il destro mentre la direzione giù serve per cambiare l'arma nel caso se ne reperisca un'altra sul campo di battaglia. Infine gli ultimi tasti come il tasto D-pad su, che serve per la first person view, select per il mini inventario e start per il consueto menu. Per uccidere qualcuno di soppiatto, MH usa un sistema alquanto originale che lascia libera scelta a noi piccoli killer in erba: avvicinandosi di soppiatto, avvalendosi della sensibilità analogica della psp, Danny alzerà la mano destra (quella che impugna l'arma). A questo punto è possibile eseguire una Style Kill: tenendo premuto infatti il tasto quadrato, un piccolo reticolo formato da tre triangoli che ruotano in senzo orario apparirà, di tre colori. Grigio, morte rapida. Giallo, morte elaborata. Rosso, udite udite, morta cruenta. Quindi calcolate bene i vostri tempi e assicuratevi di avere il tempo necessario sia per l'avvicinamento che per l'uccisione per gustarvi uccisioni veramente (con la v maiuscola) cruente. E' possibile inoltre sfruttare l'ambiente per le Ambient Kill: nastri trasportatori, tetti, tombini, qualsiasi cosa che sulla mappa sia indicata con un teschio bianco. Basterà attirare il nostro nemico nelle zone designate sulla mappa (con quadrato è possibile colpire i muri per fare rumore, ricordatevelo) e premere senza rilasciare L+R: a questo punto il reticolo diventerà rosso lampeggiante e non dovrete far altro che premere quadrato una volta soltanto per assistere ad ingegnose eliminazioni che sfidano le menti più perverse della storia. Alcune, raccapriccianti. Questo è in sostanza MH2, graficamente e di feeling: le noti dolenti arrivano in un certo senso quando alle prese con la telecamera spesso non ci si capisce niente, specialmente se stiamo agendo in quelle zone d'ombra che sono atte a salvarci la vita. A questo possiamo aggiungere le poche informazioni che spesso il gioco ci fornisce, lasciandoci in balia dell'area senza ben capire cosa fare per preseguire. Qualche aiuto in più sarebbe stato di certo utile. Il sistema di combattimento a mani nude è fastidioso, anche perchè non è affatto la prima modalità d'impiego nella eliminazione degli individui: spesso si rischia di menare a vuoto gli avversari, specialmente se ci trovano in spazi angusti nel quale le possibilità di movimento per pianificare un assalto sono ridotte all'osso. Facili prede nonostante abbiate una mazza ferrata per le manine, ironico. Sonoro Le musiche di MH2 sono indubbiamente atte a rendere l'ambiente di gioco molto teso: classici jingles delle migliori colonne sonore horror fanno capolino anche qui, con pesanti riff di contrabassi e organi in puro stile cimiteriale. A questo si aggiungono, per quanto possa valere, una vasta libreria di effetti digitalizzati per gli oggetti, veramente convincenti. La nota dolente, ahimè, è il doppiaggio: scarno, poco ispirato, ricco di male parole (il che è normale per un gioco del genere) ma veramente poco realistico. Si è preferito a dare più spessore al doppiaggio dei nostri due eroi che del resto: gli avversari parlano tra di loro, ma con frasi scontate che spesso ci lasciano a pensare per via della collocazione assurda di alcune di esse (ad esempio, tra di loro si salutano con cose del tipo "hey come stai?" ma la cosa assurda è che lo fanno anche quando non c'è nessuno in giro, tsè). In finale si assesta su un voto buono, ma appena sopra la sufficienza. Pro
Contro
Conclusioni
Dati Tecnici
Supporto :
Versione : Multiplayer : Online :
UMD
NTSC Us Si No |





