![]() Playstation
04/03/2008
Genere : Fighting
Anno di uscita : 1998 Mese : N/A
Software House : Bandai
Distribuito da : Bandai Kamen rider Review By
Kamen Rider è uno show televisivo nato negli anni Settanta, e ancora oggi molto popolare nella terra del sol levante. I personaggi creati da Shotaro Ishinomori sono stati protagonisti di serie animate, manga, film. E, infine, videogiochi. Primo dei tre capitoli apparsi su Playstation, il titolo qui considerato si eleva rispetto al livello solitamente basso che contraddistingue i prodotti su licenza usciti per la console Sony. Kamen Rider è un picchiaduro tridimensionale dalle vesti sontuose, il cui motore grafico si avvicina parecchio a quello del più famoso Tekken. Caratterizzato da una scelta cromatica maggiormente sobria, con toni meno vivaci e a tratti addirittura cupi, il gioco Bandai riesce ad incantare grazie alla cura posta nel disegno dei personaggi e degli sfondi. Un gusto particolare, tipicamente nipponico, contraddistingue anche le musiche, il cui connubio con la stupefacente estetica si concretizza in un comparto tecnico veramente pregevole. Ci troviamo dinnanzi ad una solidità piuttosto corposa, ad una pienezza delle forme e delle apparenze che si accompagna ad un gameplay similmente massiccio. Non ritroveremo le mirabolanti combo a cui buona parte dei picchiaduro anni ’90 ci ha abituato. L’azione non è così veloce, lascia spazio a tempi d’attesa e di studio tra gli avversari. Interessante la scelta di implementare un tasto per la parata, limitando d’altra parte le mosse disponibili. L’immediatezza e la precisione del sistema di controllo sono poste al centro, mentre l’attenzione è spostata dalla frenesia del combattimento alla capacità dell’utente di mettere in campo una tattica di gioco ben precisa. Quest’ultimo carattere potrebbe sembrare fuori luogo, alla luce della struttura tipica di ogni picchiaduro uno contro uno, che presenta quale principale peculiarità quella di porre i contendenti nel contesto di uno scontro frontale. In realtà, giocando a Kamen Rider ci si rende conto di come questo archetipo possa essere applicato in mille modi differenti. Qui un colpo ben assestato è meglio di dieci sferrati in modo casuale. L’unico modo per cavarsela è quello di cogliere l’avversario nel momento in cui ha abbassato la guardia. Ciò richiede tempismo, allenamento e una buona padronanza delle meccaniche di gioco. E’ vero, la capacità di prevedere le mosse dell’altro giocatore, e colpire di conseguenza, è dote necessaria sin dai tempi del sempreverde Street Fighter 2. Ma, mentre in quest’ultimo titolo, tale abilità è indissolubilmente legata ad una previa e minuziosa padronanza del sistema di combattimento, nel gioco Bandai essa è basica, connaturata al modo di svilupparsi dell’azione stessa. In altri termini, mentre un duello tra principianti si risolve in una successione confusa ed accidentale di mosse, per quanto riguarda il classico Capcom, nelle stesse condizioni si può ravvisare in Kamen Rider un’immediata acquisizione dei rudimenti da parte di qualunque utente. Con ciò non voglio dire che il sistema di gioco sia semplicistico, né d’altra parte che il titolo Bandai sia superiore al capostipite dei beat’em up moderni, il che sarebbe quantomeno irrispettoso. Intendo solo far comprendere come Kamen Rider si distacchi dai consueti schemi per assumere una propria posizione di rilievo ed interesse nell’ambito dell’evolversi del genere a cui appartiene. Certo, qualche piccolo difetto è presente (per esempio il numero esiguo di combattenti selezionabili, nonché lo squilibrio di valori al quale, in alcuni frangenti, essi sono soggetti), ma non si tratta comunque di problemi in grado di minare la fruibilità del prodotto.
kienzan Pro
Contro
Conclusioni
Dati Tecnici
Supporto :
Versione : Multiplayer : Online :
Cd
NTSC Jap Si No |




