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Megadrive
23/02/2008
Genere : Fighting
Anno di uscita : 1992
Mese : Agosto
Software House : Namcot
Distribuito da : Namcot

Splatterhouse Part2
Review By
CapitanOrso
Splatterhouse 2 approda ad agosto del ‘92 esclusivamente sul Mega Drive della più permissiva Sega, Nintendo non avrebbe accolto un titolo simile, se non nelle vesti di Wanpaku Graffiti su Famicom. Nonostante lo scalpore creato ai tempi, Splatterhouse riuscì sempre ad evitare la censura grazie alla natura non umana dei personaggi.

Essendo un sequel diretto del primo famoso episodio, la storia è ambientata tre mesi dopo la tragedia del precedente capitolo. Troveremo nuovamente Rick come protagonista principale, impegnato a salvare la fidanzata Jennifer rapita da un’orda di mostri, prigioniera in un sinistro maniero su di un’isola in un lago spettrale. Anche questa volta sarà sua compagna la famigerata maschera azteca, che gli donerà la forza necessaria ad affrontare l’impresa.
Per chi non conoscesse la saga degli Splatterhouse ci troviamo di fronte ad un picchiaduro a scorrimento in prospettiva laterale, l’azione si svolgerà unicamente su di un solo piano di gioco, come già visto in precedenza in Hokuto No Ken o Crude Busters.

Il titolo in questione si presenta molto simile al predecessore, stesso schema di gioco e medesimi obiettivi.

Dopo una presentazione interessante inizierà il nostro viaggio; la grafica si appresta su discreti livelli (su Mega Drive si è visto sicuramente di meglio, ma anche di peggio) le animazioni dello sprite principale e dei nemici sono nella media e saltuariamente compaiono alcuni piccoli artifizi grafici che alzano leggermente il livello non eccelso dei fondali. La scelta cromatica si rivela in fin dei conti azzeccata, in quanto determinate tonalità contribuiscono a creare una certa atmosfera da film di serie b tanto cara ai cultori del genere.
Il comparto audio vede un lato positivo nelle musiche, spesso particolarmente indovinate, ed un rovescio della medaglia negli effetti sonori, complice il tristemente noto chip sonoro del Mega Drive.
La giocabilità raggiunge invece un buon livello: se da una parte è corretto rilevare come il gameplay risultasse essere discretamente semplicistico già nel ’92, con uno scorrimento dell’azione fin troppo lineare ed un sistema di combattimento piuttosto piatto, è nello stesso tempo giusto evidenziare come l’appagamento derivante dall’orgia splatter provocata da Rick sia indubbiamente elevato. Vi ritroverete ad utilizzare armi di ogni genere, tutte di stampo prettamente horror, per farvi strada lungo il vostro cammino (9 livelli in totale).
La longevità è sostenuta, nel bene e nel male, da una difficoltà di gioco discontinua. A momenti di un piattezza celebrale assoluta, in cui non si farà altro che premere il tasto apposito al momento giusto, si susseguiranno fasi particolarmente legnose che non daranno scampo ad una serie di morti premature. Nulla di cui spaventarsi, non si raggiungeranno mai attimi di frustrazione totale, e l’avventura in cui ci si sarà imbarcati rimarrà sempre godibile.

Sotto l’aspetto collezionistico, nonostante sia stato prodotto in numerose quantità, Splatterhouse 2 è andato via via aumentando leggermente di valore negli ultimi due anni, almeno per quanto riguarda la versione giapponese. Non è raro trovarlo su ebay a prezzi che variano dai 40 ai 55 euro. Da segnalare che questa edizione presenta delle sostanziali differenze rispetto alle controparti americane ed europee (identiche tra loro): la difficoltà è impostata in maniera diversa ed è purtroppo totalmente assente il sistema di password aggiunto in seguito. A parte questo ed alcune minime diversità grafiche l’originale release nipponica può contare su di un package infinitamente superiore (come sempre).

Rimane sfortunatamente l’amaro in bocca, la delusione per un’ottima occasione mancata, più cura del dettaglio, più impegno da parte dei programmatori, più idee ed uno sviluppo più attento avrebbero dato origine forse ad un ottimo titolo, mentre così, purtroppo, rimane nella media.
Pro
  • Divertente ed immediato
  • Cruento e d’atmosfera
  • Contro
  • Sbilanciamento della difficoltà
  • Tecnicamente non eccelso
  • Fattore replay limitato
  •  Conclusioni
    Dati Tecnici
    Supporto : 
    Versione : 
    Multiplayer : 
    Online : 
    Cart
    NTSC Jap
    No
    No
    Un titolo consigliato, certo non un capolavoro, ma che nella sua semplicità e nella sua ignoranza riesce ad essere attraente e a divertire, non solo con l’alta dose di violenza messa a disposizione in maniera così gratuita (e spesso fine a se stessa), ma soprattutto con l’atmosfera e l’ambientazione che il titolo riesce, nel suo piccolo, a ricreare (e considerate che non sono un fan dei film horror!). Adatto quindi a trascorrere qualche ora spensierata di sano gioco senza troppe pretese…Aloha! CapitanOrso
    Screenshots
    Ottima Boxart
    Ottima Boxart

    Primo livello introduttivo
    Primo livello introduttivo

    Secondo boss
    Secondo boss

    Motosega!prima...
    Motosega!prima...

    ...e dopo!
    ...e dopo!

    In fuga dall'incubo
    In fuga dall'incubo

    Così impari!
    Così impari!

    Valutazione
    Presentazione : 
    Grafica : 
    Audio : 
    Giocabilità : 
    Longevità : 
    Retro Factor : 
    7
    7
    7
    7
    6.5
    7.5
     
    Voto
    7