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Megadrive
18/02/2008
Genere : Action
Anno di uscita : 1994
Mese : Settembre
Software House : Konami
Distribuito da : Konami

Contra The Hard Corps
Review By
CapitanOrso
Il Mega Drive è stata la mia prima console, in seguito acquistai anche il Super Famicom e verso quest’ultimo concentrai quasi tutta la mia attenzione viodeoludica. Anni dopo e con il famoso senno di poi, guardando indietro mi sono pentito di questa scelta, complice anche il qui presente Contra The Hard Corps; la via più giusta è spesso quella più equilibrata e la stupenda guerra che coinvolse queste due console non vide mai un vincitore completo, anche se nel ‘94 avrei detto, mani sul fuoco, Nintendo…
Contra The Hard Corps si posiziona temporalmente cinque anni dopo il capitolo precedente, il tanto osannato Contra Spirits del SF, le guerre aliene sono oramai concluse ed il nuovo nemico si presenta nelle fattezze di cybercriminali con la più classica delle missioni: dominare il mondo! Non mancheranno di utilizzare celle aliene con cui mescolarsi, dando vita così a nuove armi di distruzione. A voi quindi l’arduo compito di fermarli nei panni di uno (o due) dei protagonisti: Bill, vecchia conoscenza della saga, l’affascinante Sheena, il Lupo Brad Fang o il simpatico robottino Brownie, ognuno con caratteristiche fisiche e arsenali completamenti differenti tra loro. A livello grafico, in alcuni casi si fatica a ricordare di utilizzare un Mega Drive, quando ho iniziato a giocare il titolo in questione ammetto di essere rimasto sbalordito, livello dopo livello, da ciò che lo schermo mi proponeva, nella mia testa era rimasto il ricordo di Golden Axe o Super Hang On, e, con tutto il dovuto rispetto, ben poco quelle immagini avevano a che spartire con Contra: tutto si muove ad una velocità strabiliante, non un solo rallentamento o incertezza anche quando lo schermo si riempie di nemici e relativi proiettili, tantissimi boss enormi e stupendamente animati volano per lo schermo con una semplicità quasi ovvia, livelli di parallasse a non finire e cambi vorticosi di prospettiva, meravigliosi effetti letteralmente “inventati” dai tecnici Konami, costretti dalla mancanza di chip ausiliari dedicati sul 16bit Sega. Per dirla in parole povere è strabiliante vedere il Mega Drive fare cose per cui non era stato progettato. E’ giusto però evidenziare come la palette di colori risulti essere comunque limitata, le tinte si fanno meno accese del solito ed alcuni livelli soffrono della mancanza di tonalità aggiuntive, i fondali sono a volte poveri e non molto particolareggiati ma il livello medio del tutto, nonostante questo, rimane decisamente alto. L’aspetto sonoro è molto curato, la selezione dei brani è perlopiù di genere techno e metal con alcuni pezzi chitarrosi ed altri fin troppo martellanti, anche se, ad di là dei gusti, contribuiscono a creare quell’atmosfera senza respiro che caratterizza il gioco. La giocabilità è altissima: ci troviamo di fronte ad un titolo vecchio stampo, duro e puro che non fa sconti a nessuno: proseguire nei livelli giocando alla buona porterà a morte sicura, sarà necessario studiare posizioni e pattern di attacco, ma una volta entrati nella giusta ottica il divertimento che ne deriverà sarà infinito: abbattere uno dei tanti boss dopo averlo bombardato di fuoco per svariati minuti vi ricorderà perché è bello videogiocare e perché tutto questo ha un senso. Da non dimenticare la possibilità di giocare in due contemporaneamente, che causerà la nascita di nuove strategie di squadra, aumentando così il coinvolgimento generale. Sul fronte longevità si pensi solo che Contra The Hard Corps propone ben sei finali diversi (cinque nella versione europea) causati da vari bivi, varie scelte che dovrete effettuare e che influenzeranno l’esito della vostra missione, per visionare tutti i livelli di gioco sarà quindi necessario rigiocarlo più e più volte. La difficoltà si appresta su standard piuttosto elevati, e a proposito di questo bisogna menzionare il fatto che la sola versione giapponese veda la presenza di una barra di energia, che permette di venire colpiti ben due volte prima di morire, inoltre è l’unica in cui è possibile usare cheats per avere 90 vite o scegliere lo stage di partenza. Ovviamente tutto ciò bilancerà enormemente il nervosismo che (sicuramente) vi prenderete, ma se riuscirete a farvi trascinare nel meccanismo ne rimarrete imprigionati. La versione consigliata è quindi proprio la nipponica, l’artwork sarà migliore e troverete uno splendido libretto illustrato a colori anche se purtroppo per via di un quantitativo prodotto piuttosto limitato (mi dissero ai tempi solo 40000 unità, dato non confermato) è la più costosa delle tre: i prezzi variano dai 100 ai 140 euro. Assolutamente da evitare la release europea, in cui i protagonisti sono stati sostituiti dai soliti robottini Probotector e vari dialoghi e personaggi completamente tagliati, snaturando così la storia del gioco.
Pro
  • Tecnicamente fantastico
  • Aggressivo ed adrenalinico
  • Longevità assicurata
  • Contro
  • Difficoltà a tratti frustrante
  •  Conclusioni
    Dati Tecnici
    Supporto : 
    Versione : 
    Multiplayer : 
    Online : 
    Cart
    NTSC Jap
    Si
    No
    In definitiva uno dei giochi più belli per Mega Drive ed uno dei migliori Contra della saga, per molti versi superiore all’episodio su Super Famicom, un titolo che non da tregua e che non accetta vie di mezzo. A voi decidere quindi se ne valga la pena, per me sicuramente si…Aloha! CapitanOrso
    Screenshots
    Boxart
    Boxart

    Puro stile Contra...
    Puro stile Contra...

    Boss mooolto impegnativo!
    Boss mooolto impegnativo!

    Collaborazione necessaria!
    Collaborazione necessaria!

    Livello intero di soli boss!
    Livello intero di soli boss!

    Cambi di prospettiva...
    Cambi di prospettiva...

    Valutazione
    Presentazione : 
    Grafica : 
    Audio : 
    Giocabilità : 
    Longevità : 
    Retro Factor : 
    7
    8.5
    8.5
    9.5
    8.5
    9
     
    Voto
    9