Recensione

Wolfenstein II: The New Colossus

Pubblicato da Jurik360 27/10/2017 - 14:00

Machinehead ci riporta in un futuro distopico in cui i nazisti hanno vinto il conflitto mondale e dominano gli Stati Uniti. Le vicende che racconta Wolfenstein II: The New Colossus si svolgono dopo la fine del precedente episodio (non preoccupatevi se non l'avrete giocato, vi verrà tutto spiegato durante il prologo), all'inizio degli anni '60 del secolo scorso, con un nuovo cattivone con cui l'intrepido Blazko dovrà vedersela! Con gli USA occupati dai nazisti da oltre 14 anni le cose sono cambiate parecchio e la Resistenza sarà intenta ad organizzare segretamente la Seconda Rivoluzione Americana, atto di forza necessario per liberarsi dagli oppressori. Prima che questo possa accadere il caro vecchio B.J. deve però rimettersi in sesto e dei cruenti video a cui già il predecessore ci avevano abituato ci mostrano le operazioni che permettono al nostro eroe di sopravvivere per guidare la ribellione. Nel frattempo la sadica e inquietante Frau Engel tieni in pugno l'America e i nostri eroi si trovano rifugiati sul sottomarino Martello di Eva, che fungerà anche da hub tra una missione e l'altra All'interno dell'hub sceglieremo le missioni da intraprendere e troveremo i vari collezionabili raccolti all'interno del gioco (immancabilmente sono molti e tutti ben nascosti!). Il gameplay è del tutto identico a quello del predecessore e se vogliamo usare un pizzico di malizia si poteva forse osare qualcosa di più; a parte alcune chicche che non vi anticipo per non rovinarvi la sorpresa ritroveremo le consuete (tantissime) armi macina-nemici e il consueto livello di sangue e gore. Anzi, forse il sangue e la crudeltà delle uccisioni (e delle cutscene) Machinehead si è spinta persino oltre questa volta, con sequenze davvero raccapriccianti, glory kill in slow motion che mostrano smembramenti orribili se riusciremo a sorprendere i nemici di soppiatto. Aree più aperte consentono come in passato di gestire l'area in maniera più o meno stealth, cercando uccisione silenziose o cercando passaggi che ci portino a destinazione del tutto indisturbati. Circa l'armamentario retrofuturistico c'è da sottolineare un sistema di upgrade on-the-fly molto rapido e soddisfacente che ci vede potenziare il caricatore, la precisione o la forza dell'arma, trovando dei kit in giro e installandoli immediatamente senza perdere nemmeno un secondo nei menu (tutti odiano i menu! Sono noiosi!). Salute e corazza come di consueto scenderanno sotto i colpi nemici e potranno essere ripristinati trovando kit medici e ricambi, ma salire oltre al livello massimo (di salute) sarà solo temporaneo e il valore decrescerà nel tempo fino a tornare al livello "normale" (inizialmente sarà 50). Anche le capacità fisiche di Terror Billy (altro nome di B.J. Blazkovitch) potranno essere ampliate e la sensazione di riprendere forze e tendere alle fattezze di soldato sovrumano sarà una gran bella sensazione: dagli inizi lenti e tentennanti sulla cigolante sedia a rotelle, passeremo a ritmi ben più sostenuti, potenziando gli arti inferiori, il torace o altro, diventando delle vere e proprie macchine da guerra! Graficamente ho avuto modo di giocarlo inizialmente su Xbox One e poi portare a termine la review su One X e devo dire che l'ottimizzazione sopperisce sul fronte texture e fluidità nei momenti più concitati: davvero sempre un bel vedere! Forse la mole poligonale non è proprio eccelsa, ma alcune scelte cinematografiche e le spettacolari kill al rallentatore fanno bella mostra di se e regalano grandi soddisfazioni. Nessun bug o glith da segnalare nella versione da me testata, il titolo è tecnicamente robusto e non sono emerse lamentele particolari.

Conclusioni

Se il primo capitolo era stato un piacevolissimo ritorno a meccaniche classiche, sano divertimento e un gusto splatter che non guasta mai...beh, questo secondo capitolo non delude sotto nessuno di questi aspetti! Il level design è lineare ma non banale, i dialoghi a volte spassosi e le situazioni che vogliono scatenare nel player emozioni forti: o lo si ama o lo si odia...e noi l'abbiamo amato!


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