![]() The Art of Games
31/07/2009
By kienzan
Il 22 maggio 2009 si è svolta l’inaugurazione di The Art of Games. Nuove frontiere tra gioco e bellezza. Trattasi del primo evento italiano di rilevanza internazionale dedicato alla game art. Nella splendida cornice del centro Saint-Benin di Aosta, sino all’8 novembre 2009, sarà possibile visionare oltre 100 opere di alcuni tra i più noti artisti del settore. L’intento è quello di “mostrare il livello di arte, fantasia e tecnica insiti nell’arte dei videogiochi”.
The Art of Games
Arte e videogioco ![]() A dispetto della pervasiva diffusione a livello mondiale, della crescente complessità dei prodotti, nonché dell’indubbia valenza estetica, i videogiochi stentano ad ottenere il riconoscimento del proprio ruolo all’interno del panorama culturale del nuovo millennio. I media generalisti contribuiscono a consolidare alcuni pregiudizi già presenti nell’opinione pubblica, mentre il mondo accademico e quello istituzionale si interessano all’argomento solo in rari casi. Mentre negli Stati Uniti e in alcuni paesi europei, da qualche tempo a questa parte, si registrano segnali di cambiamento, in Italia i luoghi comuni sul videogioco rimangono particolarmente diffusi. Proprio per questo motivo, The Art of Games, evento espressamente dedicato alla game art, si carica di significati di cruciale importanza in vista dello sdoganamento del videogioco presso il mondo della cultura. In primo luogo, poiché l’atto stesso di trasformare l’opera multimediale interattiva in un oggetto da museo consente al pubblico di vedere l’intero fenomeno sotto una nuova luce, comprendendo il valore del videogioco in quanto frutto della libera creatività di un artista. The Art of Games mostra il prodotto nella complessità della sua realizzazione, tramite schizzi originali, demo di speedpainting, supporti multimediali. Affiancando alla finalità ludica e alla vocazione interattiva l’interesse per la fase preparatoria e per la sua valenza estetica, si aprono nuovi orizzonti fruitivi, che possono essere alla base del disvelamento di risvolti inaspettati, anche nell’opera finita. Non a caso, presso la mostra, sono disponibili postazioni video complete di console e di demo di videogames, che esibiscono il prodotto finale, in modo che esso possa essere messo in relazione con l’irriducibilità del suo farsi. D’altra parte, come sottolinea Debora Ferrari, direttore culturale di Fabbrica Arte, nell’intervista rilasciata a Marco Accordi Rickards, presidente di AIOMI, la game art non si può ridurre al suo ruolo preliminare. Al contrario, essa possiede una propria autonomia, e deve essere considerata come forma d’arte propria. Tramite la game art si afferma dunque, da un lato, un tipo di espressività dal valore intrinseco. Dall’altro, il carattere composito della fase produttiva ed inventiva. Il videogioco non è più, come ai primordi, frutto del lavoro di un’unica persona che si incarica dell’intero processo. È, al contrario, il risultato della collaborazione di decine e decine di artisti, ognuno dei quali cura una serie circoscritta di aspetti. A partire da tale rilievo, il medium ludico può essere descritto come prodotto maturo, consapevole e significativo, appartenente a pieno diritto alla cultura popolare contemporanea. Le opere di The Art of Games sono contraddistinte da una pregnanza espressiva e contenutistica che nessuno potrebbe ridurre alla mera dimensione del disimpegno. Sono scorci di mondi virtuali che si modellano sul possibile, o affreschi dotati di una carica paradossale dal fascino magnetico, che attira l’attenzione proprio in virtù della sconvolgente naturalezza di un disegno dai tratti irreali. Come ha rilevato Mark Pesce, la simulazione computerizzata diviene un “motore per l’immaginazione”: noi pensiamo i mondi videoludici, e li viviamo grazie al loro carattere interattivo. Al contempo, essi modellano il nostro modo di vedere le cose, ci permettono di esperire ed agire nel flusso e, conseguentemente, modellano l’esperienza fuori di esso secondo determinate modalità. In altri termini, è nel dare luogo al nostro immaginario che i videogiochi assumono una specifica concretezza. Proprio come accade nel caso della pittura, del cinema, dell’arte in genere. Vi è però un fattore che differenzia il medium ludico da tutte queste forme espressive: si tratta, appunto, dell’interattività. Se tale aspetto, da una parte, potenzia il coinvolgimento tipico del processo fruitivo, dall’altra crea una distanza rispetto all’accezione ampiamente condivisa del concetto di arte. In una mostra di game art ci si pone ad uno stadio di sviluppo che precede il momento dell’interazione, accostando così il videogioco all’oggetto estetico convenzionale, ed esibendo la creatività insita in tutta la fase preparatoria ed ideativa. Prendere atto di questa fondamentale comunanza è il primo passo per una concezione consapevole del videogioco e di tutto ciò che ad esso concerne. Le opere ![]() The Art of Games propone opere di artisti di fama internazionale quali Alessandro Taini (Heavenly Sword), Stephan Martiniere (Myst, Uru), Kekai Kotaki (Guild Wars), John Wallin Liberto (Gears of War), Paul Sullivan (Tomb Raider, Afro Samurai), Thierry Doizon (Assassin’s Creed, Prince of Persia), Jason Felix (Hellgate London), Jim Murray (World of Warcraft), Craig Mullins (Halo), Daniel Dociu (Guild Wars), Andrzej Tutaj (Assassin’s Creed, Splinter Cell: Chaos Theory) e Jason Chan. Per merito della grande ricchezza di contenuti espositivi, la mostra è in grado di testimoniare l’enorme lavoro di ricerca stilistica svolto in questi anni nel mondo del game design. Il continuo intrecciarsi delle tecniche tradizionali con le nuove possibilità offerte dalla computer grafica e dagli strumenti tecnologici moderni ha determinato infatti la nascita di nuovi canoni espressivi, capaci di influenzare fortemente le forme contemporanee di espressione artistica. Il supporto di AIOMI ![]() AIOMI, Associazione Italiana Opere Multimediali Interattive, ha dato il proprio patrocinio a The Art of Games. “Siamo fieri di dare il nostro contributo a un’iniziativa storica e fondamentale come questa”, dichiara Marco Accordi Rickards, presidente dell'associazione. “The Art of Games eleva finalmente il Videogioco alla dignità che da sempre questo medium merita”. Raoul Carbone, Segretario Generale di AIOMI e Presidente della Filiera dei Produttori di Videogiochi in Confindustria, aggiunge: “AIOMI e The Art of Games si ritrovano nella comune concezione del Videogioco come una delle più innovative e importanti forme d’arte contemporanee. The Art of Games ha il merito impagabile di valorizzare l’opera dei Produttori di Videogiochi, mostrando finalmente con chiarezza che un game developer può essere a tutti gli effetti un artista. Potete stare certi che il sodalizio tra AIOMI e The Art of Games sarà duraturo e fruttuoso”. Altri patrocini e riconoscimenti ufficiali ![]() Abbiamo sottolineato come, nel nostro paese, raramente le iniziative legate al videogioco siano riconosciute dalle istituzioni. The Art of Games, anche in questo campo, si distingue: grazie al supporto totale della regione Valle D’Aosta, e ai patrocini della Presidenza della Repubblica Italiana, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del CNR, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, della Standford University, del Politecnico di Torino, del Touring Club Italiano, del Swedish Council of Art, l’evento può contare su un’autorevolezza notevole, anche al cospetto della stampa generalista e del pubblico non appassionato di videogiochi. Da segnalare inoltre una serie piuttosto nutrita di collaborazioni, come quella con Matteo Bittanti, giornalista e ricercatore di fama mondiale, con lo IED di Roma e la IULM di Milano, nonché con importanti riviste quali Edge, Game Pro, Wired e Flash Art. Informazioni e contatti ![]() The Art of Games è un progetto realizzato da Fabbrica Arte in collaborazione con Matthias Högvall e Musea_TraRariTIPI. Aperta al pubblico del 23 maggio all’8 novembre 2009, la mostra ha luogo nella ex chiesa di Saint-Bénin, situata nel centro storico della città di Aosta. Si tratta di un importante luogo di scambio culturale, in cui si sono svolte nel corso degli anni numerose esposizioni di arte moderna e contemporanea. Per ulteriori informazioni, è possibile consultare il sito ufficiale dell'evento, www.theartofgames.eu. Video dell'evento ![]() Grazie alla gentile concessione di VjVISUALOOP (www.vjvisualoop.tv), amico e collaboratore del nostro sito, vi possiamo presentare in esclusiva un video relativo a The Art of Games. Un'interessante anteprima che ci fa comprendere meglio le caratteristiche di questa mostra, e che convincerà senz'altro più di un lettore a fare visita al centro Saint-Bénin, nel corso dei prossimi mesi: Video dell'evento Cogliamo l'occasione per ringraziare ancora una volta VjVISUALOOP per il suo prezioso contributo. |












