Editorial

Tra Nextgen e sedicenti opinionisti in rete...

Pubblicato da Jurik360 28/11/2013 - 14:37

 

Nella mia sfera di cristallo invece ci vedo un passato di generazioni di console, svariati lanci vissuti sulla mia pelle, svariati flop, alcuni clamorosi successi e ribaltoni dell’ultimo minuto.
Se le cose fossero sempre chiare e ben definite non ci sarebbe nemmeno tanto da discutere: l’emozione per una nuova generazione di hardware (e soprattutto di software) già di per sé sempre più flebile, sparirebbe del tutto.
Non è un mistero che ultimamente il videogaming (che all’estero è preso molto seriamente, come occupazione di primo piano, come intrattenimento a tutto tondo, come fenomeno culturale riconosciuto) venga citato ovunque in rete e venga tirato in ballo da sedicenti sapientoni che però, ahimé, danno gran fiato alla bocca senza dire nulla di minimamente competente a riguardo!
Il videogaming è passione, senza pregiudizi ne confini, e il recente periodo di console war ha acceso in me questa delusione nel vedere la gente azzuffarsi e disquisire su argomenti che alla fine dei conti, dividono le persone e nulla hanno a che fare con la cosa che dovrebbe davvero accomunarli: il divertimento di giocare!
Dopo 3 fiere estive e svariate prove sul campo, dopo aver forzatamente seguito forum e thread su facebook e youtube (nuovi poli della discussione “colta” sul videogaming...siamo proprio messi male!) per capire quali erano le impressioni dell’utenza, appare chiaro come ci sia un velo che avvolge la gente, un velo verde Xbox o blu Playstation che appanna ogni giudizio e mette tutto sul piano di una esaltazione personale del marchio prediletto… 
Molti sono tornati bambini, e si misurano il pisellino col righello per stabilire chi ce l’abbia più lungo, mentre l’adulto guarda sorridendo da lontano e si allontana con due pollastre sotto braccio (Xbox One e Playstaion 4, ovviamente! Che Nerd!!!)
Questo editoriale non vorrebbe parlare di nextgen, badate bene. Questo articolo vorrebbe parlare delle persone che, come me, stanno vivendo questo particolare momento di passaggio generazionale e di come lo stanno vivendo. 
Siete stufi e disgustati quanto me di seguire confronti e deliri adolescenziali su dettagli che comunque verranno modificati e fixati nel corso dei mesi? Siete più concentrati sui contenuti e siete trainati da quelle che potrebbero essere novità in un panorama videoludico in cui i veri “numeri” li fanno solo i blockbuster più blasonati? Mi piacerebbe saperlo.
Ognuno ha le proprie opinioni, è sacrosanto e legittimo, ma a volte solo il parlare di titoli multipiattaforma riesce a mettere pace negli animi.
Parlare di un titolo esclusivo e di un hardware invece scatena qualcosa dentro di noi, un sentimento che non ha motivo di essere, come se fosse stata ferita una parte di noi stessi.
Ma perchè? Perchè il successo di un hardware specifico è così importante per qualcuno di noi? Forse perchè dopo infiniti sproloqui a sostegno di un qualcosa che non possiamo controllare ci sentiamo dei fessi quando ci accorgiamo che non avevamo ragione... Se Sony esce con console difettose, senza una lineup interessante, ci facciamo una figuraccia! Se Microsoft non vende almeno 2 milioni di copie al lancio, surclassando l’avversaria, siamo nella merda!
Vi svelo un segreto, cari amici: è tutta un’illusione! Non esiste una console perfetta e non esiste un sistema che possa accontentare tutti perchè, per fortuna, siamo ancora persone uniche e originali, con la propria personalità e le proprie preferenze. Siamo queste persone, vero?
Forse che ci siamo dimenticati che videogiocare è bello con qualsiasi sia la piattaforma preferita, forse dimentichiamo che è il software il punto forte dell’esperienza, forse ci sentiamo definiti da pezzi di plastica e metallo che invece saremmo NOI a dover definire come Players.
Il software e i servizi saranno le carte vincenti per il lungo periodo di questa presunta battaglia (se vogliamo porla come tale) e penso che gli utenti dovrebbero guardare meno all’hardware, come ai “cavalli” sotto il cofano di una macchina, ma piuttosto di quali esperienze questo hardware è in grado di offrire a loro e alla loro famiglia… 
Oggi Microsoft e Sony, con un’esperienza di offerte in costante crescita, si sono dimostrate molto attente alle nostre esigenze, consapevoli che il loro successo dipende in larga parte da noi, noi che le difendiamo a spada tratta: in tal senso l’accanita concorrenza tra i due colossi si è dimostrata molto utile anche per gli utenti, che in un certo senso sono riusciti ad intervenire in politiche altrimenti inaccessibili ai comuni mortali. Nel caso del dietrofront di Microsoft sui DRM, abbiamo assistito ad un “mea culpa” più unico che raro in un settore dove le cose sono quasi esclusivamente calate dall’alto. Un segno dei tempi che cambiano? Speriamo di si.
In definitiva credo che dovremmo fidarci molto meno di presunte celebrità della rete (i Signori Nessuno alla ribalta!) e di tutto il pattume che i social network ci propinano, e magari cercare meglio le nostre fonti, provando noi stessi i giochi che sentiamo potrebbero piacerci, senza lasciarci fuorviare o trascinare da opinioni di persone che il più delle volte non hanno il background necessario per dare un’informazione attendibile.
L’esperienza, CONTA. E tanto. 
La nextgen è forse arrivata, ma di certo non oggi. Forse la rivoluzione è già avvenuta anni or sono, ma noi guardavamo da un’altra parte. Ora assistiamo solo ad una naturale evoluzione e come sempre la perfezione non è il punto di partenza del processo.
Sedetevi in poltrona e divertitevi, non litigate. Il 2014 porterà soddisfazioni per tutti!

Lo sguardo attento degli scrutatori e degli opinionisti improvvisati di cui è ormai disseminata (invasa, meglio) la grande rete ha già predetto tutto: essi SANNO già perfettamente cosa accadrà nel prossimo futuro, la nextgen consolara non è un segreto per loro. Nella loro sfera di cristallo è tutto ben delineato: c’è una guerra accanita, con un vincitore e una sconfitta, c’è una netta separazione e non esistono variabili.Nella mia sfera di cristallo invece ci vedo un passato di generazioni di console, svariati lanci vissuti sulla mia pelle, svariati flop, alcuni clamorosi successi e ribaltoni dell’ultimo minuto.Se le cose fossero sempre chiare e ben definite non ci sarebbe nemmeno tanto da discutere: l’emozione per una nuova generazione di hardware (e soprattutto di software) già di per sé sempre più flebile, sparirebbe del tutto.

Non è un mistero che ultimamente il videogaming (che all’estero è preso molto seriamente, come occupazione di primo piano, come intrattenimento a tutto tondo, come fenomeno culturale riconosciuto) venga citato ovunque in rete e venga tirato in ballo da sedicenti sapientoni che però, ahimé, danno gran fiato alla bocca senza dire nulla di minimamente competente a riguardo!
Il videogaming è passione, senza pregiudizi ne confini, e il recente periodo di console war ha acceso in me questa delusione nel vedere la gente azzuffarsi e disquisire su argomenti che alla fine dei conti, dividono le persone e nulla hanno a che fare con la cosa che dovrebbe davvero accomunarli: il divertimento di giocare!

Dopo 3 fiere estive e svariate prove sul campo, dopo aver forzatamente seguito forum e thread su Facebook e Youtube (nuovi poli della discussione “colta” sul videogaming...siamo proprio messi male!) per capire quali erano le impressioni dell’utenza, appare chiaro come ci sia un velo che avvolge la gente, un velo verde Xbox o blu Playstation che appanna ogni giudizio e mette tutto sul piano di una esaltazione personale del marchio prediletto… Molti sono tornati bambini, e si misurano il pisellino col righello per stabilire chi ce l’abbia più lungo, mentre l’adulto guarda sorridendo da lontano e si allontana con due pollastre sotto braccio (Xbox One e Playstation 4, ovviamente! Che Nerd!!!)

Questo editoriale non vorrebbe parlare di nextgen, badate bene. Questo articolo vorrebbe parlare delle persone che, come me, stanno vivendo questo particolare momento di passaggio generazionale e di come lo stanno vivendo. Siete stufi e disgustati quanto me di seguire confronti e deliri adolescenziali su dettagli che comunque verranno modificati e fixati nel corso dei mesi? Siete più concentrati sui contenuti e siete trainati da quelle che potrebbero essere novità in un panorama videoludico in cui i veri “numeri” li fanno solo i blockbuster più blasonati? Mi piacerebbe saperlo.Ognuno ha le proprie opinioni, è sacrosanto e legittimo, ma a volte solo il parlare di titoli multipiattaforma riesce a mettere pace negli animi.Parlare di un titolo esclusivo e di un hardware invece scatena qualcosa dentro di noi, un sentimento che non ha motivo di essere, come se fosse stata ferita una parte di noi stessi.Ma perchè? Perchè il successo di un hardware specifico è così importante per qualcuno di noi? Forse perchè dopo infiniti sproloqui a sostegno di un qualcosa che non possiamo controllare ci sentiamo dei fessi quando ci accorgiamo che non avevamo ragione... Se Sony esce con console difettose, senza una lineup interessante, ci facciamo una figuraccia! Se Microsoft non vende almeno 2 milioni di copie al lancio, surclassando l’avversaria, siamo nella merda!Vi svelo un segreto, cari amici: è tutta un’illusione! Non esiste una console perfetta e non esiste un sistema che possa accontentare tutti perchè, per fortuna, siamo ancora persone uniche e originali, con la propria personalità e le proprie preferenze. Siamo queste persone, vero?

Forse che ci siamo dimenticati che videogiocare è bello con qualsiasi sia la piattaforma preferita, forse dimentichiamo che è il software il punto forte dell’esperienza, forse ci sentiamo definiti da pezzi di plastica e metallo che invece saremmo NOI a dover definire come Players.
Il software e i servizi saranno le carte vincenti per il lungo periodo di questa presunta battaglia (se vogliamo porla come tale) e penso che gli utenti dovrebbero guardare meno all’hardware, come ai “cavalli” sotto il cofano di una macchina, ma piuttosto di quali esperienze questo hardware è in grado di offrire a loro e alla loro famiglia… 

Oggi Microsoft e Sony, con un’esperienza di offerte in costante crescita, si sono dimostrate molto attente alle nostre esigenze, consapevoli che il loro successo dipende in larga parte da noi, noi che le difendiamo a spada tratta: in tal senso l’accanita concorrenza tra i due colossi si è dimostrata molto utile anche per gli utenti, che in un certo senso sono riusciti ad intervenire in politiche altrimenti inaccessibili ai comuni mortali. Nel caso del dietrofront di Microsoft sui DRM, abbiamo assistito ad un “mea culpa” più unico che raro in un settore dove le cose sono quasi esclusivamente calate dall’alto. Un segno dei tempi che cambiano? Speriamo di si.

In definitiva credo che dovremmo fidarci molto meno di presunte celebrità della rete (i Signori Nessuno alla ribalta!) e di tutto il pattume che i social network ci propinano, e magari cercare meglio le nostre fonti, provando noi stessi i giochi che sentiamo potrebbero piacerci, senza lasciarci fuorviare o trascinare da opinioni di persone che il più delle volte non hanno il background necessario per dare un’informazione attendibile.
L’esperienza, CONTA. E tanto. 

La nextgen è forse arrivata, ma di certo non oggi. Forse la rivoluzione è già avvenuta anni or sono, ma noi guardavamo da un’altra parte. Ora assistiamo solo ad una naturale evoluzione e come sempre la perfezione non è il punto di partenza del processo.
Sedetevi in poltrona e divertitevi, non litigate. Il 2014 porterà soddisfazioni per tutti!


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